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FRANCESCA & FABIO
Il marito Mia moglie ed io siamo sposati da poco più di otto anni. Siamo ottimi amici e siamo ancora innamorati l'uno dell'altra. L'unica cosa che vorrei cambiare di lei E' il vizio del fumo. Io non fumo e anche se talvolta lo trovo sexy, non mi piacere annusare la puzza di fumo nei suoi panni e nei suoi capelli. Ne abbiamo parlato tante volte ma lei teme di mettere su peso e francamente, le piace troppo per rinunciarci. Ma torniamo indietro alla nostra storia. Facciamo spesso dei viaggetti durante il fine settimana per scappare dalla vita di città. così E' successo anche la settimana scorsa. Il Sabato mattina stavamo passeggiando nella piazza di una piccola cittadina di provincia e stavamo guardando le vetrine. Camminavamo mano nella mano e ci godevamo la bella giornata. Shelly fece l'ultimo tiro dalla sigaretta e gettò a terra il mozzicone, schiacciandolo con il piede. Poi si appoggiò contro di me e mi mise un braccio attorno alla vita. Ci fermammo davanti una vetrina e Shelly cominciò dolcemente a carezzarmi la schiena. Era molto gradevole. Mi volsi verso di lei e l'abbracciai come sappiamo fare solo noi due. I suoi capelli mi carezzavano dolcemente il viso ma l'odore della sigaretta m'infastidiva. In un attimo rovinai il momento magico facendo un commento fuori luogo sulla puzza di fumo nei suoi capelli. Talvolta noi uomini non impariamo mai. Mai rovinare un bel momento così! Continuammo a camminare lungo la strada finchÈ non ci fermammo davanti ad un negozio di modellismo. Io sono un appassionato e cominciai a guardare con interesse i modelli esposti. Stavo per entrare quando vidi il cartello "chiuso" all'ingresso. Quando mi voltai, mia moglie non c'era pi. Guardai avanti ed indietro ma nessun segno di mia moglie. Doveva essere entrata in qualche negozio pi avanti. Avanzai lungo il marciapiede guardando all'interno delle vetrine. Effettivamente era dentro il terzo negozio. Era in piedi all'interno e guardava alternativamente me ed una donna seduta in una grossa poltrona. Mi sembrava strano, poi mi accorsi che era una salone. Per sincerarmene cercai il cilindro rotante rosso e bianco all'esterno e notai anche l'insegna: "Da Bobbi". Sulla vetrina era scritto " Tagli per uomini e donne 10$ " Senza dirle una parola, la parrucchiera si alzò dalla poltrona, prese una mantellina e si appostò dietro il sedile. Shelly mi guardò per un'ultima volta e lentamente si sedette. La parrucchiera mi guardò per un attimo e poi fissò la mantellina addosso a mia moglie. Prima di assicurarla alla nuca, le mise della carta velina al collo. Non sapevo cosa pensare, così entrai nel negozio e mi sedetti davanti a lei. Confesso che ero molto curioso di sapere cosa sarebbe successo di li a poco. La parrucchiera prese un pettine e cominciò a pettinarle i lunghi capelli setosi e neri. Quando finì, i capelli le arrivavano cinque cm oltre le spalle. Lei rimase semplicemente seduta lì, senza profferire una sola parola. La parrucchiera prese allora delle forbici. Cominciare dalla fronte le pettinò i capelli all'indietro. Alla terza volta, afferrò una ciocca di capelli tra le sue dita e tagliò tutto ciò che ne fuoriusciva. Sulla sua fronte rimasero solo due tre cm di capelli. Sul viso di Shelly apparve per un attimo un moto di costernazione. La parrucchiera tagliÚ man mano alla stessa maniera, ciocca per ciocca, fino ad arrivare sul retro della testa, lasciando i capelli non pi lunghi di un paio di cm. Poi si dedicò alla tempia sinistra e metodicamente tagliÚ i capelli alla stessa maniera. I capelli cadevano dappertutto. La maggior parte di essi erano lunghi oltre trenta cm ed ancora risplendevano mentre cadevano a terra o in grembo a mia moglie. La parrucchiera si dedicò alla nuca e poi al lato destro tagliandole tutti i capelli alla stessa lunghezza. Mia moglie mi sorrideva. I capelli che le rimanevano le scendevano attorno alla testa e le coprivano ancora meta orecchie. Non era male. Questo taglio la ringiovaniva di almeno dieci anni. Improvvisamente sentii il rumore di un rasoio elettrico. Non mi ero accorto quando la parrucchiera era andata al bancone a prenderlo. Ero troppo incantato dal nuovo look di mia moglie. Anch'essa sobbalzò al rumore della macchinetta. La parrucchiera le girò attorno. Poi, gentilmente le spinse in avanti la testa e senza esitazione, infilò la tosatrice nei capelli sulla nuca spingendo in su ed allontanandosi man mano dalla testa mentre saliva. arrivò ben oltre l'osso occipitale quando finì di tagliare con la macchinetta. ripeté quest'azione per tre volte sulla nuca. Dal quel che potevo vedere (c'era uno specchio sulla parete alle sue spalle) quello che le rimaneva dei capelli era un paio di cm di lunghezza alla sommità della testa fino ad arrivare praticamente a zero all'attaccatura dei capelli sulla nuca. Tramite lo specchio potevo vedere il bianco della pelle sulla sua nuca. Sempre usando la macchinetta ed il pettine, la parrucchiera tagliÚ similmente il fianco destro e quello sinistro. Il pettine spariva sotto la coltre di capelli solo per essere riscoperto dalla tosatrice. Il taglio rimasto era simile alla nuca: si partiva da un paio di cm di capelli in alto sulle tempie fino ad assottigliarsi praticamente a zero sopra le orecchie. La parrucchiera le aveva tagliato veramente tantissimi capelli, ma a me piaceva. Mia moglie aveva un taglio crespo e corto, ma soprattutto, era fantastica. Lei non aveva mai pensato di tagliarsi i capelli e non ci avevo mai pensato nemmeno io. Che cambiamento! La parrucchiera usò un piccolo rasoio elettrico per definire meglio l'attaccatura dei capelli. Poi le disse di aspettare un attimo e scomparve nel retrobottega. Erano le prime parole che sentivo pronunciate da lei. Dopo pochi secondi riapparve con un arricciacapelli e cominciò ad arricciare quei due cm di capelli che mia moglie aveva ancora sulla sommità del capo. Quando finì, le passo gentilmente una spazzola attraverso i ricci per dargli volume. WOW !! Era splendida. Non avrei mai pensato che mia moglie potesse diventare ancora pi bella di quanto già non lo fosse, e quanto mi sbagliavo. Mi alzai ed andai verso Shelly. Anche lei si alzò, mi guardò con occhi scintillanti e mi domandò se mi piaceva. "Ma certo!" le risposi io. La moglie Non so come devo descriverci. Io e Mike siamo compagni nell'anima. Sembra che egli sappia tutto quello che di cui ho bisogno o che voglio prima che lo faccia io. Nel momento stesso in cui l'ho incontrato sapevo che ci saremmo sposati. Abbiamo cosi' tanto in comune. ciò che ci piace di pi sono le nostre gite nel fine settimana per dimenticare la calca della vita cittadina. La settimana scorsa siamo andati in un piccolo paesino con una piazza deliziosa. C'erano un sacco di negozi interessanti. Il Sabato mattina eravamo usciti per compere. Avevo appena finito di fumare una sigaretta e mi sentivo così bene che ho abbracciato mio marito. Adoro questi abbracci speciali tra noi. Eravamo proprio in un momento particolare quando Mike se ne usci con uno dei suoi soliti commenti sulla mia abitudine al fumo. Mi scocciavano, ma cercavo di capire la sua prospettiva. Mike non fuma e si preoccupa della mia salute. Inutile dire, però, che il momento magico era scomparso. Eravamo fermi davanti ad un negozio di modellismo, uno dei preferiti da lui. Mike si avvicinò alla vetrina mentre io mi avvidi del segnale con la scritta "chiuso" sulla porta. Passai avanti verso il negozio successivo e poco pi in l¦, vidi un salone. Non ci avevo mai fatto troppo caso, ma la lamentela pi frequente di Mike era l'odore del fumo nei miei capelli. Mi fermai davanti l'ingresso aperto. Non c'erano clienti, a parte la parrucchiera seduta su una delle poltrone. Era una donna attraente, sui quarant'anni, con capelli biondi tagliati pari al mento e frangia corta. abbassò la rivista che stava leggendo e mi guardò. Non mi era mai passato per la mente di tagliarmi i capelli. Guardai fuori e vidi Mike che arrivava. Guardai dentro e vidi che lei si era alzata e teneva una mantellina verde in mano mentre era dietro la poltrona. Riguardai Mike e lentamente mi avvicinai e mi sedetti sulla poltrona. Era così grande. Mi appoggiai allo schienale ed allungai i piedi. Come in moviola, la parrucchiera mi passò davanti e mi strinse la mantellina al collo. In quel mentre entrò Mike. Avreste dovuto vedere la sua faccia. Dire che era sorpreso E' dir poco. Si sedette. Mi aspettavo che mi dicesse qualcosa, ma non lo fece. La parrucchiera cominciò a pettinarmi i capelli. Non avevo alcun'idea di come tagliarli. Ero sicura che la parrucchiera mi avrebbe fatto dei suggerimenti, così decisi di aspettare le sue proposte. Mi sentivo bene mentre mi pettinava. Mike lo faceva spesso prima di andare a letto. La parrucchiera si fermò per qualche istante e poi mi pettinò i capelli verso dietro. Mi stavo godendo il momento ed, in particolare, l'espressione di Mike. Un istante dopo sentii i miei capelli tirati e sentii il rumore delle forbici che si chiudevano su di essi. Immediatamente una lunga ciocca mi cadde in grembo, passando davanti al mio viso. La mia mente vacillò. Avrei voluto fermarla per discutere il taglio ma al contempo, non volevo far sapere a mio marito che ero rimasta sorpresa quanto lui. Lei continuò a tagliare e presto altre lunghe ciocche mi caddero in grembo. Guardai Mike per avere qualche indicazione su ciò che lei stava facendo (non c'erano specchi davanti a me) ma egli era come in trance con un sorriso sulle labbra. Ok, se Mike sorrideva non poteva essere così male. Chiaramente la parrucchiera aveva già in mente un taglio quando mi sono seduta. Decisi di gustarmi l'esperienza, giacché Mike sorrideva ed avevo fiducia in lei, benché mi resi conto che sarebbero stati tagliati un sacco di capelli. La parrucchiera si muoveva rapidamente. Finito di tagliare sopra venne alla mia sinistra. cominciò a tagliare, passò alla nuca fino a giungere a destra. Non avevo idea di quanto potessero essere corti i miei capelli. Sentivo solo che lei afferrava i miei capelli e le forbici che li tagliavano. Rapidamente concluse il suo taglio. Mike sembrava contento e ciò significava che probabilmente sarebbe piaciuto anche a me. Improvvisamente avvertii un suono dietro di me ed un ronzio sommesso riempi l'aria. Non avevo alcun'idea di cosa fosse. Devo aver spiccato un salto sulla poltrona perché Mike stava ridacchiando. Le sensazioni che seguirono non le dimenticherò mai. Tutto avvenne molto lentamente, come alla moviola. Sentii la mano della parrucchiera che mi spinse la testa in avanti fino a toccare il torace. Il ronzio si fece pi forte e capii che era proprio dietro la mia testa. Avevo già sentito questo suono, ma dove?...Era il suono dei tagliacapelli elettrici!! Erano usate nei saloni per tagliare i capelli cortissimi ed ora stava per essere usata su di me! Mi ero spesso incuriosita sul perché erano usate al posto delle forbici. Un secondo pi tardi seppi la risposta. Avvertii una vibrazione sulla mia nuca. Mi solleticava. Quando la macchinetta iniziò a salire sulla mia nuca, il suono cambiò leggermente. Avvertivo le lame rapare i mie capelli. Improvvisamente mi venne la pelle d'oca e sul mio viso apparve un sorriso. Il ricordo delle sensazioni provate al primo passaggio delle lame sulla mia nuca sono ancora adesso così chiare come nel momento in cui avvennero. Ogni volta che ci penso mi viene ancora la pelle d'oca. Lei aveva già cominciato il secondo passaggio sulla mia nuca. Questa volta assaporai la sensazione, il suono, la vibrazione e l'anticipazione. Sembrava che la macchinetta mi stesse tagliando completamente tutto sulla nuca. Avrei voluto sapere se fossero ancora rimasti dei capelli li dietro. Ancora due passaggi e lei finì dietro. passò al lato sinistro. Potevo vedere che aveva un pettine in mano. Lei ci alzava delle ciocche che poi tagliava con il tagliacapelli. Il suono era diverso, adesso. Lei finì in un lasso di tempo che sembrava di pochi secondi e passo subito alla mia destra, dove fu ripetuto lo stesso rituale. Il suono del tagliacapelli si fermò. Silenzio. Poi, il silenzio fu interrotto da un ronzio pi acuto. Lei lo usò per definire l'attaccatura dei capelli e per rifinire. "Ho quasi finito, cara" mi disse. Le sue prime parole da quando ero entrata. Scomparve nel retrobottega e riapparve quasi immediatamente con un arricciacapelli. Non me l'aspettavo. cominciò ad arricciare i miei capelli. Quando finì, mi spazzolò i riccioli ed infine mi tolse la mantellina. Io guardavo le ciocche dei miei capelli che cadevano a terra. Erano tutti capelli che pochi minuti prima erano ancora sulla mia testa. Guardai Mike. Si alzò e mi venne incontro. Anch'io mi alzai. "Bene, ti piace?" gli domandai. "Sei fantastica" disse. "Guardati" Improvvisamente realizzai che non avevo ancora alcuna idea del mio nuovo taglio. Lentamente mi girai e guardai me stessa nello specchio. Quasi non mi riconoscevo. I miei capelli erano stati tagliati proprio tutti. Avevo visto tagli similari su altre donne ma E' una cosa completamente diversa vedere un taglio del genere su se stesse. Mi avvicinai allo specchio per dare uno sguardo da vicino. Sopra i capelli stavano dritti ed erano pettinati all'indietro. I fianchi erano tagliati cortissimi, in particolare attorno alle orecchie. L'attaccatura dei capelli era a quasi un cm sopra le orecchie. Si poteva vedere il bianco della pelle per quanto erano corti. La parrucchiera mi porse uno specchio per guardarmi dietro. Wow!! Erano così corti!! La macchinetta aveva fatto proprio un bel lavoro. Si poteva vedere lo scalpo fino a quasi meta della mia nuca. Sicuramente Mike non si sarebbe pi lamentato dell'odore di fumo nei miei capelli. Questo taglio mi piaceva ed a giudicare dal sorriso sulla sua faccia, penso piacesse anche a Mike. La parrucchiera Era un Sabato tranquillo, fin troppo. Mi piace tagliare i capelli. La maggior parte dei miei clienti sono uomini, però mi sono data da fare per acquisire una bella clientela femminile. Adesso sono giunta ad avere due dozzine di clienti donne. La maggior parte di loro ha sui venti e trent'anni e portano i capelli corti. A tutte loro pare piaccia molto farsi tagliare i capelli in una vecchia e grande poltrona da barbiere. Penso di averle viste tutte da quando ho aperto il negozio. Uomini che vengono per il loro taglio estivo, bambini al primo taglio, moglie che decidono il taglio del marito, mariti che supervisionano il taglio delle loro mogli, mamme con torme di bambini attorno, ecc. Di recente ho visto sempre pi donne preferire tagli sempre pi corti. A me fa molto piacere perché adoro i capelli che cadono. A volte puoi dire se qualcuno E' pronto per un cambiamento radicale. E non credete che tagliare capelli sia solo tagliare capelli. Un taglio corto non E' per tutti, ma se ad una persona sta bene, allora E' fantastico. Osservo le persone tutti i giorni, sia nel mio negozio che fuori nella piazza. E' straordinario quanto si possa imparare dal linguaggio del corpo. Ogni emozione si manifesta nei nostri movimenti. Quando non taglio i capelli, mi siedo sulla mia poltrona e guardo fuori. Oggi non era diverso. Ero comodamente seduta a leggere una rivista quando vedo entrare una giovane donna, sui trent'anni, molto attraente. Indossava un vestitino estivo blu e portava i capelli sciolti sulle spalle. Aveva davvero dei bellissimi capelli folti e lucenti. ciò che mi incuriosì maggiormente fu la sua espressione nel viso. Era un misto d'incertezza e di eccitazione, ma c'era anche qual cos'altro. Si era fermata a meta ingresso, come esitante. Mi guardò, poi guardò fuori, mi rivolse lo sguardo e di nuovo scrutò fuori. Ah ecco! Un uomo stava giungendo e guardò nel negozio. Lei lo stava aspettando. Lei lo guardò per un paio di secondi, poi guardò me, di nuovo lui e poi di nuovo me. Io mi alzai dalla poltrona e l'aspettai dietro. Lei dette un ultimo sguardo fuori della porta e finalmente si sedette. L'incertezza era sparita dal suo viso. Adesso sapevo che era pronta per un taglio radicale. Avevo già visto tutto ciò, in altre parole avere l'approvazione prima di un taglio. Tu non sai mai davvero come un cliente vuole i suoi capelli senza averne discusso prima, ma ero piuttosto sicura cosa voleva questa donna. Voleva un taglio di capelli. Aveva lineamenti molto belli. Il suo viso era perfettamente adatto per un taglio cortissimo. Le avrei tagliato i capelli cortissimi ai lati e sulla nuca mentre in alto le avrei lasciato una piccola lunghezza. Mentre mi stavo concentrando sulla donna, l'uomo entrò nel negozio e si sedette proprio di fronte a lei. Le misi la mantellina e gliela fissai attorno al collo. Ero sicura di godermi questo taglio. Decisi di cominciare a tagliare senza dirle nulla. Se lei non voleva me lo avrebbe comunicato subito. Comincia a pettinarla. Capii subito che le piaceva. Ogni volta che le passavo il pettine tra i capelli lei si rilassava e si faceva tirare indietro la testa. I suoi capelli le brillavano, adesso. Mi fermai, mi avvicinai al bancone e presi una forbice. Ricominciai a pettinarla. Decisi che avrei cominciato a tagliarle proprio la frangia, sul davanti. così, nel caso avesse cambiato idea, l'unico danno sarebbe stato alla frangia. Passai il pettine per un'ultima volta tra i suoi capelli, afferrai una ciocca sul davanti tra le mie dita, e senza esitazioni, tagliai tutto ciò che protrudeva dalle mie dita. ciò che rimase era una lunghezza di appena due cm. Mentre tagliava avvertii la sua tensione. Questo era il momento della verità. Lei non aveva alcuno specchio davanti a lei per controllare cosa e quanto stavo tagliando. Un attimo dopo lei si rilassò ed io lo presi come un invito a continuare. Prontamente afferrai una seconda ciocca di capelli e la recisi senza indugio. Continuai a tagliare muovendomi verso dietro. Mi dedicai al suo lato sinistro. Ancora senza esitazione, le recisi i capelli lasciandoglieli lunghi meno di due cm. Ogni colpo di forbice lasciava cadere lunghe ciocche sul suo grembo ed a terra. Adoravo guardare i capelli scivolare sulla mantellina. Guardai il tipo sulla sedia. Aveva un sorriso grosso così in viso. Forse anche a lui piaceva guardare i capelli che venivano tagliati, proprio come me. Chissà se questa era il compimento di una sua fantasia? Avevano discusso il taglio prima di entrare? No, non credo. Quando lei lo cercava fuori con lo sguardo, voleva che lui la fermasse. Nessuno dei due era preparato al fatto che io cominciassi a tagliare senza prima di aver discusso il taglio. So che ho osato molto, ma avevo la sensazione che era proprio questo che lei voleva. Talvolta dobbiamo fidarci delle nostre sensazioni. A giudicare dall'espressione dei loro visi, avevo preso la decisione giusta. Finito di tagliare sulla sinistra mi apprestai a reciderle i capelli sulla nuca. Rapidamente finii di tagliarle i capelli lunghi a non pi di un paio di cm dallo scalpo. Non penso che nessuno dei due avesse alcuna idea di ciò che avrei fatto dopo. Se lei non si opponeva al suono della macchinetta tagliacapelli, questo sarebbe stato un taglio di capelli grandioso. Afferrai la macchinetta preferita. Aveva tagliato una gran quantità di capelli nei suoi anni di servizio. Volevo essere sicura che lei capisse cosa stava avvenendo, così accesi il tagliacapelli ancor prima di girarmi verso di lei. Che musica meravigliosa. Colsi lo sguardo di sorpresa nel tizio. L'avevo colto impreparato e dalla piccola risata che fece, mi accorsi di aver colto di sorpresa anche lei. Mi avvicinai e con la mano le spinsi gentilmente in avanti la testa. Questa E' la parte che preferisco. Appoggiai la macchinetta alla base della sua nuca e spinsi in alto. La signora deve aver avuto la sensazione che se la stessi rasando completamente. In realtà, man mano che mi avvicinavo alla sommità, mi allontanavo progressivamente dalla sua testa. Alla base la nuca era completamente rasata e le feci una bella sfumatura fino a tre cm dalla sommità della testa. Prima di cominciare il secondo passaggio sulla nuca, vidi apparire la pelle d'oca sul suo collo e sulle spalle. Avevo avuto ragione nel prevedere che le sarebbe piaciuto. Succede sempre così. Penso che abbia a che fare con la sensazione della vibrazione sulla nuca e sulla testa per la prima volta. Il secondo ed il terzo passaggio replicarono il primo. Il dietro della sua testa era ormai completamente rasato. Stava venendo proprio un bel taglio. I capelli si adagiavano soffici fino a che la sfumatura diventava così corta che non c'era abbastanza peso da piegare i capelli. Mi rivolsi alla sua tempia sinistra ed usando la macchinetta sopra il pettine tagliai in modo da armonizzare con il retro. Rapidamente passai a destra. Mi piaceva alzarle i capelli con il pettine e poi reciderli con la macchinetta. Guardai nel suo grembo e vidi la montagna dei suoi capelli. Sicuramente lei si stava meravigliando se aveva ancora capelli in testa. Tutto il pavimento attorno a lei era coperto dalle sue lunghe ciocche nere. C'erano capelli dappertutto, sulle sue spalle, a terra, nel suo grembo. Proprio come piaceva a me. Lei aveva il viso giusto per portare un taglio come questo. Adesso sembrava un persona completamente diversa. Ma io non avevo ancora finito. C'era ancora da fare una rifinitura. Presi un rasoio pi piccolo e cominciai ad aggiustarle l'attaccatura, da orecchio ad orecchio. Quando finii, la linea dei capelli era perfettamente definita. Ecco! Il taglio era quasi finito. Tutto quello che rimaneva da fare era dare un po' di forma sopra, dove i capelli erano un po' pi lunghi. " Ho quasi finito, cara" le dissi ed andai nel retrobottega a prendere il mio arricciacapelli. Non lo avevo mai usato nel mio negozio. Tornai da lei e cominciai ad arricciarle i capelli di sopra. Quando finii, presi un pettine e la pettinai all'indietro. I suoi capelli stavano dritti. Non c'era nemmeno bisogno della lacca. Le tolsi la mantellina ed una miriade di capelli caddero a terra. L'uomo stava di fronte alla donna e la stava ammirando. Questo E' un momento che mi piace molto. Mi ritrassi un poco e li guardai. Il nuovo taglio piaceva ad entrambi. Mi pagarono e furono anche generosi con la mancia, altro segno della loro soddisfazione. L'ultima cosa che vidi di loro fu quando uscirono dal negozio, con lui che le carezzava la nuca con una mano. Devo dire che questa E' stata la coppia pi felice che sia mai uscita dal mio negozio ed è stato anche il taglio che mi è piaciuto di più.
I capelli di Mary. Era per lavarseli che era rimasta in casa, quella sera. Mamma e papà sarebbero andati al cinema, ma lei aveva rinunciato alla serata, l'indomani c'era la festa da Craig e voleva prepararsi come si doveva. E a sedici anni si sentiva abbastanza adulta per restare una sera a casa da sola. Augurò a mamy buon divertimento, e baciò anche papà su una guancia. Guardò il taxi allontanarsi sul vialetto di casa, poi chiuse la porta, sbadigliò stiracchiandosi e si osservò nello specchio del salotto. Oh, questo brutto anatroccolo presto sarà una principessa... Sorrise all'idea di rivedere Craig. Salì al piano di sopra ed entrò nella stanza da bagno. Si guardò nuovamente allo specchio: avrebbe cominciato proprio dai capelli. Zia Beth era tornata da Londra la settimana prima, e le aveva portato un regalo fantastico: una bottiglia di shampoo francese, doveva avere speso almeno tre sterline! Non aveva resistito alla tentazione di aprirla, e si era inebriata di quel profumo così... così... irresistibile, o almeno questo era quanto lei voleva credere. Sì, i ragazzi sarebbero caduti nelle sue braccia come mele mature. Era la prima volta che Mary lavava i suoi capelli con un vero shampoo. Prima della guerra era troppo piccola, e durante la guerra mancava persino il sapone comune. Sua madre allora preparava una miscela con acqua di colonia, alcool ed avanzi di saponette, ma serviva solo a pulire i capelli, non certo a renderli belli come si addiceva ad una ragazza che stava per lanciarsi alla conquista del mondo... Tirò fuori il flacone dall'armadio, poggiandolo sul ripiano dello specchio, ed avvicinò al piccolo lavabo un catino smaltato. Scese nuovamente al piano di sotto, e tornò dopo un paio di minuti reggendo una brocca bianca fumante, contenente l'acqua che aveva scaldato in precedenza sulla stufa. Infine riempì una brocca di ferro più piccola d'acqua fredda, presa dal rubinetto del lavandino. Si sciolse la treccia scrollando energicamente la testa e si spazzolò lentamente la chioma per qualche minuto, gustando quegli attimi di rilassamento. Poi versò nel catino smaltato l'acqua calda, e vi intinse un dito ritirandolo in fretta, perché il liquido era ancora bollente. Con grande cura aggiunse quindi acqua fredda, finchè giudicò che la temperatura fosse quella giusta. Aprì piano piano la bottiglia, annusò dapprima il tappo poi la sommità del piccolo collo: si immaginò di trovarsi in un grande salone di bellezza parigino, servita nientemeno che dal famoso Xavier, coiffeur e tombeur de femmes internazionale. Riaprì gli occhi sospirando, sarebbe già stato un successo se il giorno dopo Craig le avesse rivolto la parola... Si chinò sul catino smaltato, e vi immerse la chioma. - - - o o o - - - L'uomo aveva frugato nervosamente tutti i cassetti, guardato nelle credenze e sui ripiani, controllato sotto il tavolo. Aveva trovato solo vecchie posate, bottiglie vuote e tovaglie consunte. Calcò ancor di più il berretto che già gli copriva l'intera fronte e sbuffò con il naso. Doveva salire al piano di sopra, lì certamente avrebbe trovato qualcosa. Si avventurò furtivamente nell'ingresso buio e tese le orecchie: tutto era tranquillo. Illuminandosi la strada con una piccola torcia elettrica trovò la scala e cominciò a salirla con grande lentezza, producendo solo un lieve cigolìo ad ogni gradino. Si chiese per l'ennesima volta se in casa c'era qualcuno, e mise d'istinto la mano sulla tasca destra della giacca, rassicurandosi al contatto con l'impugnatura del coltello a serramanico che vi si trovava. Giunto sul ballatoio in cima alla scala stava per riaccendere la pila quando un rumore lo fece irrigidire. Era come uno sciacquìo, seguito da un leggero cozzare di oggetti metallici. Ed una voce femminile che canterellava, piano ma distintamente. Affondò la mano nella tasca ed estrasse il coltello facendo scattare fuori la lama. - - - o o o - - - Non aveva mai provato una sensazione così dolce ed eccitante allo stesso tempo. Mary capiva solo ora l'espressione di estasi che aveva visto (o creduto di vedere) sul volto di alcune clienti di "Garry's", l'unico parrucchiere del paese dove soltanto una volta aveva posto piede, per accompagnare mamma, beninteso. Quella schiuma morbida e deliziosa sembrava vivere di una sua propria vita, accarezzandole il capo e blandendola con zuccherine promesse di amori solo immaginati, di attenzioni mai sperate da parte di premurosi cavalieri dallo sguardo traboccante di languido desiderio. Pensò che quello shampoo era in realtà un filtro amoroso, che l'aveva irretita con i suoi poteri magici e trasportata in un regno dove la vita si svolgeva in una perenne stagione primaverile favolosa e fiorita, piena di profumi e fragranze introvabili nel mondo dei comuni mortali, in cui lei era rimasta suo malgrado imprigionata fino a quel momento. Si volse allo specchio canticchiando e con la schiuma abbozzò alcune acconciature: come stava con i capelli all'insù? Non male, si disse, visto che mai aveva azzardato un'uscita senza la sua adorata treccia. Forse avrebbe dovuto tagliarla... Si bloccò come colpita da una saetta: uno scricchiolìo nel corridoio le aveva fatto fermare il cuore. Si ricordò con angoscia di essere sola in casa, e quel panorama da favola in cui si era trovata fino ad un istante prima si tramutò in un tenebroso incubo. Stette così, immobile, con le mani sul capo immerse nella capigliatura insaponata, per un tempo eterno. Poi il raziocinio riprese il sopravvento: saranno i tarli, si sforzò di pensare, che altro avrebbe potuto essere?. Aprì la porta della stanza con cautela, ed una lama di luce invase il ballatoio deserto. Sporse lentamente la testa, ma nell'oscurità densa del corridoio non riuscì a vedere nulla. Trattenendo il respiro, si decise a fare qualche passo verso la scala. La prima cosa che vide le ghiacciò il sangue nelle vene: un balenìo di metallo e un'ombra indistinta che pareva muoversi verso di lei.... Nonostante si sentisse le membra pietrificate, Mary reagì in fretta: afferrò il secchio vuoto del carbone che si trovava ai suoi piedi e lo scaraventò con quanta forza aveva in direzione della figura. Colpito in pieno viso, il ladro emise un grido rauco, vacillò ma si slanciò ugualmente in avanti. Per sua disgrazia inciampò nel secchio ed investì Mary trascinandola contro la balaustra del ballatoio, che cedette di schianto. La ragazza si aggrappò con disperazione alla solida trave che, partendo dal pianterreno, sosteneva il ballatoio e il pavimento della soffitta. Il ladro invece scivolò oltre, urlando e cercando furiosamente un appiglio. Lo trovò, vi si aggrappò con una mano, mentre con l'altra impugnava ancora il coltello.... L'uomo aveva afferrato i capelli di Mary, e la poverina dovette piegare con violenza la testa all'indietro. Con il suo peso il bandito poteva facilmente romperle l'osso del collo, ma i capelli, insaponati com'erano, gli scivolarono lentamente dalle dita. Gridò ancora mentre volava dabbasso. Mary udì il tonfo sordo, ed il silenzio che seguì la convinse che poteva muoversi. Tremante, dolorante, terrorizzata, si trascinò lungo il ballatoio finchè non riuscì a rialzarsi in piedi e a trovare il coraggio di scendere al pianterreno. L'uomo giaceva in una pozza di sangue: il suo coltello gli aveva trapassato l'addome, uccidendolo. - - - o o o - - - Mary non andò alla festa di Craig, il giorno dopo. Anzi, non andò a nessuna festa per molti mesi. Poi però un poco per volta riprese la sua vita normale. E non tagliò mai la sua bella treccia castana. Ma ogni volta che si lavava i capelli, Mary non poteva fare a meno di ricordare quella tremenda avventura, la sera in cui la schiuma di uno shampoo francese le aveva salvato la vita.
IL BARISTA E LA BIG BABOL Erano le solite giornate del cazzo in cui in primavera fioriscono i fiori ma che dopo mezza giornata ti ritrovi la macchina macchiata di neve. Non c'era un gran chè da fare, ogni tanto si scorgeva sul viale qualche gruppo di gite ma io che ho il bar nel centro di San Leo non lavoravo molto con loro. La giornata era stata lenta e pesante, stavo lavando le stoviglie sporche di pranzo e di caffè quando proprio mentre poi ti ritrovi da solo senza aiuto ti entra un gruppo di almeno dieci ragazzi:"Cazzo" pensavo fra me e me ... Dall'accento saranno stati di Teramo o giù di lì e c'erano almeno due ragazze sui 18 veramente niente male ... Peccato che avessero i capelli lunghi ... si,perché al sottoscritto piacciono solamente quelle con i capelli corti, anche fino al mento ma non oltre ... Aveva dei bellissimi occhi verdi una mentre l'altra che era una di quelle tipe non molto alte(ma nella botte piccola c'è il vino buono),aveva gli occhi color petrolio e tutte e due erano more, forse una più sul nero corvino ... Mentre servivo la solita coca o birra col paninazzo e correvo veramente avanti e indietro, notavo come quelle due ragazze bisbigliassero sul mio conto. ìHo fatto colpo ... " pensavo convinto. Una di esse si fece avanti e mi disse che assomigliavo a Inzaghi (a dir la verità non era la prima volta che lo sentivo dire). Io risposi che non mi sembrava e poi lei continuò col chiedermi che posti interessanti c'erano da queste parti fino a dirmi che lei si chiamava Laura. "Io Luca ... piacere!" risposi. Forse erano due ragazze poco ìserie" perché entrambi avevano il ragazzo,sentivo dire ma io notai ancora gli sguardi che mi lanciavano. ìSe avesse i capelli corti ... " mi chiedevo. ìStasera che fai?" mi domandò l'altra che si chiamava Elisa. Era davvero difficile rimanere impassibile e guardare che gli altri non ti fregassero niente! ìNon so ... perché?" Lei mi guardava ancora e poi si mise pure a ridere! ìMi prenderà per il culo ... " mi domandavo. Poi cominciò la fila alla cassa e tutti iniziarono a pagare e poi se ne andarono tutti, lasciandomi lì come un fesso e capii che mi ero fatto solo un gran viaggio con la testa ... Erano ancora le 5 di sera e mancava ancora un'ora alla chiusura. Scorsi dalla porta che quel gruppo ripassava proprio allora sul viale e mi salutarono tutti, ma non c'era una di loro ... Per forza! Me la trovai di fronte a me e loro salutavano lei ... "Cosa vuol dire?" era una giornata piena di imprevisti. Io allora stavo per andare dietro al banco quando questa "Laura" mi prese la mano. Io mi girai di scatto e lei senza pensarci due volte mi cacciò la lingua in bocca! "Ma sei fuori?!!" gli risposi stupefatto. "Mi sei piaciuto subito, stupido ... non l'avevi capito?" "Calma ... calma bambina ... io ho 23 anni, credi che sia nato ieri?" E così fregandomi di chi poteva entrare continuai Cavai il chewingum dalla bocca e poi mi venne un'idea: invece di buttarlo nel portacenere, mentre ci abbracciavamo passionalmente lo lasciai cadere sui suoi capelli ... Proprio dietro la nuca e le big-babol s'attaccano subito ... "Porca Eva!" esclamai. "Cosa c'è?" "Il chewingum" "Cosa?" "Non è cadutoti si è attaccato ai capelli ... " "No! Non mi dire! Sei proprio un imbecille! Ma come cazzo sei messo!!!" E con le mani cercava di toglierlo ma faceva peggio! "Guarda che roba!! Come faccio adesso?" L'unica strada era quelle delle forbici e le misi su una storia che io avevo fatto 3 anni scuola di parrucchiere ... ! "Se ti fidi, provo a fare qualcosa, però bisogna tagliarli ... " "Sei sicuro ... ?" "Sempre meglio che avere una parte più lunga dell'altra sarà! Acconsentì. Lei alle 8 doveva essere alla corriera e i suoi amici non sapevano che avrebbero visto "un'altra" Laura ... In mezz'ora chiusi il locale e ci chiudemmo dentro . La feci accomodare su una sedia, le misi un asciugamano attorno e le bagnai i capelli . "Qui almeno mi tocca tagliarli fino alle orecchie ... ma te guarda queste big-babol" "Ma sei sicuro di essere capace?" "Se vuoi vedere ti faccio anche un bel taglio cortose ti fidi." Guardò allo specchio i suoi capelli, così belli, lisci e neri e lunghi fino oltre le spalle. Si ricordò che una volta li aveva avuti a caschetto e tutti le dissero che stava male, anche il parrucchiere e le disse che lei aveva il viso per il corto non per carré. "Va bene, proviamo il corto, tanto ormai ... " Io finalmente ero arrivato al momento che più aspettavo. Poi mi freno: "Aspetta ... ! Ma se andassi in un salone?" "Si ... di lunedì alle 18:30 se lo trovi." Oramai si era rassegnata. Presi le forbici da cucina, impugnai la coda stretta fino alla nuca e misi le forbici tra le mani e la nuca. "Vado?" "Vai" E cominciai a tagliare ... non era facile stringere le forbici ma dai che te dai tagliai tutto. "Tienli per ricordo" "Bel souvenir, non c'è che dire ... bella gita." Io intanto iniziavo la fase del taglio e non l'avevo mai fatto ma avevo visto tanti video. Li volevo fare veramente corti. Feci tutta la nuca e mi basavo col mio dito indice per la lunghezza. "Va bene corti, ma non starai esagerando?" Io continuai e se avessi avuto il rasoio Per terra quasi inciampavo dai capelli che c'erano, e sempre con le mie forbici da cucina cominciai a fare un lato. I suoi occhi erano sbarrati e invece io godevo tanto! Vedeva cadere a terra i suoi capelli e non ci poteva fare niente, tutto per colpa della big-babol! Com'era eccitante infilzare le mie dita fra i suoi capelli e poi poterli tagliare, quel zac delle forbici che mi rabbrividiva la schiena e che mi aveva fatto davvero eccitare, volevo quasi smettere per fare qualcos'altro! Stette zitta per un bel po', poi: "Chissà cosa diranno i miei amici, faccio schifo!" Poi invece incrociò lo specchio e guardandosi rimase stupefatta: già si piaceva. Metteva in risalto i suoi stupendi occhi da ragazza sveglia e le sue labbra carnose ma particolari per non dire degli zigomi. Tagliavo, tagliavo, esageravo anche, esasperavo la lunghezza già cortissima, le lasciai solo delle basettine appena più lunghe poi passai sopra e qui mi divertii davvero. Arrotolai tutti i capelli sopra la testa e poi diedi un colpo deciso, mi rimase in mano un'altra coda "Ti dirò che mi piacciano per fortuna non hai la macchinetta, sei peggio dei parrucchieri!" Io sorrisi e continuai a molare, avevo quasi fatto. Sopra saranno stati 3 o 4 cm. E il resto era tutto un 1 o 2 cm. Finito! Erano le 7 e 40 e non c'era più tempo per fare sesso ... "Guarda che macello perterra ... " ìTi aiuterei ma è tardi." "Non ti preoccupare, l'importante è che sono riuscito a rimediare il mio errore ... " "Tieni, tienla tu questa" E mi diede il suo scalpo. "Tienla tu, ho visto che ti piace tagliare e poi così ti potrai ricordare di me" Ci baciammo e le dissi: "Sei stupenda così ... " Poi se ne andò. Io presi la scopa, cominciai a spazzare tutti quei capelli e poi iniziai a cantare: "C'è un treno che passa alle 7 e 40.
Il dono. Sara, aveva appena compiuto 18 anni, questo sarebbe stato l'ultimo anno di liceo, quello della maturità, ma non lo avrebbe frequentato nella sua piccola città di provincia. L'ultimo anno, per Sara, sarebbe stato nel liceo di una piccola città di provincia, ma a migliaia di chilometri di distanza, negli Usa, in California, a New Rome, dove sarebbe volata grazie ad un piano di scambi di studenti tra l'Italia e gli Usa. In California le scuole iniziano in Agosto, che strano, e Sara era rientrata dal mare, abbronzata come non mai, i lunghi capelli biondi fino alle spalle, chiarissimi per il sole. Erano giorni non che non dormiva, quasi, per l'emozione, poi la partenza, le lacrime di Mamma, quelle trattenute di Papà, il volo ed infine la nuova casa, lì in America. Ha conosciuto e fatto amicizia subito con le sue nuove "sorelle", nella famiglia,di cui sarà ospite, Joan e Louise, Joan della sua età e che sarà sua compagna di classe, Louise un anno in meno, quasi gemelle, due ragazzone, con i capelli, anche per loro biondissimi, raccolti in lunghe code di cavallo. Poi la scuola, un liceo che sembra uscito da Fonzie's in Tv, ma molto più informale dei nostri, in pieno Agosto, molte ore di sport e di piscina, le ragazze in top ed infradito ed anche giovani professoresse come tutor belli ed in jeans e maglietta. Dopo 15 giorni, una Domenica, Joan e Louise, si presentano a Sara con un bel pacchetto: un vestitino rosa, corto e scollato, molto americano, mentre loro ne indossano uno simile verde e uno blu, e un bel paio di zatteroni aperti e dorati. Mettitelo, Sara, è per te, per la Festa di inizio anno, a cui stiamo andando. Sara, lo indossa, tiene i capelli lunghi, sciolti, vaporosi, che le scoprono le spalle nude. Arrivano a scuola, la festa è in palestra, tutti in piedi sugli spalti a cantare l'Inno nazionale, con la mano sul cuore, poi improvvisamente un gruppo di ragazzi entra, con due vecchie sedie da barbiere, le posano in mezzo al parterre. La voce dello speaker annuncia che, tra poco, alcune ragazze generose, doneranno i loro capelli ad un'Associazione che li raccoglie, per farne parrucche per bambini e donne, che li hanno persi per alopecia o chemioterapia. sara, pensa che è una bella cosa, ma Lei non avrebbe mai il coraggio di farlo, mentre lo pensa, una giovane insegnante di colore con una grande testa di capelli crespi ed una ragazzina, con i capelli rossi, si siedono sulle sedie accolte da un grande applauso. Pochi minuti e le loro teste sono pulite, lucide, si alzano sorridenti e vanno a mettersi, in piedi, in fondo alla palestra, poi tocca a due ragazzi, decisamente capelloni, rapati, anche loro completamente, poi due ragazze brune, con il caschetto, per loro è un attimo. Mentre Sara, contempla, colpita, questo spettacolo insolito e giooso, si accorge che Joan e Louise si sono alzate, scendono gli spalti, vanno a sedersi sulle sedie, la mantella e dopo 5 minuti si rialzano, si rialzano sorridenti, la testolina pelata e il loro bel vestitino, Joan prende un microfonoed "irrinoscibile" si fa toccare la testa da Louise e dice"è bello fare qualcosa per gli altri". Sara, di colpo, senza pensarci, scende di corsa le scale, si butta sulla sedia, le gambe le tremano, dice soltanto: "Shave, please". Non c'è specchio, sente il ronzio della tosatrice, che non riesce a coprire il suono delle chiome che cadono, vorrebbe piangere, è quasi pentita, ma l'altoparlante dice: " Brava Sara, la nostra nuova compagna che viene dall'Italia", i raggazzi si alzano in piedi e battono freneticamente le mani, ritmando gli ultimi anni della tosatura. Una grande festa l'attende, tutti la baciano, l'abbracciano, si complimentano con lei, Joan e Louise la sentono una di loro ed anche un ragazzo, superfusto, che aveva notato senza ssere notata, viene a salutarla e le chiede se l'indomani sera vuole uscire con Lui. La sera Sara si guarda allo specchio, si vede bella come non mai, forse, per gli occhi che le brillano dalla felicita', pensa: anche questo è l'America.
Il Patto di Nirvana Lorenza se ne stava a lavorare davanti al computer del suo ufficio, faceva la giornalista e il suo tempo era quasi sempre impegnato per il lavoro. Sempre faticoso e a caccia di notizie da sbattere in prima pagina, il suo nome era conosciuto da qualche anno anche dalla Tv anche perchè aveva una presenza sublime. Qualcuno le attribuiva dei flirt con gente dello spettacolo ma lei sapeva che erano solo menzogne quelle, ma le avances non le mancavano; aveva compiuto 30 anni quest'anno ma ne dimostrava molti di meno, i suoi occhi bucavano lo schermo quando quelle poche volte prsentava il tg della tv locale. Era odiata sul lavoro dalle colleghe perchè invidiose e stimata e adorata dai colleghi maschi per la sua voglia di avventure; Lorenza aveva capelli rossi tinti da qualche mese, lunghi a sfiorare il seno e lisci come spaghetti. La ricrescita consigliava una sistemata ma il lavoro era incessante. Non era altissima ma 1,70 per una donna era più che sufficiente e le sue forme non erano di certo prosperose come le dive pin-up e inoltre usava un make-up controllato e giusto per la sua professione. Lorenza aveva un amica, Silvana. Erano sempre state insieme alle scuole fino a quando però, Lorenza intraprese la strada per il giornalismo già dalle superiori facendo il Liceo Classico mentre Silvana aveva sempre amato curare l'aspetto delle persone e aveva intrapreso l'accademia per acconciatori e ora fiera di sè stessa, il suo investimento che si chiamava "Diamoci un taglio", andava a gonfie vele. Silvana faceva la parrucchiera. Al contrario di Lorenza, Silvana era una donna che si avvicinava al matrimonio con Giorgio e amava curare molto il suo aspetto e a dir la verità non ce ne sarebbe stato molto bisogno: sicuramente era molto più bella Silvana con le sue forme perfette da Playboy, era alta più di 1,80 e alle superiori era stata anche miss della scuola. Col suo lavoro Silvana, aveva un rapporto particolare, si adattava alle mode e aveva sfoggiato una miriade di tagli e colori, a volte anche azzardati e troppo esagerati come quella volta che prima di Demi Moore, si rasò a zero; quasi che percepì nell'aria la moda che stava arrivando. Naturalmente Silvana li portava lunghi ora come la moda detta, sfilati a toccare le natiche e più clienti le avevano chiesto se erano extensions. Ma la moda stava cambiando e Silvana lo sentiva prima di tutti nell'aria, per lei voleva dire soldi e più clienti perchè aveva sempre invogliato le clienti a cambiare e anche ragazze per strada o del bar, pur non essendo clienti del suo salone, avevano seguito Silvana. Silvana era la tipica parrucchiera da sesso e bonazza (come Desy)da impazzire ma era fedele ( a volte); Silvana e Lorenza non si invidiavano per nulla, ognuna aveva fatto nella vita quello che voleva fare ed erano amiche da sempre. Ma il fatto che Lorenza non aveva mai ceduto ai consigli di cambiare look e tagliare quella chioma lunga da sempre la mandava in bestia. Più volte aveva tentato di tagliare tutto in un colpo di forbice quando Lorenza se ne stava tranquilla per una spuntatina a leggere il giornale ma ormai era una giornalista famosa e non aveva oltretutto voglia di litigare con la sua migliore amica. Se li voleva tenere così, che fosse. Silvana in questi giorni di inizio anno, sentiva più che mai la moda nell'aria che stava cambiando, presto qualche donna famosa avrebbe tagliato tutto e nei saloni sarebbero scesi capelli all'infinito. Nel salone teneva appesa a uno specchio dentro una cornice una cosa lunga e nera che lei diceva fosse essere di Anna kanakis ma nessuno aveva capito se fosse vero.
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La giornata passò per entrambe le amiche, Silvana lavorando alle teste delle clienti senza nulla di nuovo per altro mentre Lorenza girò mezza Milano per ricevere alcune informazioni riguardanti un caso di pedofili. Ore 18.00 Il sole era già tramontato lasciando Milano dentro uno spettacolo di luci natalizie senza paragoni, il duomo era gremito di piccioni e qualche albanese preparava nella sua testa il colpo per la sera che veniva. Lorenza era in auto e si avviava prima del solito verso il salone "Diamoci un taglio" dall'amica Silvana; era esausta ma fiera quando trovava quello che cercava. Lorenza saluto tutto il personale accolta come una piccola vip: "Ciao Silvana! Ciao Tatiana...Rosalba...Anita...Luigi..ho finito di salutare?" "Ciao Lori..hai una faccia a pezzi e sei anche in anticipo...per caso vuoi lasciarmi tagliare tutta quella chioma rossa..?" "No Silvana...non cambi mai!" rispose. Le altre ragazze del salone stavano guardando il servizio di Cristina Parodi, mito di Lorenza che presentava il taglio di Marina, il salone era vuoto di clienti e si riposavano un pò tutte.. "Ehi! Ma quella è Marina? ma che ci fa dal parrucchiere?" "Aspetta di vedere..non hai visto il tg oggi?" chiese Tatiana. "No..ero a Varese e leggo le notizie sulle agenzie ansa, di certo non cronaca rosa! purtroppo." La Marina di GF er ancora ai preparativi, mantellina bianca, capelli bagnati e microfono per suggellare il momento. Quando arrivarono al taglio di forbice sulla nuca, marina si lasciò sfuggire una lacrima ma rise poco dopo dalla gioia come una liberazione. "Ma...che stanno facendo..li taglia tutti??" sussurrò Lorenza. "Te l'avevo detto che quest'anno andava il corto, ecco una eccellente testimonial. Tempo una settimana e vedrai qui dentro che traffico!" rispose l'amica. "Già..hai sempre avuto le tue sensazioni. Ma io non cedo, non cederò mai!" "Testarda maledizione!" disse ridendo. I capelli di Marina scendevano e scendevano, un microfono era posto vicino alle forbici visto che la stavano intervistando sui progetti futuri e su questo cambiamento d'immagine. Lorenza a ogni ZAV sentiva un brivido, non capiva perchè, non le era mai successa una sensazione simile ma non aveva nemmeno mai visto uno spettacolo simile. Il suo cuore accelerava, si sentiva accaldata e il suo viso prese colore. Che avesse la febbre? Erano brividi di piacere, le veniva voglia di toccarsi. Il servizio durò quei 5 minuti e si sentiva strana Lorenza, come trasformata, come se avesse scoperto un qualcosa del suo io regresso fino a emergere in quella situazione, ne aveva quasi paura ma era piacevole; si sentiva il palato amaro. Prese una gomma da masticare e la mise in bocca mentre i minuti passavano e Silvana le stava urlando di filare sotto il lavandino. "EHHIIII! Lorenza mi sentiii? ti sei incantata?!!" Lorenza si svegliò dalle sue sensazione come se una bolla di sapone esplose sulla sua pelle. Ore 18,40. Lorenza era sotto le mani di Lorenza che operava su di lei per farle la tinta, si guardava allo specchio e rifletteva sull'accaduto di mezz'ora prima, voleva parlarne a lei ma si vergognava per qualche motivo. Intanto le ragazze del salone se n'erano andate da dieci minuti e Silvana la martellava di domande sul capodanno e sui flirt che la riguardavano sui giornali. L'amica stranamente non la stava supplicando di tagliare i suoi capelli, altra cosa strana di quel giorno perchè lo faceva sempre quando la vedeva, pensò Lorenza. Ore 19,12. Lorenza era al lavandino e stava sciacquando la testa dalla tinta, Silvana trafiggeva la sua chioma con le sue dita pericolose e gratificanti, era sempre stata una grande shampista. Chiudendo gli occhi, la giornalista aveva sempre stampata l'immagine di Marina col nuovo taglio, poteva davvero una vip famosa influenzare incosciamente la gente? Aveva ragione Silvana? Poteva essere che sentiva la voglia di afferrare le forbici e di tagliare tutta quella chioma? No! era un pensiero da far sparire subito! Si accomodò alla sedia che oltretutto ne possedeva una uguale in casa sua, perchè quella volta che comprò l'arredo Silvana, Lorenza era stata colpita dalla sua originalità e ne aveva voluta una uguale nella sua camera da letto. Primi sintomi..? Silvana asciugò la testa dell'amica con l'aciugamano e mise una mantellina bianca come quella di Marina. Lorenza risentì quel brivido. "Solita spuntatina immagino.." chiese la parrucchiera. "Si..senti, volevo chiederti una cosa...quando tu tagli i capelli alle tue clienti, per caso, provi una sensazione tipo ti vengono i brividi, ti senti accelerare il cuore, senti caldo...roba del genere?" "Ma..perche mi fai questa domanda?.." "Curiosità...prima mi è successo anche a me guardando Marina a Verissimo...volevo sapere così.." "..E senti la voglia di toccarti..di fare sesso..di tagliare.." "Si ..più o meno.." rispose Lorenza guardando in giro per non affrontare lo stupore e il cambio di espressione dell'amica. "Beh..sempre tesoro..forse dovevi fare anche tu la parrucchiera!" rispose e ridendo forzatamente. Ci fu un minuto di silenzio totale fra entrambe, sembrava un mezzogiorno di fuoco western. Silvana prese le forbici, Lorenza seguiva le forbici con gli occhi mentre risentiva crescere quella sensazione... "Ti piacerebbe tagliare?..." Lorenza paralizzata sentiva sempre più caldo e voglia di toccarsi..di toccare perfino l'amica. "Non...posso..." riusciì a dire a malapena mentre iniziava un piccolo pianto. "Ma che mi succede?!" continuò piangendo. Silvana allora girò la sedia verso di lei, si sedette sulle sue ginocchia e le disse: "Guardami Lori..è tutto ok..." Poi diede le forbici all'amica e le disse: "Avanti Lori, taglia dove vuoi, vuoi tagliare qui? tanto avevo deciso di farli corti..anch'io.." le disse tendendo le ciocche con le mani e incitandola. Lorenza non ce la faceva più, si sentiva come drogata, ma doveva sfogare quella suo nuova voglia, impugnò una grossa ciocca e andò a tagliarla appena sotto l'orecchio lanciando un grido gutturale; si sentì bagnare dentro gli slip. Silvana chiuse gli occhi e lasciò fare l'amica, sentiva aria nella parte destra dell'orecchio e ormai era inarrestabile come ipnotizzata, Silvana prese a sua volta un paio di forbici allungando la mano e la infilò all'altezza delle tempie dell'amica iniziando a tagliare facilmete i capelli bagnati, svelando l'orecchio di Lorenza. Lori si era fermata intanto a contemplare una grossa ciocca dell'amica, la fissava e ne sentì il profumo e poi la ritagliava a sua volta riducendola in molteplici ciuffi. Lori era andata. La parrucchiera se n'era accorta e tagliava cortissimo, sopratutto sopra la testa: la frangia non esisteva nemmeno e le masse di entrambe si incontravano sulla mantellina della giornalista. "Ma è bellissimo Silvana...unico..taglia, tagliami tutta!" urlò Lorenza. Silvana si alzò dalle ginocchia e girò la sedia verso lo specchio facendo specchiare Lorenza ma l'amica gurdava ipnotizzata Silvana che aveva la parte destra tutta scoperta e il resto ricadeva nei suoi splendidi e lunghi capelli fino al sedere. "Dopo ti faccio finire con i miei...adesso continuamo.." disse Silvana. I capelli di Lorenza erano ancora lunghi dietro e su una parte, mentre sopra erano già abbastanza corti, lei se ne stava zitta e "drogata". Silvana ora giocava, prendeva le ciocche sulla nuca, le alzava con le mani e infilava dentro le forbici.. ZAC!!!!ZAC!"! continuò ancora fino a che non vide la nuca abbastanza scoperta poi a casaccio, tagliava sopra, ancora dietro, dappertutto. Arrivò su un lato dove erano ancora tutti lungi, li prese con le mani e li tirò in orizzontale, poi infilò da sotto le forbici vicino alla testa e tagliò tutto ZACZACXAZACCCCC!! Lorenza non si ricordava nemmeno come si chiamava...non aveva mai provato nemmeno sessualmente una esplosione ormonale del genere, ma come poteva essere? Silvana continuò ancora a tagliare a venvera fino a che accese il rasoio elettrico.
-------------------------------------------------------------------------------- Lorenza quando video che la sua amica le offriva la sua chioma con le mani, e le mise le forbici nelle mani, non potè restistere e tagliò. Che sensazione aveva provato! una cosa inaudita e a lei sconosciuta, quel rumore metallico e netto che tranciava la sua lunghissima chioma e poi la tagliuzzò ancora. Si sentiva persa, come se stesse giocando all'asilo con le bambole. Poi sentì il sedere di Lorenza che si portava in avanti sulle sue ginocchia e sentiva che tagliava all'altezza delle membra ma non le disse nulla, in qualche modo era giusto così, uno scambio di emozioni. Le forbici di Lorenza le liberavano l'orecchio e la parte sopra la testa, in ciuffi netti. Vedeva cadere i suoi capelli appena tinti e lunghi davanti gli occhi e alcuni ciuffi si infilavano tra il collo; si sentiva eccitata da morire, voleva quasi baciare Lorenza. E lei intanto continuava a recidere la chioma di Silvana in lunghezze sensa senso. Poi Silvana si alzò e le girò la sedia, disse qualcosa ma non udiva bene, era piena di brividi e di calore all'interno. La parrucchiera la fece chinare un pò avanti e vide che tagliava tutto, tutta la lunghezza che aveva resistito da sempre. La vedeva prendere grosse ciocche e poi tagliare molto vicino alla testa ma non le importava, era un orgasmo permanente e indescrivibile, un senso di appagamento alternativo al sesso o forse sovrapponibile al sesso...chissà. Silvana tagliava, vicino alle orecchie lo ZAC era una musica di angeli e diavoli, i ciuffi recisi la pungevano vicino al collo tra la mantellina. Sulla nuca sentiva aria fresca, come nuova ma non c'era vento...e lì Silvana lavorava parecchio con pettine e forbici fino sopra la parte alta e poi la vide prendere il rasoio elettrico ma l'avrebbe lasciata fare...
-------------------------------------------------------------------------------- Silvana prese il rasoio e lo accese con aria satanica, lo portò vicino alla nuca di Lorenza, era indecisa se togliere la protezione ma optò per la più corta, avrebbe fatto correre quel rasoio su tutta la testa della sua amica. Il ronzio era ubriacante. La lama si appoggiò sulla nuca e Lorenza sussultò di piacere ma proprio in quel momento si fermò, non poteva rasare a zero la sua migliore amica, giornalista in carriera, forse i superiori non avrebbero gradito. Mise la lunghezza 2, e decise di rasare solo appena sotto la nuca e appena le basette ma quando iniziò a salire sulla nuca, la tentazione era tanta, era molto eccitata anche lei. Ma in quell'istante, mentre Lorenza gemeva di piacere, essa si alzò di scatto dalla sedia facendo scivolare i capelli dalla mantellina per terra, si girò e prese con le mani il viso di Silvana e la baciò con gli occhi chiusi. Anche Silvana si lasciò andare e le ragazze si baciarono appassionatamente toccandosi; a Silvana cadde il rasoio per terra . Le due aprirono gli occhi e si guardarono con le lacrime prossime a uscire, a nessuna delle due era mai capitata una cosa simile, passarono 9secondi di piombo poi Lorenza parlò: "Silvana....io ti amo..?!.." Silenzio d'oltretomba e Silvana con la voce soffocata rispose "Anche ... io ti amo Lori.."
-------------------------------------------------------------------------------- Dopo di ciò, Lorenza tornò sulla sedia e silenziosa Silvana finì il taglio bellissimo e cortissimo, ma entrambe erano assorte nei loro pensieri, ma eran felici nel loro profondo. Lorenza si specchiava felice col suo nuovo taglio, erano appena rasati alle basette e sulla nuca e tutto il taglio non era più lungo di due centimetri. Ma Lori aspettava ora Silvana sulla sedia... "Credo che rimarrà ben poco della miei lunghissimi capelli....vero?" chiese la parrucchiera. "Mi sa che hai ragione...vedremo" rispose la giornalista. Silvana si adagiò con la mantellina e si ribagnò i capelli, una parte era già recisa ma il resto toccava il fondo della sedia. Lorenza si portò vicino ai capelli e li baciò poi chiese se poteva davvero tagliarli e Silvana acconsentì. Impugnava grosse ciocche e tagliava e ZAC ZAC ZAC ZACZACZAC, in pochi tagli Silvana sfoggiava un corto indefinibile ma poi raccolse da terra il rasoio elettrico e lo accese, sfortunatamente la protezione si era staccata ma entrambe non se n'erano accorte. Lo infilò sotto la nuca e salì piano piano come gustarsi la nuova veduta e vide che erano proprio rasati.... ma continuò tutta la nuca. Per terra c'era una distesa di capelli che avremmo ricoperto un tappeto persiano.. Lorenza era decisa ormai e salì sopra la testa fino ad arrivare a togliere la frangia e fu lì che Silvana vide che non c'era la protezione. "Lori...ti sei accorta almeno che non c'è la protezione? mi stai pelando..." "Tu mi hai risparmiata... ma io sono stata più brava..." e rise. Silvana non fece una piega però quando ricevette un bacio. La testa di Silvana era tutta rasata. E poi visto che ormai era tardi...fecero l'amore.
-------------------------------------------------------------------------------- Il giorno dopo le dipendenti di Silvana quando la videro stentavano a riconoscerla ma non stava affatto male, il viso di essa si integrava perfettamente in quella direzione ma rimasero ancora più stupiti di vedere al TG locale Lorenza con quel taglio cortissimo che le stava da dio! "Silvana ma come hai fatto a convincere Lorenza???" chiesero. "Diciamo che l'effetto Marina si è fatto sentire, e poi abbiamo fatto un patto. Io tagliavo i suoi e lei tagliava i miei..." (Lorenza e Silvana decisero comunque di nascondere la loro relazione per non compromettere le loro carriere e quello era il vero patto...)
Il primo giorno di naja. Per Barbara , Carla , Laura e Silvia oggi sarebbe stato il loro primo giorno di una nuova vita: la carriera militare . Si perchè , alcuni mesi fa avevano fatto domanda di arruolamento nell' Esercito , erano già il terzo contingente di qualche centinaio di donne che entrava nelle caserme , ormai era un fatto di routine , non suscitava più nessuna meraviglia . Barbara aveva 22 anni , era di una città del Nord , non troppo alta , ma molto carina e femminile , capelli lunghi biondi , aveva dopo il diploma di ragioneria fatto tanti lavori , troppi , commessa in negozi e supermercati, telefonista , impiegata in studi , niente che durasse più di qualche mese , era stufa , fidanzata con un ragazzo che andava pazzo per le sue chiome si era decisa ad arruolarsi per lui . Si un buon posto sicuro , lo stipendio tutti i mesi , si sarebbero sposati , Barbara faceva tanto sport , per cui aveva scelto la specialità dei parà , sapeva che i capelli bastava tenerli raccolti . Carla , 26 anni , la più anziana , capelli lunghi rossi e ricci , aveva un buon posto di insegnante elementare , un buon fidanzato ma dietro quella massa di ricci c'era una testa un po' matta : voleva cambiare , lasciata la scuola e i bambini , piantato il fidanzato senza tanti complimenti , ora si trovava lì nel cortile della caserma . Laura invece prima di partire si era tagliata i capelli che portava a caschetto in un taglio lungo davanti e più corto dietro , come si usava adesso alla moda , al suo morosino(ha solo 19 anni) non era dispiaciuto il nuovo look , si era appena diplomata maestra d'asilo dopo 2 bocciature , il piercing al naso che si toglie nel cortile , il top all'ombelico , le infradito ai piedi , una ragazza di oggi . Silvia , invece viene dal Sud , una buona famiglia alle spalle , studi di veterinaria troppo pesanti e non conclusi , a 24 anni un fidanzamento appena rotto perchè lui era il classico Don Giovanni , l'Esercito quasi come una fuga , i capelli lunghi neri ricci , alle spalle , non più tagliati dai tempi delle medie . Tutti la pensano come Barbara sui capelli , basta tenerli raccolti , i parà li hanno scelti come specialità un po' per gusto dell'avventura , un po' per novità . Il Sergente Istruttore , un ragazzo muscoloso e regolarmente rapato a zero , invece , mette le cose in chiaro : il regolamento varrà dopo il corso , adesso nessuna differenza tra uomini e donne , andranno nel salone , insieme ai ragazzi dove li attende il barbiere . Un po' incredule entrano nel refettorio trasformato in barberia , sulle due sedie si sono appena seduti due ragazzi , uno con i capelli neri un po' lunghi , l'altro i capelli neri a spazzola , la mantellina sulle spalle , cinque minuti e saranno sostituiti da altri due . Alla vista delle nuche pelate , di 4-5 e poi 6-7 ragazzi diventati uguali tra loro con non più di 1 mm sulle zucche , un tappeto di capelli a terra Barbara comincia , silenziosamente a piangere , mentre le lacrime le scendono , Silvia scoppia in un pianto nervoso . La reazione di Laura è opposta : scoppia a ridere , da tanto voleva raparsi ma aveva paura che i suoi la menassero , Carla un po' perplessa si tocca la testa . Laura si affretta a sedersi , precedendo un ragazzo un po' esitante , china la testa con decisione e dice : "forza rapa" , cinque minuti dopo , sembrando ancora più giovane di quello che è , sorridente , va verso Carla e le chiede di accarezzarle la testa . Carla lo fa e la trova una sensazione piacevole , come accarezzare un pelouche , ride anche lei , e va con coraggio a rubare il posto ad un ragazzo , la sua e riccia criniera cade per terra , molti possono vedere un ideogramma giapponese che qualche anno prima Carla si era fatta tatuare sul collo e che i capelli coprivano . Dopo la rapata Carla si accende soddifatta una sigaretta , adesso , davvero , si è gettata la sua vecchia vita di maestrina , che non le piaceva per niente alle spalle. Intanto tutti i ragazzi sono stati rapati , Silvia si è calmata , rassegnata si accomoda , chiude gli occhi , sente i capelli cadere , la testa allegerirsi , quando li riapre non si riconosce , ma subito avverte una piacevole sensazione di freschezza nel caldo estivo . Barbara è l'ultima , le gambe le pesano tantissimo , piange ancora muta , trema mentre i riccioli cadono . Ora le ragazze vanno a fare la doccia : Laura si spoglia di corsa , è allegra e canta , Carla anche e gioca con Laura , Silvia con molti più pudori si spoglia e si lava , poi si asciuga la testa e non riesce a fare a meno di esclamare : "che comodi , invece prima". Barbara solo sotto la doccia si rilassa , non piange più , Laura le dice sempre ridendo "dai ! cresceranno", adesso ride Anche Barbara , un riso liberatorio che si allarga a Silvia e Carla . Passano i mesi , ora Barbara è caporale-istruttore , si è irrobustita , porta a rapare le reclute , qualche volta da sola si è rasata completamente con il rasoio , o si è fatta rasare da Laura di cui è diventata grande amica e il ragazzo che doveva sposare non lo vede più da un sacco di tempo . Solo Carla si è fatta riscrescere un bel caschetto , sta con un colonnello , un tipo un po' tradizionale , Silvia , invece , non ha resistito ed è tornata al paese , i capelli li porta sempre corti e una volta al mese dal barbiere di suo padre e suo fratello : "Sfumatura alta" per favore". |