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Sono ormai parecchi anni che Luisa Corna lavora per Mediaste su Italia Uno. Nel contratto che aveva firmato, cera una clausola specifica,valida per tutte le donne che lavoravano in azienda, in base alla quale lazienda poteva in qualsiasi momento decidere di cambiarle il look; Luisa non poteva rifiutarsi, pena il licenziamento e il pagamento di una grossa penale, così elevata che sarebbe stato impossibile per tutte pagarla. La vecchia direzione di Italia 1 non aveva sfruttato questa clausola, lasciando così a Luisa piena libertà di far crescere a piacimento le sue chiome: ormai le arrivavano sotto il sedere e le piacevano così tanto che il parrucchiere doveva sudare le proverbiali 7 camicie soltanto per spuntarglieli ogni 2 o 3 mesi, venendo spesso pesantemente insultato se osava tagliare mezzo centimetro in più. Il nuovo direttore , appena insediatosi, decise subito di dare alla rete una nuova immagine: più giovane, dinamica, frizzante ed originale. A tal riguardo, per prima cosa fece applicare subito la clausola del cambiamento di look ed invitò le varie giornaliste a rinnovare il proprio taglio, rendendolo il più corto possibile: si videro così, tra le altre, Siria Magri con un inedito taglio a spazzola, Benedetta Parodi con un caschetto sopra le orecchie a nuca completamente rasata, Monica Gasperini con i capelli cortissimi stile marines, rasati a zero sui lati e dietro: tutte lo avevano fatto di propria spontanea volontà, sebbene a malincuore (specialmente la Gasperini,che non ci dormì per tre notti) al fine di fare bella figura col nuovo direttore e magari avere un incarico prestigioso ed un aumento di stipendio. Il direttore era molto soddisfatto di come le giornaliste avessero prontamente risposto alle sue richieste, senza che fosse costretto a ripetuti richiami: soltanto Luisa Corna finora non si era allineata al nuovo "target" dellazienda. Pazientemente, il direttore attese ancora ben due mesi, poi visto che Luisa si ostinava a mantenere le sue fluenti chiome iniziò, anche a seguito delle vigorose proteste delle sue colleghe, ad inviarle alcuni segnali. Dapprima fece appendere nel suo camerino le foto delle giornaliste che si erano appena tagliate i capelli, aggiungendovi anche quelle di Roberta Capua, Paola Barale, Roberta Lanfranchi che di recente avevano considerevolmente accorciato le proprie chiome. Ma Luisa non ne volle sapere: conosceva quella clausola, ma pensava che comunque non sarebbe stata mai applicata. Quando, qualche giorno dopo, sul tavolo del suo camerino, trovò un grosso rasoio elettrico, per di più acceso, cominciò ad avere un po di paura e chiamò il parrucchiere che abitualmente si curava dei suoi capelli: "E un ordine del direttore le disse spera, in questo modo di convincerti a tagliare. Ma Luisa resisteva: senza quelle chiome, a suo dire, non si sentiva più se stessa, le sarebbe mancato qualcosa di vitale,che da sempre aveva fato parte della sua vita. Erano passati dieci giorni e non cerano più stati segnali minacciosi, cosicché Luisa si sentiva abbastanza tranquilla. Quel giovedì pomeriggio, come al solito, entrò nel suo camerino, accese la luce ed iniziò a preparasi per le prove di Controcampo di domenica. Era seduta sulla sedia, quando allimprovviso andò via la luce: immediatamente si sentì legare alla sedia con una corda, ma non ebbe il tempo di urlare, perché subito un cerotto le tappò la bocca. La luce si riaccese: con grande stupore vide Monica Gasperini e Benedetta Parodi, alquanto arrabbiate, che la fissavano; dissero solo poche parole: "per ordine del direttore, dobbiamo raparti a zero". Si vedeva chiaramente quanto ce lavessero con Luisa per il mancato rispetto della clausola, anche se dal beffardo sorriso del volto si capiva quanto fossero contente di essere loro, a nome di tutte le colleghe e della direzione, a punirla in modo esemplare. La Gasperini, che fremeva dalla voglia di raparla, raccolse subito le lunghe chiome di Luisa in una grossa coda di cavallo e con delle cesoie da giardino, mentre la Parodi teneva ferma la testa di Luisa che cercava di dimenarsi: ZAAAAAAAAAAAAAC,in un sol colpo le tagli mezzo metro di capelli. Luisa iniziò a piangere come una bambina, ma Monica proseguì imperterrita tagliando tutto, fino a renderli cortissimi: si diede poi il cambio con la Parodi, che impugnato il rasoio elettrico , senza protezione, iniziò avidamente a raderla: godevano immensamente nel vedere tutta quella massa di capelli a terra. Poi Benedetta le insaponò la testa e Monica con un affilatissimo rasoio da barbiere, passando e ripassando più volte, rese il cranio una palla da biliardo. Benedetta volle anche raderle a zero le sopracciglia. Luisa si era ormai rassegnata e pensava che in fondo i capelli le sarebbero presto ricresciuti. Ma il peggio doveva ancora venire. "Vallo a chiamare, disse Monica a Benedetta tanto qui abbiamo finito". Luisa pensava si trattasse del direttore, ma con grande terrore vide entrare in camerino un medico con in mano uno strano arnese: si trattava di un laser con il quale, per limmensa gioia delle sue colleghe, le sarebbero state bruciate le radici dei capelli, in modo tale da non farli ricrescere più. Così fu. Il direttore aveva voluto punirla in maniera esemplare, al fine di far comprendere cosa accadeva a chi si fosse rifiutato di obbedire agli ordini dellazienda. Le fu fatta una foto che, ingrandita al massimo, fu attaccata al muro del corridoio,allinterno di una cornice, di modo che tutte le giornaliste che passavano non potevano fare a meno di vederla e riflettere. Una semplice didascalia sotto la foto recitava: CALVA PER SEMPRE!
Come i capelli preferiti. Estate 1998; io e la mia amica Giulia decidiamo di andare a trovare la nostra amica comune Lora a Madrid. Carichiamo i bagagli sulla mia vecchia mercedes(senza aria condizzionata) e partiamo... Ci sono 36 gradi,alla prima coda , frontiera di Ventimiglia i gradi diventano 40,Giulia comincia a lamentarsi della calura e si tira su i lunghi capelli fermandoli con una biro,siamo in un lago di sudore. Nei pressi di Cannes decidiamo di fare una sosta,un bagno ristoratore ci aiuterà a sopportare il resto del viaggio,infatti per me va decisamente meglio,per Giulia no. Abbiamo fatto il bagno in una delle poche spiaggie libere,senza doccia con acqua dolce,il sale ingarbuglia i lunghi capelli di Giulia,prima di una crisi di nervi intervengo con un lavata fatta con acqua minerale,un intervento patetico.. Giulia quasi piangendo urla"BASTA!!! Li taglio non li sopporto piu',hai le forbici??? NO rispondo (bugia,le forbici e la macchinetta erano nella valigia,ma avevo un'altra cosa in mente).... Se vuoi andiamo in paese,un barbiere si trova senz'altro,ma non avresti mai il coraggio ,scommeto la cena,non avresti il coraggio di tagliarli,solo ieri sera hai detto di amare i tuoi capelli mentre li spuntavo!.....(Giulia ha un carattere fiero,se sfidata è capace di fare di tutto,forse dopo anni la frego eheheheh) A siiiiii??????...pensi non sia capace?????Metti in moto questa stupida macchina e portami in paese!! E VAIIIIII!!!....ci siamo ehehehe... Sogghignando sotto i baffi guido sino alla piazza centrale del paese, Giulia è una belva,faccia rossa dalla rabbia,capelli in testa simili a nido di cicogna,una matassa incredibile! OK...il negozio lo scelgo io. Fai quello che vuoi,basta che mi libero di questa "cosa",mi risponde. MI infilo in una stradina stretta verso la parte vecchia del paese,io so esattamnete cosa cerco. Un paio di svolte nel dedalo di stradine...ed eccolo....perfetto!!! Una vetrina piccola,un paio di foto di tagli maschili,ingiallitedal tempo,....se deve succedere questo è il posto giusto! QUI????...Giulia rimane a bocca aperta..ma sei sadico!! SAI che novità! Mi conosci da anni cosa ti aspettavi?? Allora,ti tiri indietro?? Paghi la cena??La tua vigliaccheria ti fa perdere la scommessa??? MAI!!!....Giulia come una furia apre la porta del negozio. Un profumo forte di dopobarba ci investe insieme ad un gradito senso di freschezza. Sulla vecchia poltrona in pelle c'è seduto un omino alto 1.60 con una blusa bianca. Al nostro saluto il viso del barbiere si illumina. Italiani??...Benvenuti anchio sono italiano,di Napoli,ormai qui da 30 anni,ma sempre italiano...cosa posso fare per voi?? Per lei...rispondo...La mia amica si è stufata di questa matassa di capelli...li vuole tagliare cortissimi. Cortissimi??....convinta?? ribatte l'omino SI...cortissimi..non li voglio piu',... Cosi dicendo Giulia si siede sulla poltrona. Il barbiere prende una mantella bianca e avvolge completamente Giulia,con un pinzone blocca i capelli sulla sommita,stringe bene al collo mettendo prima una striscia di carta su tutto il bordo. Devo fare prima uno shampoo,non riesco a pettinarli cosi stopposi. Non serve dice Giulia Li voglio rasare completamente! Biensure mademoiselle,come desidera Una tondeus grossa e nera appare nelle mani dell'omino,accesa fa un rumore a me famigliare. Io mi accomodo su l'unica sedia di attesa, mi accendo una camel e mi godo lo spettacolo. TRTRTRTRTRTRT....la tondeus parte dalla fronte,senza spessore,a 0....i capelli ingarbugliati non cadono formando una massa unica sulla testa di Giulia. Solo dopo diversi passaggi una massa castana cade di botto sul pavimento...che spettacolo. Una matassa di capelli sul pavimento,la testa di Giulia coperta da un'alone di peluria,una bella donna avvolta in una mantella bianca da taglio su una vecchia poltrona da barbiere(questa notte la nostra amicizia deve prendere una piega diversa). Va bene cosi?? chiede il barbiere. No che non va bene...non mi fa la passata con il rasoio?? risponde quasi indispettita Giulia(acc.questa donna non finirà mai di stupirmi eheheh) L'omino prende una tazza di metallo e inumidito il pennello da barba inizia a creare una morbida schiuma bianca. Insaponata a dovere la cute con un rasoio libero passa con cura la lama sulla pelle....rinsapona e ripassa ,facendo anche il contropelo. La testa di Giulia è bianchissima...il contrasto con l'abbronzatura del viso è forte...mi piace!!! L'omino con delicatezza passa una crema protettiva sulla cute appena rasata.... Cosi non si brucia al sole..mi raccomando,con voce amorevole,lo faccia anche domani,il sole puo fare danni...questa pelle non è abituata al sole. Pago e usciamo salutando amichevolmente. Ora mi trovo al fianco una ragazza bellissima e rasata.WWOOWWW Prendo la testa di Giulia tra le mani e la bacio sulla pelle morbida ,fresca di rasatura...lei alza il viso..e mi bacia sulle labbra. OK...hai vinto la scommessa....dove andiamo a mangiare?? Scelgo io ...dice lei...con un sorriso sadico. HAI HAI...il mio portafogli subirà un salasso....ma ne valeva la pena!!
La nostra prima volta. La prima volta che io e mia moglie abbiamo rasato le nostre teste lo abbiamo fatto insieme. Eravamo eccitati a questa idea e volevamo provare qualcosa di nuovo, doveva essere molto eccitante andare in giro con le teste rasate, per un uomo poteva anche essere normale, ma per una donna forse un pò meno. Anche sessualmente volevamo trovare qualche nuovo "spunto", ormai le avevamo provate tutte, facendo l'amore le
tenevo i capelli lunghi, li abbiamo bagnati, ci abbiamo versato sopra cioccolato, latte, salse, ma ora volevamo passare ad altro, al "non averne". Quella sera ci siamo spogliati e siamo andati nel bagno e gli chiesi se fosse sicura di saper usare lo strumento, ma soprattuto se era sicura di liberarsi dei suoi capelli lunghi, che tra l'altro modestamente erano molto belli, e lei rispose:: - "Si, lo abbiamo deciso insieme e poi tanto ricrescono." Io fui il primo, appoggiò la macchinetta contro la mia nuca e cominciò a spingerla verso l'alto, mi passò la macchinetta sopra la testa, i capelli stavano volando dappertutto. L'ho guardata dallo specchio e lei stava sghignazzando. - "E se ora fossi io a raderti a te?" - "No i miei capelli lunghi non si toccano" - "Ah no?" Ormai ci stavamo divertendo, si mise a sedere e senza alcuna esitazione passai lo strumento sopra alla sua testa, mi sono fermato solo quando i suoi capelli nella parte superiore non c'erano più. Lei aprì gli occhi si guardò allo specchio e disse di continuare, nel frattempo vidi che pose la sua mano all'interno dei suoi jeans. In poco più di 20 secondi tagliai tutto il resto dei suoi capelli, che si mescolavano ai miei sul pavimento, sul lavandino e nella vasca, c'erano capelli dappertutto!. Adesso eravamo tutti e due seduti e tutti e due rasati. Dopo un po prese la crema da barda e la lametta e mi disse di non muovermi, ci eravamo liberati da un po di tempo dei nostri vestiti, non mi muovevo mentre lei spalmava la schiuma sulla mia testa rasata, poi cominciò a radere. Quando ebbe finito mi pose un asciugamano umido sulla testa e quando lo tolsi sentii una sensazione strana, un brivido freddo, ero completamente calvo. Mia moglie si chinò davanti a me e immaginate voi cosa successe. Dopo mi chiese di raderla a zero, non me lo feci dire due volte, presi schiuma e rasoio e mi misi all'opera, dopo che l' avevo rasata era bellissima. DA CRISALIDE A FARFALLA (ATTO SESTO) by Francesco della Cardarelli
DAVIDE E MARTINA, SPOSATI DA DUE ANNI, ERANO A DETTA DI TUTTI UNA GRAN BELLA COPPIA. LUI, TRENTENNE, AVEVA APPENA INIZIATO CON SUCCESSO LA CARRIERA DI AVVOCATO, LEI, DI CINQUE ANNI PIU' GIOVANE, ERA INVECE IN PROCINTO DI LAUREARSI IN LETTER MODERNE. LUI, UOMO SICURO DEL FATTO SUO, AMAVA ALLA FOLLIA LA MOGLIE, BELLA, ANZI BELLISSIMA CON UNO SGUARDO DOLCE, GLI OCCHI VERDI COME IL MARE, IL VISO REGOLARE, LA CARNAGIONE CHIARA E LA PELLE LISCIA, LE LABBRA ESTREMAMENTE FEMMINILI APPENA RISALTATE DA UN ROSSETTO NON VISTOSO, IL NASINO ALLA FRANCESE, I CAPELLI COLOR MOGANO LUNGHI FINO A META' SCHIENA. DAVIDE SAPEVA BENISSIMO CHE MOLTI GLIELA INVIDIAVANO, NE ERA ORGOGLIOSO, MA...C'ERA UN MA: LA CONSIDERAVA TROPPO REMISSIVA, TROPPO ALL'ANTICA: NELL'INTIMITA' GLI SEMBRAVA QUASI FREDDA, COME SE LO FACESSE SOLO PER FAR PIACERE A LUI, NON AVEVA UN MINIMO DI FANTASIA, EROTISMO VICINO ALLO ZERO, NON TOLLERAVA CHE LUI USASSE IL PRESERVATIVO ED ERA AVVERSA AD OGNI METODO CONTRACCETTIVO, PERCHE', DICEVA, VOLEVA UN FIGLIO; QUESTO ERA FORSE IL PRINCIPALE MOTIVO DI CONTRASTO: LUI NO, NON SI SENTIVA PRONTO, SE MAI UN GIORNO FOSSE DIVENTATO PADRE, NON AVREBBE SOPPORTATO DI SOTTRARSI ALLE SUE RESPONSABILITA' E DI DELEGARE TUTTO ALLA MOGLIE. LUI SI SENTIVA SOLO IL MARITO DI QUELLA SPLENDIDA RAGAZZA CHE PERO' ERA COSI' DIVERSA. FARE L'AMORE ERA DIVENTATO QUASI UNA TORTURA, CON LEI CHE CERCAVA LA GRAVIDANZA E LUI CHE INVECE CERCAVA DI IMPEDIRLA IN TUTTI I MODI. E POI SEMPRE PERFETTINA, SENZA UN BRICIOLO DI ORIGINALITA', MAI UNA PAROLA SOPRA LE RIGHE, NEMMENO NELL'INTIMITA'. MARTINA COLLABORAVA SPORADICAMENTE CON UN QUOTIDIANO LOCALE: SCRIVEVA MOLTO BENE, SI INTERESSAVA DI DIVERSI ARGOMENTI, COME GIORNALISTA AVREBBE AVUTO UN FUTURO E UNA CARRIERA ASSICURATI, LE DICEVA IL DIRETTORE DEL GIORNALE. MA LEI NIENTE:"E SE POI MI NASCE UN FIGLIO?" SI CADEVA SEMPRE LI', NON C'ERA VERSO, E DAVIDE AVREBBE DATO NON SO CHE COSA PUR DI VEDERE LA SUA MARTINA CAPO REDATTORE O INVIATA SPECIALE: AVEVA LE CAPACITA', CE L'AVREBBE SICURAMENTE FATTA. LUI ERA SICURO CHE ANCHE LEI LO AMASSE, MA A MODO SUO E ULTIMAMENTE LE AVEVA ANCHE RINFACCIATO DI VOLERLO USARE PER SAZIARE LA SUA VOGLIA DI MATERNITA'. LA LORO STORIA ERA IN BILICO E NESSUNO DEI DUE LO VOLEVA: STAVANO ROMPENDO PUR AMANDOSI COME IL GIORNO DELLE NOZZE. DAVIDE PENSAVA SPESSO ALLA PRIMA VOLTA CHE L'AVEVA VISTA, NELLA TABACCHERIA VICINO ALL'UNIVERSITA' DOVE SI ERA RECATO PER ACQUISTARE LE SIGARETTE; RICORDAVA CHE LEI AVEVA COMPRATO CARAMELLE E QUADERNI: ERA RIMASTO FOLGORATO DALLA SUA BELLEZZA E DALLA SUA DOLCEZZA. FACEVA DI TUTTO PER INCONTRARLA E QUELLA TABACCHERIA FU DAVVERO GALEOTTA. SIGARETTE LUI, QUADERNI, PENNE E CARAMELLE LEI. UN GIORNO RIUSCì AD ATTACCARE DISCORSO E AD INVITARLA A BERE QUALCOSA. LE STRAPPO' UN APPUNTAMENTO, FINO A QUELLA SERA IN CUI, DOPO UNA PIZZA, LEI CHE NON FUMAVA GLI CHIESE UNA SIGARETTA, LA SUA PRIMA SIGARETTA. FU TALMENTE COMICA NEL FUMARLA, TRA COLPI DI TOSSE, IMBARAZZO NEL TENERLA TRA LE DITA, CENERE CHE CADEVA DAPPERTUTTO CHE DAVIDE NON POTE' FARE A MENO DI SCOPPIARE A RIDERE. LEI SI ERA VERGOGNATA UN SACCO ANCHE UN PO' RISENTITA PER L'ATTEGGIAMENTO DI LUI CHE PERO', RICOMPONENDOSI, LE SI ERA AVVICINATO E, SCUSATOSI, LE AVEVA DETTO: "SE VUOI, POSSO INSEGNARTI A FUMARE", AL CHE LEI CON UN BATTITO DI PALPEBRE, AVEVA RISPOSTO:"SI'", UN SI CHE AVEVA UN SIGNIFICATO BEN MAGGIORE, QUEL Sì CHE LUI TANTO BRAMAVA E CHE FU SUGGELLATO DAL BACIO CHE NE SEGUI'. ORA STAVANO PASSEGGIANDO IN CENTRO, IN QUEL SABATO POMERIGGIO DI SETTEMBRE, MANO NELLA MANO, QUANDO LEI GLI CHIESE UNA SIGARETTA: DAVIDE GLIELA OFFRI' VOLENTIERI, PERCHE' PENSAVA SEMPRE A QUELLA PRIMA SIGARETTA. MA MARTINA, DOPO UN PAIO DI TIRATE, GLI DISSE:"SARA' UNA DELLE ULTIME, PERCHE' SE RIMANGO INCINTA...". DAVIDE, CHE LA TENEVA SOTTOBRACCIO, LA SCOSTO' DA SE' E, TRATTENENDO A STENTO LA RABBIA, LE REPLICO':"CAZZO, MA IO ALLORA NON CONTO PROPRIO NULLA. E POI ALMENO AVESSI UN PO' PIU' DI FANTASIA A LETTO!" MARTINA NE FU FERITA, SENTIVA CHE LA SITUAZIONE STAVA PRECIPITANDO, MA CONTEMPORANEAMENTE ERA FERMAMENTE CONVINTA A SALVARE IL SUO MATRIMONIO. ANDO' AVANTI DA SOLA CON LUI CHE LA SEGUIVA A DISTANZA, LE VETRINE SI SUSSEGUIVANO E VEDEVA L'IMMAGINE DEL MARITO AD UNA CERTA DISTANZA DA SE'. GIUNSE DINANZI AL SALONE DI SIMONA E FRANCESCA E, GETTATA LA SIGARETTA, SENZA PENSARCI DUE VOLTE ENTRO'. DAVIDE LA SEGUI' CON UN CERTO IMBARAZZO. IL SALONE ERA DESERTO, C'ERA STATO IL PIENONE VENERDI' E LA MATTINA DI SABATO, ORA LA GENTE ERA IN ALTRE FACCENDE AFFACENDATA. SIMONA LE ANDO' SUBITO INCONTRO E LA SALUTO', NON SENZA RIMANERE COLPITA DALLA BELLEZZA DI MARTINA:DI BELLE RAGAZZE CE N'ERANO TANTE, MA LEI SEMBRAVA PRESSOCHE' PERFETTA. LA FECE ACCOMODARE, LE LAVO' I CAPELLI E GLIELI ASCIUGO'. DAVIDE SI SEDETTE SEMPRE PIU'IMBARAZZATO, LEI LO GUARDAVA SENZA PARLARE E PAREVA VOLESSE DIRGLI:"NO MIO CARO, NON TORNO INDIETRO". SIMONA ORA LE CHIESE SE VOLEVA TAGLIARLI E LEI RISPOSE:"SI', CERTO". LE MISE LA MANTELLINA, MARTINA OPTO'PER UN CARRE'ALL'ALTEZZA DEL MENTO. DAVIDE OSSERVAVA ASSORTO GLI SPLENDIDI CAPELLI DI LEI CHE VENIVANO PETTINATI DA SIMONA, MA SI RISCOSSE PRONTAMENTE QUANDO LA PARRUCCHIERA DIEDE IL PRIMO COLPO DI FORBICI. SAREBBE VOLUTO INTERVENIRE, MA SI SENTIVA RIDICOLO, COSI' IL TAGLIO FU COMPLETATO ED ORA LA SUA MARTINA AVEVA IL BEL CARRE' ALL'ALTEZZA DEL MENTO. LE FU TOLTA LA MANTELLINA ED IL PAVIMENTO SI RIEMPI' DEI SUOI BEI CAPELLI. STAVA PER ALZARSI, QUANDO RICHIAMO' SIMONA E LE SUSSURRO' QUALCOSA ALL'ORECCHIO. SIMONA RISPOSE:"SI', CERTAMENTE", LE RIMISE LA MANTELLINA E SORRISE. MARTINA VOLEVA OSARE UN CASCHETTO CHE LE COPRISSE APPENA LE ORECCHIE, STILE ROSA FUMETTO PER INTENDERCI, DAVIDE, VEDENDO LA PARRUCCHIERA CHE SI RIMETTEVA AL LAVORO, PIOMBO' DI NUOVO A SEDERE: NON SI ERA MAI SENTITO TANTO SCIOCCO E FUORI POSTO IN VITA SUA. SIMONA RIPRESE A TAGLIARE E VOILA', IL CASCHETTO CHE COPRIVA APPENA LE ORECCHIE DIVENNE REALTA'. VIA LA MANTELLINA, DAVIDE SI ALZO' DECISO, SUA MOGLIE ERA BELLISSIMA, ANCORA PIU' BELLA, MA UN PENSIERO LE ATTRAVERSO' LA MENTE: "O ADESSO, O MAI PIU'". RICHIAMO' ANCORA SIMONA E QUESTA VOLTA SUL VOLTO DELLA PARRUCCHIERA SI STAMPO' UN GRAN SORRISO: MANTELLINA, NON PIU' FORBICI, MA RASOIO!! BZZZZ, DAVIDE VOLEVA INTERVENIRE, ORA BASTA, MA LA LUCE DECISA DEGLI SPLENDIDI OCCHI DI SUA MOGLIE CHE PROVENIVA DALLO SPECCHIO LO FECE DESISTERE ANCORA UNA VOLTA. ED ANCHE IL RASOIO FECE IL SUO LAVORO, TAGLIANDO QUASI TUTTO QUELLO CHE C'ERA. ORA MARTINA PAREVA PRONTA PER L'ARRUOLAMENTO NEI MARINES, SAREBBE STATA SENZA DUBBIO LA PIU' BELLA ANCHE LI'. GLI OCCHI DI DAVIDE CADDERO SUGLI ORECCHINI CHE LE AVEVA REGALATO PER IL LORO PRIMO ANNIVERSARIO. APPARIVANO IN TUTTO IL LORO SPLENDORE, RUTILANTI COME NON MAI. MA CHE STAVA FACENDO ORA SIMONA? AVEVA PRESO LA SCHIUMA DA BARBA, LA STESSA CHE LUI USAVA PER RADERSI E LA STAVA SPALMANDO SULLA TESTA DI SUA MOGLIE CHE RIDEVA DIVERTITA:"VIA TUTTO!" AVEVA ORDINATO A SIMONA. COM'ERA BELLA CON LA TESTA INSAPONATA! SIMONA PRESE UNA LAMETTA E COMINCIO' A PASSARGLIELA SULLA TESTA CON MOLTA DELICATEZZA. MARTINA GUARDAVA DIVERTITA L'ESPRESSIONE INEBETITA DEL MARITO. POI, COMPLETATA L'OPERA, SIMONA RIPULI' DALLA SCHIUMA IL CRANIO NUDO DI MARTINA CHE ORA LUCCICAVA ALLA LUCE DELLE LAMPADE DEL SALONE. MARTINA SI PASSO' UNA MANO SULLA TESTA NUDA E SI SORRISE COMPIACIUTA DINANZI ALLO SPECCHIO. POI STRINSE LA MANO A SIMONA, LA PAGO', LA SALUTO' E SI AVVIO' VERSO SUO MARITO. "ANDIAMO AMORE, HO FINITO!" "MA ERA PROPRIO NECESSARIO?" "SI', LO ERA; ORA TORNIAMO A CASA". MARTINA SAPEVA BENE COSA FARE ADESSO, LUI L'AVEVA ACCUSATA DI NON AVERE UN BRICIOLO DI FANTASIA, DI EROTISMO: ERA DETERMINATA A DIMOSTRARGLI IL CONTRARIO. LUNGO LA STRADA MOLTI SI VOLTARONO A GUARDARLA PIU' PER LA TESTA NUDA CHE PER LA SUA BELLEZZA CHE COMUNQUE, ANCHE SENZA CAPELLI, ERA INTATTA. LEI PROCEDEVA SICURA, INCURANTE DEGLI SGUARDI ALTRUI. IL MARITO, SEMPRE IMBARAZZATO, PENSO' CHE ANCHE COSI' ERA BELLISSIMA. GIUNSERO A CASA. ENTRARONO. MARTINA APRI' L'ARMADIO DOVE LUI TENEVA I CD. SCELSE LA COLONNA SONORA DI "NOVE SETTIMANE E MEZZO" CHE LUI AVEVA USATO INVANO IN PASSATO PER TENTARE DI ACCENDERE UN PO' L'ATMOSFERA. COMINCIO' A BALLARE IN MODO SENSUALE, DAVIDE SI LASCIO' CADERE SULLA POLTRONA, LEI SI SBOTTONO' LA CAMICETTA BIANCA, LA TOLSE, LA FECE ROTEARE E GLIELA LANCIO'; CON UN PAIO DI CALCI SI LIBERO' DELLE SCARPE, LE SUE MANI ORA SLACCIAVANO LA CINTURA DEI PANTALONI, POI APRI' IL BOTTONE, GIU' LA CERNIERA E, DA SEDUTA, LI TOLSE, ARROTOLANDOLI E LANCIANDOLI VERSO DAVIDE. INCROCIO' LE BRACCIA DIETRO LA SCHIENA E SLACCIO' IL REGGISENO CHE FINI' PRESTO IN FACCIA AL MARITO, DA ULTIMO FU LA VOLTA DELLE MUTANDINE CHE SI STAMPARONO GIUSTE GIUSTE SUL BASSO VENTRE DI DAVIDE CHE NON CREDEVA AI SUOI OCCHI. TACQUE LA MUSICA E MARTINA, NUDA, INIZIO' A MASTURBARSI E AD EMETTERE GEMITI DI PIACERE. FU A QUEL PUNTO CHE DAVIDE CAPI' CHE NON STAVA SOGNANDO ED IL SUO MEMBRO COMINCIO' A GONFIARSI. MARTINA GLI DISSE:"DAI, ADESSO VIENI QUI E RADIMI LA FICA". EGLI PRESE LA SCHIUMA DA BARBA ED UN RASOIO NUOVO E SI MISE ALL'OPERA, GLIELA INSAPONO' E GLIELA RASE COMPLETAMENTE. MARTINA LO GUARDAVA CON QUEGLI SMERALDI MERAVIGLIOSI, TIRANDO FUORI LA LINGUA IN MODO EROTICO, DA TROIETTA CONSUMATA. DAVIDE ORA ERA SOPRA DI LEI NEL LETTO E LE BACIO' LA BOCCA. "DAI, LECCAMI TUTTA!". COMINCIO' A SCENDERE, LE BACIO' IL COLLO, POI ARRIVO' ALLE TETTE DAI CAPEZZOLI INTURGIDITI E GLIELE LECCO' CON MOLTA CURA, QUINDI SCESE ANCORA PIU' IN BASSO A LECCARLE LA FICA RASATA DI FRESCO DOVE SI SOFFERMO' CON MOLTA ATTENZIONE. "DAI, CONTINUA. GIU' ANCORA!" LO INCITAVA LEI E LUI ORA LECCAVA COSCE, GAMBE, GINOCCHIA, COLLO DEI PIEDI, PIANTE DEI PIEDI, BACIANDO E LECCANDO MOLTO LENTAMENTE GLI SPAZI TRA LE DITA; MARTINA GLIELI CACCIO' IN BOCCA, PRIMA L'UNO, POI L'ALTRO: "SUCCHIALI, LECCAPIEDI!" E LUI LO FECE. ORMAI L'UCCELLO GLI SCOPPIAVA NEI PANTALONI, MARTINA GLIELI APRI' E LO FECE FINALMENTE USCIRE, RITTO E DURO COME IL MARMO. LA GIOVANE DONNA APRI' LA BOCCA E INIZIO' A LECCARGLI IL GLANDE: "CHE FAME DI CAZZO!" ESCLAMO' E SE LO MISE TUTTO IN BOCCA, LUI ORA STAVA PER VENIRE, LE FECE UN CENNO, MA LEI CONTINUO' IMPERTERRITA, FINO A CHE LA SBORRA INONDO' LA SUA BOCCA, LA LINGUA E IL PALATO. FU ALLORA CHE DAVIDE LE PORSE UN FAZZOLETTO CHE LEI PRONTAMENTE RIFIUTO', INGOIANDO TUTTO IL LIQUIDO. "SQUISITO" DISSE E GLI RIPULI' L'UCCELLO LECCANDOGLIELO A DOVERE. MARTINA CONDUCEVA IL GIOCO CON UN'ABILITA' SORPRENDENTE E INSOSPETTABILE; ADESSO AVEVA PRESO UNA MELA DALLA FRUTTIERA IN CUCINA: INIZIO' A SBOCCONCELLARLA E A MASTICARLA, POI GLI FECE SEGNO D'AVVICINARSI ALLE SUE LABBRA. QUANDO LE DUE BOCCHE FURONO A CONTATTO, PRESE A SPINGERE CON LA LINGUA LA MELA MASTICATA NELLA BOCCA DI LUI CHE LA INGERI' E CONTINUO' ANCORA: ADDENTAVA LA MELA, LA MASTICAVA E POI, QUAND'ERA BEN IMPASTATA DELLA SUA SALIVA, LO "NUTRIVA". ALLA FINE GLI SPUTO' DENTRO ANCHE I SEMI. "ADESSO METTIMELO NEL CULO!". LUI INDUGIO' UN ATTIMO. DIVENNE AGGRESSIVA: "TI HO DETTO DI METTERMI IN CULO QUEL CAZZO DI MERDA!". LO FECE, LEI SI DIMENAVA TUTTA E LUI ERA SEMPRE PIU' SORPRESO MA SEMPRE PIU' FELICE. DA PARTE SUA MARTINA STAVA GODENDO UN MONDO. POI VOLLE SMETTERE CON IL RAPPORTO ANALE: INSPIRO' ARIA, SI COMPRESSE IL VENTRE CON LE MANI E DEL CUL FECE TROMBETTA. DOPO LA SCORREGGIA DI LEI, LUI ESTRASSE L'UCCELLO DAL SUO CULO MOLTO DIVERTITO. "ADESSO SCOPAMI! DAI, UOMO, FUORI I COGLIONI!". LO SPOGLIO' CON DECISIONE E QUANDO LUI STAVA PER PENETRARLA, GLI DISSE: "NON COSI'! DOVE CAZZO HAI MESSO I CAPPUCCI?". LUI GLIENE PORSE SUBITO UNO CHE LEI SROTOLO' SULL'UCCELLO ERETTO. IL RAPPORTO FU INTENSISSIMO, LEI EBBE L'ORGASMO. DAVIDE GIACEVA SFINITO MA SODDISFATTO A LETTO, MARTINA, DOPO AVERGLI DATO UNA LECCATA IN PIENO VISO, SI ALZO' E SI CONTEMPLO' ALLO SPECCHIO. SI ACCAREZZO' SORRIDENDO LA PELATA CHE AVEVA DATO IL VIA ALLA SUA TOTALE METAMORFOSI. UN LAMPO SQUARCIO' LA PENOMBRA SEGUITO DA UN TUONO FRAGOROSO: "CHE TEMPO DI MERDA, L'ESTATE E' PROPRIO FINITA, CAZZO!". SI SORPRESE LEI STESSA DEL SUO LINGUAGGIO: LE ERA VENUTO SPONTANEO, SEGNO CHE LE INIBIZIONI CHE PRIMA LA BLOCCAVANO ERANO FINALMENTE SVANITE. TOCCANDOSI LA TESTA SENTI' QUALCOSA DI ISPIDO. "DAVIDE!-LO CHIAMO'-VIENI QUI CHE MI E' RIMASTO ANCORA QUALCOSA SULLA TESTA". DAVIDE SI ALZO', PRESE LA SCHIUMA DA BARBA CHE SPALMO' AMOREVOLMENTE SUL PUNTO CHE LEI GLI AVEVA INDICATO, PASSANDOCI POI LA LAMETTA. QUINDI LE RIEMPI' LA TESTA DI BACI E CONSTATO' PERSONALMENTE CHE ADESSO ERA TOTALMENTE LISCIA E LEVIGATA, UNA PALLA DA BILIARDO. POI MARTINA SI VOLTO' VERSO IL MARITO:"RADIMI ANCHE LE SOPRACCIGLIA!" "SI',AMORE". L'ACCONTENTO' PRONTAMENTE. M: "ALLORA, COME SONO STATA?" D:"SEMPLICEMENTE FANTASTICA!" M:"VOTO?" D:"DIECI E LODE!". DAVIDE SI ACCESE UNA SIGARETTA, LEI GLI PROPOSE:"METTIMELA TRA LE GAMBE, COSI' POI SA DI FICA" D:"GUARDA CHE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE ANCHE LI'" M:"VAFFANCULO, STRONZO" E SCOPPIARONO A RIDERE ENTRAMBI. LA SIGARETTA FINI' DOVE LEI VOLEVA, LA TENNE LI' UN PO', POI LA FUMARONO INSIEME: AVEVA UN OTTIMO SAPORE. DAVIDE ERA ENTUSIASTA DELLA METAMORFOSI DI MARTINA: LA RAGAZZA PASSIVA, TACITURNA, TIMIDA AVEVA LASCIATO IL POSTO AD UNA GIOVANE AGGRESSIVA, SBOCCATA, DISINIBITA E... SENZA CAPELLI. IN UNA PAROLA: EROTICA. D:"AMORE, E' COSI' CHE TI VOGLIO!" M:"D'ORA IN POI SARO' SEMPRE COSI'" D:"MA COSA TI E' SALTATO IN MENTE, DIMMI, COM'E' SUCCESSO?" M:"QUANDO SONO ENTRATA IN QUEL SALONE ERO DECISA A CAMBIARE, SENTIVO CHE DOVEVO FARE QUALCOSA PERCHè TI STAVO PERDENDO E NON LO VOLEVO. DOVEVO DARE UN TAGLIO SIMBOLICO AL PASSATO E QUINDI AI MIEI CAPELLI. MI SAREI ACCONTENTATA DEL PRIMO TAGLIO, MA NON MI SEMBRAVA ABBASTANZA, POI IL SECONDO, POI...MI SONO DETTA CHE SE NON LO FACEVO ALLORA NON L'AVREI FATTO PIU'. E CON I CAPELLI SE NE SONO ANDATE TUTTE LE MIE INIBIZIONI E I MIEI PRECONCETTI NEI CONFRONTI DEL SESSO. MI SENTO UN'ALTRA, MI SENTO MEGLIO E QUESTO LO DEVO A TE: GRAZIE DAVIDE!" DAVIDE RIPRESE A COPRIRE DI BACI QUELLA SPLENDIDA ZUCCA PELATA DI SUA MOGLIE CHE CONTINUO':"RICORDATI CHE ORA SCHIUMA E LAMETTA NON SERVIRANNO SOLO A TE QUI DENTRO. QUESTO SERVIZIO ME LO FARAI TU!". D:"CON SOMMO PIACERE!" M:"LA PROSSIMA SETTIMANA ANDREMO INSIEME DAL MIO GINECOLOGO" "PERCHE'?" FECE LUI PREOCCUPATO M:"MA PER FARMI PRESCRIVERE LA PILLOLA, CHE CAZZO AVEVI CAPITO? E POI SONO PIU' CHE MAI DECISA AD ENTRARE A TEMPO PIENO AL GIORNALE E NON MI ACCONTENTERO' DI CERTO DI RICOPRIRE RUOLI MARGINALI". DAVIDE ERA QUASI IN ESTASI: LA CRISALIDE MARTINA SI ERA TRASFORMATA IN UNA SPLENDIDA FARFALLA ED AVEVA SCELTO IL MODO MIGLIORE PER RIVITALIZZARE IL LORO MATRIMONIO; ADESSO SI' ERA ARRIVATA DAVVERO DOVE LUI VOLEVA, FORSE ANCHE OLTRE, MA NON GUASTAVA DI CERTO. "MIA MOGLIE, LA BELLA GIORNALISTA CALVA! MA CHE DIRANNO DEL TUO CRANIO RASATO?" M:"LORO DEVONO GUARDARE ALLA MIA PROFESSIONALITA'. L'IMPEGNO DA PARTE MIA SARA' MASSIMO. SE NON MI PRENDERANNO SOLO A CAUSA DEL MIO CRANIO RASATO SIGNIFICA CHE SONO QUATTRO STRONZI DI MERDA E IO MI TROVERO' UN ALTRO POSTO. PERO'-SOGGIUNSE-AL PRIMO POSTO NELLA MIA VITA CI SARAI SEMPRE TU, AL SECONDO LAVORO E CARRIERA CHE SARO' PRONTA A SACRIFICARE ESCLUSIVAMENTE PER TE. CERTO, IL NOSTRO AMORE NON DOVRA' ESSERE PIU' MIELOSO E CONTEMPLATIVO, MA TANTO TANTO EROTICO. NON VOGLIO PIU' RINUNCIARE ALLE GIOIE DEL SESSO" E RIPRESE A LECCARSI LE LABBRA IN MODO SENSUALE ED EROTICO. DAVIDE, CHE TEMEVA ANCORA DI DOVERSI SVEGLIARE DA QUEL BEL SOGNO, SI ACCORSE CHE ERA ORMAI ORA DI CENA E PROPOSE ALLA MOGLIE: "TESORO, PREPARO QUALCOSA IO E MANGIAMO NUDI QUI A LETTO, OK?". M:"OK!". E LE DIEDE UN BACIO SULLE LABBRA. "NON COSI', MA CON LA LINGUA!" PROTESTO' LEI E LUI RIMEDIO' SUBITO.. MENTRE DAVIDE ERA IN CUCINA, MARTINA SI ALZO', APRI' LA BORSETTA E NE ESTRASSE UNA BUSTA: DENTRO C'ERANO ALCUNE CIOCCHE DEI SUOI CAPELLI CHE AVEVA RACCOLTO, NON VISTA, UNA VOLTA TERMINATO IL TAGLIO. APRI' LA BUSTA, LE GUARDO': SIMBOLEGGIAVANO IL SUO PASSATO DI "BRAVA RAGAZZA" CHE NON RINNEGAVA, MA CHE ERA APPUNTO ORMAI PASSATO. NON ERA PENTITA DI QUELLO CHE AVEVA FATTO, NE ERA ORGOGLIOSA. QUEL GIORNO AVEVA RIFONDATO SE STESSA E IL RAPPORTO CON SUO MARITO SU BASI NUOVE, PIU' STIMOLANTI E, SOPRATTUTTO, IN PIENA SINTONIA CON LUI. RICHIUSE LA BUSTA. L'AVREBBE REGALATA A DAVIDE NON APPENA SAREBBE TORNATO CON IL VASSOIO DELLA CENA. FRANCESCO DELLA CARDARELLI L'esperimento Non so se a qualcuno interessa cio che ho fatto questo fine settimana ma è un esperienza da raccontare e solo voi potete capire. Sono una persona dal sonno molto agitato e molto pesante. Fino a pochi giorni fa mi addormentavo tranquillamente con un bel po' di bigodini non troppo comodi in testa. Ora fortunatamente non ne ho piu bisogno.Ai bigodini ci ero arrivata per disperazione, perchè non mi vedevo piu in nessun modo e nememno i consigli della mia parrucchiera mi sembravano convincenti, cosi ho deciso di lasciare tutto al caso. Sapendo del mio sonno di sasso ho voluto fare un "esperimento". Ho preso tante forbici di dimensioni medio piccole e le ho disposte aperte sul cuscino e mi ci sono messa a dormire accomodandoci sopra i capelli. Il mio sonno movimentato ha fatto il resto, così la mattina dopo c'erano parecchie ciocche di diversa consistenza e lunghezza , anche di 30 cm, che più o meno scomposte mi guardavano dal cuscino insieme alle forbici. Avevo un po di mal di testa ma a guardare quel che c'era sul cuscino almeno era servito a qualcosa. ora mia aspettava lo specchio del bagno per valutare la risistemazione del "disastro". Piu dei due terzi dei capelli erano ancora della lunghezza originale a metà schiena ma il resto era venuto via "alla come capita". Avevo un ciuffo di pochi centimentri che spuntava a mo' di cresta dietro in alto, qualche altra ciocca era rimasta tagliata all'altezza della nuca o un po piu su , anche una ciocca laterale piuttosto consistente aveva subito una taglio molto irregolere, per non parlare di un pezzo di frangia ridotto praticamante a zero (pochi millimetri all'attacco e un centimentro per il resto) da una sforbiciata molto ravvicinata, che non avrei nememno creduto possibile. Aiutandomi come potevo ho tagliato via tutto l'eccesso, cercando di omogeneizzare la lunghezza a quella del ciuffo "crestoso". Alla frangia invece ho dovuto rinunciare del tutto pettinando i capelli in avanti e tagliandoli tutti a filo dell'attaccatura.Mi sono fatta delle basette molto corte e ho sfumato un po' i lati. Il risultato come è facile immaginare era al limite del credibile, perche non avevo mai preso in mano un paio di forbici prima.Non riuscivo a immaginare una pettinatura decente che potesse venire fuori da quella che mi ero fatta, nemmeno nelle mani di uno stilista. Guardarmi e riguardarmi in tutti gli specchi di casa però era piu forte di me e vista di fronte con la frangia a zero e le basette cortissime non mi vedevo molto diversa da come sarei stata tagliando ancora di piu. Ho provato ad accorciare la nuca ma mi accorgevo che da sola era impossibile con le forbici. cosi ho aspettato che aprisse il barbiere dietro casa mia e me li sono fatti fare a 2 cm con la macchinetta , finalmente avevano un forma decente. Sono soddisfatta come non avrei mai creduto, anche perche sto molto bene, il mio capo mi ha guardato storto ma le mie colleghe hanno aprezzato . Lascio che il boss si abitui al mio look e poi mi faccio tosare ancora di piu , 5mm. quest'estate poi si vedrà, la tentazione di rasarmi a lametta sta diventando sempre piu forte. Grazie a tutti per la pazienza di avermi ascoltato e grazie per questo sito magnifico senza il quale forse non avrei trovato il coraggio di fare quel che ho fatto. Neo-rapata felice
Fantastico errore. Sono le 17.30,anche oggi la giornata di lavoro è finita,grazie a Dio è venerdi,domani si va dal parrucchiere,a ritirare le analisi fatte martedi e un po' di shopping. Barbara è una bella donna di 34 anni,single,funzionaria di banca....capelli lunghi e neri, un trascorso da indossatrice per pagarsi l'università. Sabato mattina alle 10 ,puntualissima Barbara entra dalla parrucchiera per la solita piega; Buon giorno signora Barbara... Buon giorno Caterina....il solito,alle 12 devo essere fuori,vado a ritirare le analisi in ospedale qui vicino. Spero non ci siano problemi...risponde la parrucchiera preoccupata NO no...i soliti esami di routine,superati i 30 bisogna tenersi in riga,se voglio trovare marito devo mantenermi in forma..., entrambe scoppiano in una risata. Allora...quando li spuntiamo?? Mai!!!..Barbara guarda la parrucchiera seria....Li voglio lunghi..lunghissimi....lei deve occuparsi della salute dei miei capelli..shampoo speciali.creme maschere.olii, ma lontano da me le forbici....le concedo il privilegio di spuntarli una volta all'anno...e mancano ancora 4 mesi all'ora x.. Sorridendo la parrucchiera accompagna Barbara ai lavelli...il lavabo si riempie della massa nera.....amorevolmente vengono spazzolati ,lavati, incremati ,le coccole durano almeno 30 minuti.... Asciugati lisci i capelli di Barbara lambiscono i fianchi..sono veramente belli..anche le clienti riamgono estasiate da quella chioma corvina e lucida.. La parrucchiera facendo la ricevuta fiscale fa una confidenza a Barbara: i suoi capelli sono i piu belli di tutte le mie clienti,non li taglierei mai..fa bene a tenerli lunghi. Barbara "con fare amichevole", guardi,confidenza per confidenza,piuttosto di tagliarmi i capelli mi sposerei con il direttore della banca.sa quello grasso e pelato.con la faccia da maiale...ecco quello...ahahahahahah..le due donne ridono di gusto.... Arrivederci alla prossima settimana,mi segni già l'appuntamento sempre alle 10..grazie Con i capelli mossi dal vento primaverile Barbara entra nell'ospedale dalla parte opposta della strada per ritirare le analisi. Buon giorno...sono Barbara Martini...devo ritirare le analisi. La signorina dietro il vetro dell'ufficio scartabella tra la pila di cartelle....si sofferma a leggere un foglietto allegato...si fa seria. Scusi..nulla di particolare...ma il Dott.Risso ha lasciato una postilla..la vuole vedere nel suo studio.. Barbara si preoccupa un pochino..ma conoscendo il Dott Risso..un bell'uomo con fama di dongiovanni.pensa ad una scusa per un'invito a cena. Viene fatta accomodare subito nello studio....con un sorriso un po forzato il Dott. saluta Barbara. Non è per un invito a cena,il viso di Barbara si fa cupo,e anche quello del dottore. Non vorrei allarmarla per nulla...ma dalle lastre fatte alla testa è emersa una macchia piuttosto estesa,non sappiamo ancora di che natura ma dobbiamo fare accertamenti. Barbara è diventata pallida..nonostante il trucco...Dottore parli chiaro..cosa vuol dire con accertamenti??? Dobbiamo fare un piccolo intervento...non pericoloso ma fastidioso,visto la vastita della macchia dobbiamo prelevare campioni di cellule in diverse parti della corteccia cerebrale....prima si fa e meglio è... , Le gambe di Barbara iniziano a tremare......quindi???... Se lei è disponibile già domani...abbiamo già tutti gli esami necessari.. DOMANI???????.... Come le ho detto prima la tempestività in questi casi può essere fondamentale... Non mi lasciate molta scelta vedo!!...Barbara si sente il mondo crollare addosso... Questo ospedale ha le strutture piu' moderne della regione...è in buone mani...vedrà..riusciremo a risolvere il problema...ormai il 70% di questi casi si risolvono completamente...... Il dottore cerca di rincuorare Barbara..caduta ormai in uno stato di shock. Venga domani alle 8...si porti il neccessario per una degenza di 4/5 giorni,il tempo di fare tutti gli accertamenti.... domani stesso facciamo l'intervento dopo la preparazione. La preparazione??... Barbara si scuote dallo stato confusionale., Il dottore la guarda e prende fiato... Il primo ad intervenire in questi casi è il barbiere dell'ospedale....i capelli non devono esserci per poter fare l'operazione. NOOOOOO!!!!....rasati rasati???... Barbara spalanca occhi e bocca...aspettando la risposta. Si purtroppo....è necessario. Tenga prenda queste pillole,l'aiuteranno a rilassarsi,vada a casa e non si lasci prendere dallo sconforto..vedrà..risolveremo il problema! Barbara esce dall'ospedale come uno zombie.... Non riesce assolutamente a pensare,in 1 ora tutta la sua vita è stata azzerata,nulla ha piu valore,tutto finito!! Ma i capelli no!!!....Non li donerà ad un barbiere d'ospedale. Sale su un taxi e si fa portare in centro,se deve tagliare i suoi bellissimi capelli lo farà con classe...dal parrucchiere piu' famoso della città. Con decisione rimuove la depressione , rialza le spalle e ritrova la solita sicurezza,nessuno deve sapere quello che le sta succendo..! Entra nel salone di lusso tra gli sguardi un po incuriositi dei lavoranti,i capelli erano appena stati curati da Caterina... Buon giorno ..desidera?? Buon giorno,vorrei fare un taglio,non ho preso appuntamento ma mi trovo in città di passaggio. Vedo cosa possiamo fare..oggi è sabato e c'è parecchio lavoro,appena si libera qualcuno la chiamo ..si accomodi. Passano solo 5 minuti e si avvicina una bella ragazza. Mi chiamo Sara,benvenuta nel mio salone,è la prima volta che viene vero?? Si è la prima volta,mi trovo in città di passaggio. Deve spuntare??.. Veramente vorrei fare qualcosa di piu' impegnativo e drastico. Drastico???.. Si...vorrei rasare completamente il cranio..a zero..pelo e contropelo! Sara rimane un'attimo basita. Sicura??? Si,sicurissima,ho deciso di fare un grande cambiamento,inizio dai capelli. Si accomodi subito alla poltrona del taglio,non serve il lavaggio. Barbara si accomoda su una poltrona davanti ad un enorme specchio,un'angolo vagamente retrò,anche la poltrona sembra una vecchia poltrona da barbiere. Mentre le viene posizionata la mantella per il taglio,Barbara ripensa a cosa aveva detto solo poche ore prima da Caterina,piuttosto di farsi tagliare i capelli avrebbe sposato il direttore della banca,le scappa quasi un sorriso,un sorriso amaro,allo stesso tempo digrignando i denti dentro di se si fa spazio un pensiero;non avrebbe mollato,guarirò si ripeteva,anzi farò di più,aiuterò chi si trova nella mia stessa situazione,lo giuro!!Non so ancora come ma lo farò!! La mantella viene stretta al collo,il sorriso di Sara la riporta alla realta...Comincio??Vado??Taglio?? Iniziamo..sono pronta. Un attimo,Sara si ferma e prende un elastico. Le faccio una coda cosi li puo tenere come ricordo. Ok...faccia come vuole Fatta la coda Sara riprende le forbici grandi e prende la coda tirandola,le forbici si fermano alla base della coda ed iniziano a mordere i capelli...SCKKRREECHH A fatica riescono a tranciare la massa di capelli...Barbara ha chiuso gli occhi,li riapre solo quando sente la testa piu leggera,nello specchio vede le ciocche della fronte incorniciare il viso una volta liberate dalla lunghezza della coda. Un silenzio irreale è sceso nel salone,tutte le clienti e le parrucchiere stanno guardando Barbara. Prima un brusio....hai visto che coraggio...saranno almeno 60 cm di capelli..Madonna che coraggio,brava ha fatto bene...Poi il brusio aumenta,brava ,le prime ad applaudire sono le shampiste...brava...complimenti...ha fatto bene...e poi anche le clienti applaudono... Barbara rimane sconcertata..non si aspettava questa reazione...è quasi contenta di averlo fatto...anzi...è curiosa di vedere la continuazione del taglio... Sara prende una grossa macchinetta elettrica....tutti gli occhi delle presenti sono puntati sulla testa di Barbara. Una mano le blocca la nuca, il freddo dell'acciaio le fa venire i brividi appena la macchinetta viene posizionata sulla fronte,appena l'interrutore viene azzionato il brivido le arriva sino alla punta dei piedi passando per la colonna vertebrale...una sensazione strana e piacevole, richiude gli occhi e sente la macchinetta avanzare verso il centro della testa..TTTTTTRRRRRRRRR....ad occhi chiusi si gode la sensazione nuova,non pensa piu a quello che le era successo nelle ultime 5 ore,anzi si chiede perche nessuno le aveva detto quanto è bello farsi rasare i capelli. Quando riapre gli occhi si vede una strisca chiara nel centro della testa,ora la testa le viene piegata su un fianco e le basette vengono rasate,la zona attorno alle orecchie procurano altri brividi di piacere... Ciocche nere si posizionano sulle spalle e in grembo,non è dispiaciuta,mai avrebbe pensato di farsi rasare i capelli senza svenire..ora non vorebbe finisse mai il lavoro della macchinetta. Quando il rumore elettrico cessa sul pavimento e sulla mantella c'è una montagna nera di capelli. Sara continua il suo lavoro concentratissima,le è sempre piaciuto rasare i capelli,la sua formazione era iniziata in un piccolo negozio di periferia e li succedeva spesso di rasare le chiome di bambini in partenza per le colonie o signore in vena di risparmio sul parrucchiere. Con una seconda macchinetta più piccola rifinisce la rasatura...Barbara è in estasi,rimane con gli occhi chiusi. Una shampista prepara una ciotola con la schiuma da barba,con un morbido pennello viene massaggiata sulla cute,prima il freddo dell'acciaio ora il caldo della schiuma, Barbara passa dall'eccitazione al relax piu assoluto...dopo gli shock subiti in mattinata si gode queste sensazioni piacevoli sino in fondo..si abbandona completamente nelle mani di Sara. Il rasoio sfiora la cute,liberandola dalla schiuma e dal velo di capelli. La pelle liscia brilla sotto le luci del salone....seconda schiumata e contropelo. Quando Sara passa un panno caldo per pulire i rimasugli di schiuma un trillo ed una vibrazione scuote la borsa di Barbara....il cellulare. Barbara non vorrebbe rispondere...vuole godersi ancora la sensazione di relax.... Una ragazza gentilmente le porge la borsa,scusandosi con Sara finalmente trova il cellulare e risponde. Pronto.... La Signora Barbara Martini?? Si sono io,chi parla?? Sono la segretaria del Dott. Risso Cosa c'è ancora?? Mi scusi...non so come può essere successo ma... Ma cosa..???...Mi dica,oggi mi sono sentita dire di tutto e mi è successo di tutto,non sono dell'umore giusto per indovinelli..MI DICA!!! Il dott. RIsso facendo un controllo della cartella si è accorto di un errore..(la voce al telefono si fa sempre piu mortificata) Un errore?????...CHE GENERE DI ERRORE???... Non si sa come...ma la lastra della testa non è la sua...è di una degente morta 10 giorni fa per una malattia. La sua lastra è stata trovata ed è tutto ok...nessun problema. Pronto...pronto ...signora Barbara...mi sente???? Barbara è davanti allo specchio....occhi spalancati e cellulare in mano.... la mantella ancora sulle spalle...e Sara che la guarda preoccupata... Ci sono problemi??? Brutte notizie???...Sara si avvicina a Barbara. Si guardano per alcuni secondi..... No no...tutto bene...finalmente Barbara riesce a balbettare qualcosa.... Anzi....benissssimmmooooo....Barbara sente salire dallo stomaco un'irrefrenabile voglia di ridere e urlare.. BENISSSIIIMMOOOO....fantasticooooo... D'impeto Barbara abbraccia stretta stretta Sara...si sente impazzire dalla gioia...Sara non capisce ma viene coinvolta dalla felicità di Barbara e si lascia abbracciare saltellando per il salone.... Gli sguardi delle clienti sono un misto tra il vedere 2 matte e il farsi coinvolgere dall'improvvisa euforia di Barbara... Dopo le spiego ..ma ora sono troppo felice...quando le avro spiegato cosa mi è successo questa mattina capirà tutto Per un'attimo ho pensato si fosse pentita di aver tagliato i capelli.....dice Sara seria I capelli ..è vero...Barbara va davanti allo specchio e si passa una mano sulla cute....BELLISSIMO Non li farò mai piu crescere...li terro sempre rasati..sono bellissimi..mi aiuteranno a ricordare quasta giornata e poi è bellissimo farseli rasare. Sara prende la coda di capelli appena tagliati.....Scusi se mi permetto...ma io sono associata con un'ente benefica per la ricerca contro il cancro e i capelli li usano per fare parrucche per i malati di cancro dopo la chemio...li donerebbe???? Barbara sente le lacrime velare gli occhi ....riabbraccia Sara... Certo..volentieri..vorrei fare di piu ...la prego...mi dica come fare...voglio aiutare attivamente questa associazione...andiamo a prendere un caffe..ne ho bisogno.. cosi le spiego cosa mi è successo...e lei mi spiega come fare per aiutare l'associazione. Uscendo dal salone con Sara...Barbara si guarda allo specchio......bellissima..mi vedo bellissima...guardando le altre clienti..signore dovreste provare...FANTASTICO!!
VERGOGNA! Piove da 2 giorni,in salone ci sono poche clienti,2 tinte,un paio di pieghe,ho aprofittato del periodo tranquillo per fare un paio di lavoretti alle strutture,l'imbianchino tinteggia il bagno ed il retro,domenica e lunedi ritinteggia il salone,ogni anno in autunno lo faccio fare,oggi abbiamo usufruito (visto il nostro inagibile) del bagno di Mario ,il barista accanto,.....sono le 15....verso sera arrivano 4 appuntamenti,c'è una festa di compleanno di una nostra cliente,lei e le sue amiche vengono per un taglio e piega,l'ultimo appuntamento è con Giulia,una cara amica e poi vado a cena con lei(solo amica è lesbica,come me eheheheh).....Puntuali arrivano la cliente e le amiche,devo solo spuntare il taglio fatto da poco,in 2 ore ho finito,mentre taglio arriva una cliente nuova ,senza appuntamento,una bella ragazza,capelli lunghi un bel viso,jeans e maglietta aderente....bel fisico....un particolare mi fa sorridere.....si nota l'assenza del reggiseno e l'aderenza mette in risalto i capezzoli impreziositi da 2 anelli,un piercing in chiaro tema sadomaso...INTERRESSANTE(penso)....Alla reception l'avvertono che per il taglio ci sarà da aspettare un po...lei con un sorriso si siede su una poltroncina e prende una rivista....Io continuo il mio lavoro,,ma dallo specchio spesso la guardo...è carina davvero!!...Anche lei mi guarda ma appena incontra il mio sguardo abbassa gli occhi sulla rivista...dev'essere molto timida......la vedo cambiare posizione piu volte...sembra a disagio....ma continua a leggere riviste...io finisco il secondo taglio..ancora 2 e avro modo di chiacchierare con la nuova cliente...anzi no...forse la faccio aspettare anche il taglio di Giulia..d'altronde Giulia ha appuntamento..una leggera vena sadica mi dice di farla aspettare a lungo....i 2 tagli successivi li farò lentamente...ehheheheh.....alle 17 arriva Giulia,ci salutiamo calorasamente...mentre mi bacia mi sussurra all'orecchio......(( ma chi è quel bocconcino seduta in attesa???))....Una cliente nuova....guarda cosà ai capezzoli!!...Vedo il viso di Giulia illuminarsi quando vede il piercing ai capezzoli..((Woowww.....adesso vado ad indagare))...Da quando è arrivata la cliente nuova non ha staccato gli occhi da Giulia..mmmmmm...mi sembra molto atratta...sta a vedere che la serata si ravviverà!!!!....Giulia va a sedersi vicino....vedo che iniziano a chiacchierare,il rumore dei phon non mi fanno sentire cosa si dicono....ma penso già a come gestire il fine giornata.....aspetto come un complice un cenno da Giulia.(siamo una coppia di sadici ben affiatati)....Bastano 20 minuti di chiacchiere,Giulia mi strizza l'occhio come segno di ok.....BENE!!!....mi metto in moto....io Giulia e la cliente nuova dobbiamo rimanere da soli....do ordini alle assistenti sul lavoro da eseguire, mi devono fare le pieghe alle 4 amiche e possono andare ...mi occuperò io della cliente nuova visto che siamo già quasi fuori orario per loro...però domani devono arrivare 15 minuti prima per le pulizie....dico alla receptionista di fare la chiusura della cassa e poi puo' andare pure lei , le ricevute delle 4 amiche sono già state registrate.......finito l'ultima piega mi avvicino a Giulia e la nuova cliente....addirittra è Giulia a fare le presentazioni......(( Ti presento Anna.....una schiavetta impertinente e curiosa....))....Bene!!.vedo che siamo già diventate intime..(mentre guardo Anna con uno sguardo severo) Io sono un Master e amo addestrare schiavette impertinenti e curiose...come la mia amica Lady Giulia...ma penso che tu lo sappia di già!!!....TRA poco rimarrai sola con noi....e ci occuperemo di te!!....Anna ha un fremito e le gote si arrossano....""Come desiderate miei Padroni""...Vai ad indossare il chimono nello spogliatoio,levati la maglietta ma non i pantaloni...Anna si alza e va nello spogliatoio...intanto io vado a controllare le pieghe delle clienti.....Dopo 15 minuti finalmente siamo soli.....abbasso le serrande e il gioco inizia.....Anna è visibilmente eccitata....Giulia è al settimo cielo.....la vedo prendere per i capelli Anna e trascinarla sulla poltrona da taglio....(( OK....vediamo di capirci)) Con un gesto veloce le mette i seni in vista....((Il fatto che tu abbia i seni con piercing vuol dire che che hai un Padrone o una Padrona..cosa sei venuta a cercare qui??)) ""Mi ha mandata il mio master,ho commesso delle gravi mancanze,e devo tagliarmi i capelli per punizione""Bene...le metto una mano sulla spalla....Non deluderemo le aspettative di un collega....sarai punita a dovere...""Scusate...Padroni...vi devo chiedere un permesso...mi scappa...devo fare la pipi'....vi prego!""Impossibile...il bagno non è agibile e il bar vicino ha chiuso...te la devi tenere!! ....""NOOOOOOOO...non resisto mi scoppia la vescica...vi prego!!"" Anna scoppia in un pianto di vergogna....Giulia rincara la dose,,..((Smettila di piagnucolare!!...guai a te se ti azzardi ancora a dire di no ad un nostro ordine...se scopro che una sola goccia di urina uscira' dalla tua vescica ti faro pentire di essere nata""Anna ha il viso paonazzo e a stento trattiene i singhiozzi,con naturalezza accavalla le gambe per trattenere i pulsi della vescica..Giulia la guarda duramente..((Ma allora o la fai o ci sei...)) Con le dita le prende i capezzoli e li strizza((Apri le gambe!!))..Prontamente Anna apre le gambe..Giulia prende le corde usate dall'imbianchino e lega le gambe allargate alla poltrona...fissa le mani ai braccioli ....Giulia è bravissima nel bondage...con la rimanente corda lega il generoso seno di Anna fissandola allo schienale...il seno si gonfia e i capezzoli inanellati sembrano esplodere...Anna è eccitatissima..la vergogna del suo bisogno impellente ed il bondage la portano ad un passo dall'orgasmo....Ora sei pronta per il taglio,prendo una mantella e la fisso al collo stringo bene....Se fossi il tuo Master ti raserei tutta...CALVA...""L'ordine del mio master è di radere tutto...non vuole piu' vedere un pelo sul mio corpo...ma vi prego non fatelo...vi supplico...""...Ancora a supplicare??' Basta!!...Inizi ad infastidirmi....sei arrivata senza appuntamento con la vescica piena e volevi svuotarla nel mio bagno,PISCIONA!...E ancor piu' grave vorresti mancare all'ordine del tuo master??Anna abbassa gli occhi...""Scusate...non succederà piu'....merito di essere punita per le mie mancanze...scusate Padroni""...Giulia sadicamente inizia a toccare tra le gambe della schiava...sempre piu' energicamente...Anna si morde le labbra..per l'accitazione e per trattenere i liquidi....Io pettino i lunghi capelli....li lego con un elastico in una coda di cavallo.....prendo le forbici....Giulia si posiziona sulla mensola..appoggia i piedi sulla poltrona....spalanca le gambe davanti ad Anna.....si alza la gonna...((Adesso mi godo lo spettacolo...mentre vieni rasata io mi masturbo...qui davanti alla tua faccia...Il respiro di Anna diventa profondo..non penso che nella sua carriera di schiava si sia mai trovata in una situazione cosi eccitante....legata alla poltrona...con la vescica che sta per esplodere...una bellissima Mistres davanti a lei mentre si masturba e la umiglia...un Master con i sui capelli in mano...delle forbici pronte a recidere la chioma curata e fatta crescere per anni....Anna inizia a gemere per il piacere....Le forbici mordono la massa di capelli....l'operazione dura alcuni secondi....finalmente 60 cm di coda vengono posati sulla mensola.....Anna ha chiuso gli occhi....li riapre solo quando sente il ronzio della macchinetta....Giulia si masturba guardando sempre in faccia la schiava..non si perde un attimo dell'umiliazione che sta subendo..leggendo sul viso le emozioni ....Spingo in avanti la testa..posiziono le lame della macchinetta alla base della nuca e salgo ...ciocche di capelli cadono sul pavimento....sento la pelle di Anna fremere e non solo per il passaggio della macchinetta...sta godendo...quando rado la fronte all'unisono vengono entrambe...con un rantolo sia la schiava e la sua Mistres vengono travolte dal piacere....dall'inguine vedo allargarsi una larga macchia scura...la vescica di Anna ha ceduto!!...Venendo si è pisciata addosso!!...si sente l'odore acre dell'urina..Anche Giulia ha visto .....e ha un'altro orgasmo ancora piu' forte....Anchio mi fermo un'attimo...la scena è veramente forte...mi sento esplodere il membro...ma mi trattengo...arriverà il momento giusto...Rado completamente il cranio...ci sono capelli ovunque.....posata la macchinetta prendo il viso di Anna stringendole le guance e guardandola nelle pupille.le sibilo...HAI FATTO UNA COSA GRAVISSIMA...HAI SPORCATO DI PISCO LA MIA POLTRONA DA TAGLIO....IMMAGINA UNA PUNIZIONE TERRIBILE..E SEI ANCORA LONTANA MILLE MIGLIA DA QUELLO CHE HO IN MENTE PER TE!!!...Intanto la vescica continua a liberarsi...ormai il piscio gocciola dalla poltrona sul pavimento mischiandosi ai capelli appena tagliati.....Prendo la schiuma da barba e insapono la cute....inizio a rasare con precisione..Giulia dopo lo sconquasso dell'ultimo orgasmo si è ripresa...e inizia ad inveire e insultare Anna...((PISCIONA....MAIALA....ti avevo avvertita ....guardati che schifo...hai tutti i jeans inzuppati di piscio...sei penosa....hai fatto quello che non dovevi fare...ora ti pentirai di essere nata....))..Mentre pulisco il rasoio.le molla uno schiaffone a mano aperta...Giulia per favore prendi quel carrello ci sono cose utili per far capire alla schiava chi comanda...sembra non l'abbia capito ancora bene..bellemente ha disubbidito....pisciando come una fontana...e godendo come una sgualdrina!!...Finisco di pulire ogni traccia di pelo...incluse le soppraciglie...""LE SOPPRACIGLIE????" Ripete Anna spalancando gli occhi.....SI ..Non devi piu avere un solo pelo su tutto il corpo..ricordi??Con il rasoio passo a secco e rado tutto...ora il viso e la testa di Anna è liscia e pulita!!...Tolgo la mantella e la slego..Spogliati..togliti sti pantaloni puzzolenti...Giulia passami un bigodino grande...quello con le punte lunghe...(rivolgendomi ad Anna)..tu allarga le gambe....con forza spingo il bigodino nel sesso ..Giulia tappa la bocca di Anna impedendole di urlare....ora tirami giu' la patta dei pantaloni e fammi godere con la bocca...dopo con la lingua..leccherai tutto il tuo pisco...voglio vedere la poltrona e il pavimento lucido e questo è solo l'inizio...dopo verrai con me e Giulia nel mio appartamento dove ci sono fruste e altre cose utili per la tua punizione,ti avevamo promesso una punizione esemplare....e una promessa di master..e sacra!! ----------------------BARBERMASTER------------------ TAGLIO IN DIRETTA
I clienti stavano consumando il loro caffè al banco e la giornata per me era appena cominciata, l'Elisa era arrivata da poco e mi pareva che fosse anche in ritardo, un saluto e diritta alla Macchina del caffè per servire Giorgio che non è una lagna da poco ... La TV era accesa sul 5 e già mi ero assorbito il telegiornale della Rivetta (che adoro) e mi facevo qualche viaggio se l'avessi potuta invitare a cena, l'Elisa lo sapeva e mi guardò con una gelosia curiosa. Anche la Pierobon con il suo nuovo taglio carré di classe non era niente male e già in mezzo alle gambe sentivo qualche segno di "Leo" (così lo chiamo)Ö La Ruta invece non la tengo, odio le sue entrate trionfali da donna vitale, forse perché a quell'ora non è che sia molto sveglio e il mio umore ne risente ... non ho mai "sfangato" le donne con la chiacchiera facile ma la sua trasmissione non è niente male alle 9 di mattina quando in studio arriva lui ... . il mitico Michel, curatore di immagine dalla forbice facile e lo adoro ancora di più quando non fa altro che criticare le donne che deve trasformare. Davanti a lui quella mattina c'era una ragazza di 32 anni che ora non ricordo il nome e in studio c'era anche il marito, non era male ma neanche gnocca: era abbastanza magra e il suo viso era comune ma dalla forma triangolare, i suoi capelli lunghi fino a sfiorarle il seno erano neri corvino e lisci, Michel prese la parola: "Non male ma qui non va bene ... guarda che roba ... ecco, taglierò in diretta." Quando disse così, Leo aveva già sentito e già mi rammaricavo del fatto che il videoregistratore l'avevo portato a casa ... e non potevo salvare l'opera di bene che Michel avrebbe fatto. "Cazzo!" dissi. "Cosa?" mi rivolse la mia barista. "Niente ... parlavo da solo ... " le risposi. Erano passati 20 minuti e la Ruta interruppe il suo parlare a vanvera per dare l'eurovisione a Michel. La ragazza portava la classica mantellina di leopardo che Michel mette a tutte le sue vittime, i capelli erano già bagnati e lui aveva già la forbice pronta. ZZZZZAC! "Tagliamo!" disse. Tagliava ... vedevo che tagliava e all'altezza del mento i ciuffi stretti nelle sue mani venivano decapitati e gettati con forza per terra. Volavano ... e dopo 4 o 5 sforbiciate la vittima prese la parola: "No Michel, basta ... " La Ruta subito rispose: "Michel, non era mai successo ... c'è una protesta ..." "No, no taglierò ... "rispose. La Ruta diede voce al marito: "Io li preferivo lunghi ... " Io ero di sasso e quei pochi clienti che erano spettatori erano tutti fissati alla tv. "Come godo ... taglia tutto ... " disse l'Elisa. Tant'è che pensai che fosse una hair-lover come me, non a caso forse cambia cos" spesso taglio di capelli. Due anni fa li portava fino al culo, l'anno scorso si rapò a zero e ora sfoggiava un carré al mento con nuca corta. Con il fisico che Dio poi le ha dato, vederla e scoparla ... è uno spettacolo! Intanto Michel continuava e anzi forse indispettito dal commento prese con una mano una folta ciocca e con le forbici la recise sotto il primo piano della telecamera. Nella mia testa intanto balenavano luci fortissime, me sembrava che i colori si fossero alterati e il mio cuore accelerò improvvisamente(questo non l'ho mai capito),a 60 anni forse rischierò un infarto ma forse noi hair-lovers potremmo scopare fino alla morte, Magari con l'Elisa ... Non dava l'idea che Michel volesse tagliare proprio tutto perché dietro lo scalpo rimaneva, avrei preferito vedere la coda unica che veniva recisa con fatica dalle sue mani. "No Michel ... basta ... BASTA!!" alzò la voce. Ma ormai non si sarebbe fermato e sembrava divertito. ZZAZAZAC! "Ti lasciamo lavorare Michel" pronunciò la Ruta. " Maledetta ... " pensavo fra me e me. Leo ero tutto in forza laggiù e premeva contro i jeans ... guardai l'Elisa. "Cosa c'è?" mi disse. "No ... niente." Alle 9 e mezza si vide il risultato di Michel: un carré sfilato non cortissimo, evidentemente non mi sbagliavo. "Poteva farli anche più corti, mi sembra che stesse meglio prima ... " disse la barista. E i miei dubbi aumentavano. "A me andavano bene anche lunghi." Rispose il marito come dire che faceva schifo. Lei sembrava che sorridesse per forza, ma disse che era contenta, "Sei andata bene ... se ti prendevo sotto io," pensavo. Finito lo spazio di Michel spensi la TV e ora, ogni volta che guardo quella splendida mia barista dal fisico da nuotatrice penso ... ma continuerò a pensare. Anche se ,quando non si può guardare allo specchio per i capelli in disordine, prende le sue mani, prende una ciocca e imita Michel ...
Un Pomeriggio. Era tanto tempo che ci pensavo, rinviavo sempre, ma oggi pomeriggio ho deciso di radere la mia testa, erano passati 4 anni dall'ultimo taglio di capelli, li avevo molto lunghi ormai. Ma recentemente. Li avevo già rasati una volta, ai tempi della scuola e mi piaceva la convivenza con la mia testa calva e liscia. Arrivai a casa dal lavoro verso le 14 ed aspettai il mio fidanzato, volevo che mi facesse alcune fotografie da tenere come ricordo. Presi la macchinetta elettrica dall'armadietto, e misi una sedia in mezzo alla stanza. Non volevo farlo davanti ad uno specchio, avevo pensato che fosse meno traumatico non vedere tosare via tutti quei capelli. - "Pronto?" chiesi al mio ragazzo - "Pronto" , rispose esitando, forse a lui dispiaceva dire addio ai miei capelli lunghi. Prese la macchinetta e la accese, sentii il suo ronzio, feci un respiro forte e lui fece un primo passaggio decisivo, spinse la macchinetta nella parte destra della mia testa, Li sentii radere via, e ho pensai che ormai non potevo più tornare indietro, i capelli caddero su di me in continuazione. Ero sorpresa di quanto era stato facile rinunciare ai capelli lunghi, mi ricordo che sentii il vento entrare dalla finestra e accarezzare la mia pelle rasata. Poi il mio fidanzato lavorò nella parte posteriore della mia testa, gli dissi di dare dei bei colpi alla nuca mentre io tenevo il resto dei capelli alzati. Nella parte sinistra dietro al mio orecchio avevo una treccia di colore blu che mi ero fatta durante un viaggio, decisi di tenerla, quindi il mio ragazzo passò la macchinetta intorno alla treccia senza reciderla. Ora mi passava la macchinetta sulla parte sinistra, era incredibile come in alcuni secondo i miei capelli fossero diventati cosi corti, ora la mia parte sinistra era uguale a quella destra. Toccava alla parte migliore, quella superiore! ha cominciato a tagliare dal centro. Ero rasata, mi alzi e guardai la montagna di capelli che erano stati tagliati, presi la macchinetta al mio ragazzo e andai in bagno a ripassare alcuni punti dove sembravano più lunghi, ero contenta di quello che vedevo, vedevo la pelle della mia testa, c'era solo un manto scuro. Il mio ragazzo uscì per andare al lavoro e io uscii di casa eccitatissima e andai da un barbiere per fare radere completamente la mia testa a lametta. Il barbiere schiumò la mia testa e raschiò via quello che era rimasto, Quando ebbe finito mi complimentai per il suo lavoro, pagai e mi guardai con ammirazione allo specchio vedendo la mia testa rasata e lucida, non posso credere di aver passato 4 anni senza queste sensazioni...
UN SABATO SERA ALTERNATIVO (atto terzo) Atto primo: La signora Gilda e le due aprendiste. Atto secondo: Il Matrimonio. Compagne nel lavoro e nella vita: la relazione tra Simona e Francesca proseguiva e la signora Gilda l'aveva ben accolta. Anche la clientela si era dimostrata matura e non trovava nulla da ridire, poichè le due giovani erano competenti e gentili ed era questo che contava. Capitava che nel retrobottega si lanciassero degli sguardi languidi e pieni d'amore ed allora era la signora Gilda a toglierle d'impaccio: "Suvvia ragazze, non cade mica il mondo se vi date un bacio!". E loro l'"accontentavano" prontamente. Restavano due belle ragazze, nessuna delle due aveva qualcosa di mascolino, entrambe erano originariamente eterosessuali: le circostanze le avevano portate ad innamorarsi l'una dell'altra, Simona per prima, poi Francesca, titubante all'inizio, aveva accettato. Una sera era capitato , mentre rincasavano, che due ragazzi si fossero messi a seguirle e a fischiar loro dietro: per farli desistere dal loro intento si erano improvvisamente fermate e si erano scambiate un bacio inequivocabile. "Cazzo, abbiamo beccato due lesbiche!" "Riprovate e sarete più fortunati" era stata la loro risposta accompagnata da una sonora risata. ****** Francesca camminava su e giù per l'appartamento a piedi nudi e con il vasetto di nutella e il cucchiaino in mano: stava preparando l'ultimo esame prima della tesi ed era un po' nervosa. Simona, vedendola così, le disse: "Ehi, Francy, ma hai proprio bisogno di tutta quella cioccolata? Non avrai mica una crisi sentimentale? Forse io non ti basto più?" "Non dire cazzate Simo".Francesca si era seduta sul divano e cominciò a strofinare il suo piede scalzo sulla gamba di Simona, poi la trascinò a sedere accanto a sè: "Vieni, mangia anche tu" e affondando il cucchiaino iniziò ad imboccare l'amata. Dopo un poco appoggiò il vaso sul tavolino: "Simo non devi dubitare, io ti amo tantissimo "Anch'io ti amo tantissimo, Francy". Ne seguì un bacio alla nutella meraviglioso, con la morbida crema che passava dalla bocca dell'una a quella dell'altra. Il loro amore era nato la notte precedente al matrimonio tra Manuela e Gianni ai quali erano molto legate, tanto che erano entrate a far parte della loro compagnia di amici che le avevano accolte volentieri e le trattavano come una coppia a tutti gli effetti. Gianni e Manuela erano una gran bella coppia, ben assortita ed innamorata. Manuela seguiva il marito nel lavoro e gli dava una mano con i computers; prendeva la pillola ed era cura di Gianni segnare i giorni sul calendario, affinchè non se ne dimenticasse: una complicità perfetta. Del loro gruppo di amici facevano parte anche Marta, una ragazza bionda dai bei lineamenti e dai capelli che le sfioravano le spalle, magra e di media altezza, carina e Laura, una brunetta un po' timida ma splendida, lineamenti regolari, nasino ben disegnato, sguardo espressivo, capelli lunghi con riga nel mezzo. Tutti si chiedevano perchè mai non avesse fatto la modella. Francesca, Simona e Manuela con i loro tagli cortissimi avevano giurato di convertire anche le due amiche che parevano non volerne sapere. Con una scusa qualsiasi avevano dato loro appuntamento nel negozio un sabato sera: volevano provare l'ebbrezza di una pizza nel salone, senza mariti o fidanzati: l'unica coppia ammessa era ovviamente quella formata da Simona e Francesca. Marta e Laura erano arrivate con le pizze: "Olà ragazze, siamo qui!" "Era ora, credevamo voleste giocarci uno scherzo". "Oh no!-fece Marta-ma c'era molta gente davanti a noi". "OK, ma adesso mangiamo!" la pizza era particolarmente saporita e l'atmosfera si era fatta decisamente allegra. "Cazzo, ce ne vuole di fantasia per organizzare una serata così!" esclamò Marta "Lo dobbiamo prendere come un complimento?" "Non lo so, ma l'originalità non vi fa certo difetto". Finita la pizza, venne l'ora della fumatina. In quel frangente, mentre porgeva la sigaretta a Marta, Manuela disse: "Ehi Marta, sempre uguali questi capelli! E' ora che tu cambi, cazzo. Voi che ne dite, parrucchiere?" "Concordiamo pienamente!" risposero all'unisono Simona e Francesca. "Mah, ci penserò" "Potremmo pensarci noi adesso!" "Di sabato sera dopo una pizza qui dentro! Volete proprio essere originali fino in fondo. Siete proprio strane". Laura fumava la sua sigaretta in silenzio, non aveva praticamente aperto bocca fino a quel momento, ma un brivido iniziò a percorrerle la schiena. "Forza Marta, dai!" la incoraggiò Francesca, mentre Simona stava già preparandole la sedia. "E va bene, va bene; sentiamo il consulto" sospirò Marta. Le luci del salone si accesero, Marta si accomodò poco convinta. Simona iniziò a spazzolarle i capelli "Cazzo Marta, che disastro! Sono fini, si spezzano e di un colore scialbo. Qui ci vuole proprio il nostro intervento!" "sì, è proprio vero-confermò Francesca-Fase uno:il lavaggio!". Il lavaggio procurò a Marta un gran piacere; lo aveva già fatto quella mattina stessa, ma la mano magica di Simona era diversa. Poi lo shampoo e l'asciugatura... "Fase due: il colore!" cinguettò Francesca "Qui ci vuole un bel rosso che sostituisca questo biondo insignificante". "Va bene, dai, vada per il rosso" disse Marta che dimostrava di stare al gioco. Nel frattempo era stata avvolta nella mantellina. La fase della tintura le sembrò interminabile; era la parte più complessa ma alla fine il risultato fu eccellente. "Siete davvero brave, complimenti!" disse Marta. "Fase tre: il taglio!" esclamò Francesca non lasciandole finire la frase e, afferrate le forbici, tagliò l'aria con esse. "No, ora basta!" protestò Marta. "Eh no, cara! Guarda che la tintura non risolve il problema dei capelli fragili!" "Vi prego: non troppo corti, solo una spuntatina!" supplicò Marta. "Diciamo una spuntatona!" sogghignò Francesca. Iniziò a pettinarla, lei era bravissima, ed infatti Marta si rilasò subito. Non appena chiuse gli occhi, anche la forbice si chiuse sulla sua frangia. "Zac, primo taglio!" fece Francesca con voce allegra. Laura, che assisteva alla scena vicino a Manuela, disse a quest'ultima:"Ma quanto glieli taglierà?" "Aspetta e vedrai". Francesca lavorava svelta con le forbici, i capelli di Marta cadevano sulla mantellina in continuazione. "Basta, basta ora!" "Buona, buona che stai diventando bellissima". In breve Francesca tagliò i capelli di Marta non più lunghi di tre centimetri. Questa volta non voleva esagerare, ma scolpire un pò la nuca sì; prese quindi il rasoio a mano. "Che cazzo stai facendo adesso?" chiese sorpresa Marta "Ti rifinisco un attimo la nuca". L'opera ora era compiuta: un bel taglio alla garçonne con orecchie scoperte e nuca corta ma non rasata. Ci voleva però un tocco ulteriore: ecco che Francesca prese il barattolo del gel, ne distribuì un po' del contenuto sui capelli di Marta e cominciò a distenderlo con le dita per dare un effetto bagnato e leggermente sparato. "Fine!" disse trionfante Francesca togliendole la mantellina. Simona e Manuela applaudirono convinte, Laura no. Marta si guardò allo specchio che le restituì un'immagine molto più fresca e moderna davvero adatta ad una ragazza della sua età. "Sei diabolica, ma hai fatto proprio un bel lavoro!" disse rivolta a Francesca che sorrideva compiaciuta facendo ampi cenni di assenso con il capo. Laura, capita l'antifona, cercò una scusa per andarsene: "Ragazze, si è fatto molto tardi, io vorrei andarmene" e si avviò verso l'uscita. "Ehi tu, morettina, dove cazzo credi di andare?-la apostrofò Francesca-Vai via così, senza salutarci? Vieni un po' qui". Laura avanzò tremante: "Beh, ciao a tutte...". Francesca le andò incontro, le sollevò dolcemente i capelli, glieli tirò tutti indietro e le disse: "Hai un viso bellissimo, regolare; questa acconciatura da scolaretta non ti dona proprio". "Ma li ho sempre portati così" replicò Laura timida "Appunto, adesso è ora di cambiare" "Ma sono le due di notte..." "Per le amiche noi non conosciamo orari: accomodati!" "Qui?" Laura indicò una delle sedie "Sì, lì va bene". Non aveva mai tagliato i suoi capelli, solo una spuntatina due-tre volte l'anno per regolarli; ora sentiva di non avere più scampo, le lacrime iniziarono a scendere dai suoi bellissimi occhi neri. "Dai, non fare così!-intervenne Simona con tono rassicurante-te li taglierò io". Le porse un fazzoletto "Sì..." farfugliò lei asciugandosi le lacrime e ricomponendosi. "Sì, Simona, ora tocca a te!" confermò Francesca. Simona le mise la mantellina e iniziò a pettinarla, Laura continuava ad essere agitata. Dopo che ebbe finito, si fece passare un paio di forbici da Francesca. "No, non voglio. Un'altra volta" Laura provò a farla desistere. "Buona, stai calma che non sei sul patibolo!" cercò di scherzare Simona e mentre diceva questo le forbici si chiusero e la prima ciocca cadde sul grembo di Laura. "Ecco, così mi piace!" e le diede un buffetto sulla guancia. Laura abbozzò un sorriso; ecco, era il momento di darci dentro! Simona accelerò i movimenti: due, tre, quattro, una dopo l'altra ampie ciocche cadevano sulla mantellina che in breve tempo da bianca che era divenne nerissima grazie ai capelli di Laura che cadendo le fecero cambiare colore. "Sposta un po' la testa...ecco, così, bravissima" zac! e via un'altra ciocca! "Adesso abbassa la testa che te li taglio dietro, così, molto bene" ed anche la nuca della ragazza piano piano si scoprì mettendo in risalto il suo bel collo sottile. Ora poteva anche andare: Laura aveva i capelli belli corti e finalmente il suo viso bellissimo era adeguatamente valorizzato. Ma Laura era troppo bella, appunto: si poteva osare di più! Simona accese il rasoio elettrico e lo regolò, Francesca intervenne e modificò la regolazione, spingendola vicino al livello massimo e le suggerì sottovoce: "Faglieli a spazzola, che ha il viso adatto!" Simona assentì con la testa. Laura, al rumore del rasoio, aveva avuto un fremito, quasi uno scatto in avanti come se volesse fuggire, ma Simona le aveva messo una mano sulla spalla e l'aveva nuovamente rassicurata: "Su da brava...ora sentirai che bello". Le spinse dolcemente in avanti la testa: non appena le lame del rasoio furono a contatto con la sua nuca a Laura venne la pelle d'oca per la piacevolissima e inaspettata sensazione che provò. Simona se ne accorse e ripetè più volte i passaggi finchè a Laura rimase ben poco sulla testa. Poi il rasoio tacque ed il risultato fu sotto gli occhi di tutte: Laura era bellissima, i suoi capelli quasi a zero, un taglio alla Salemi, stupendo. Un fragoroso applauso ruppe il silenzio e tutte si complimentarono con Simona e abbracciarono Laura, divertendosi a gettare a terra i capelli tagliati e a far tornare la mantellina al suo colore originale. Laura riuscì a guardarsi allo specchio: sì, non aveva quasi più capelli, ma si rese conto di essere quanto mai femminile e bellissima. Quell'aria da scolaretta era sparita ed era stata sostituita da un'immagine fresca e grintosa che ben si accompagnava alla dolcezza del suo viso. Poi pensò alla splendida sensazione che le aveva dato il rasoio: l'avrebbe sicuramente riprovata in seguito. Ora le veniva quasi da ridere: "Ma adesso sono io quella che li ha più corti, cazzo!" "Eh sì,cara!" risposero in coro le altre. Riordinarono tutto e tornarono a casa. Albeggiava. *****+ Qualche tempo dopo Manuela incontrò Marta che aveva qualcosa di importante da dirle: "Manuela, ho un annuncio da farti: a maggio io e Francesco ci presenteremo davanti all'ufficiale di Stato Civile e ci sposeremo!" "Ma è fantastico!" "Sì, è fantastico e vorrei che tu e Gianni mi faceste da testimoni". Manuela abbracciò l'amica e le disse: "Ne sono lusingata Marta. Accetteremo sicuramente e poi mi fa sempre piacere tornare nel luogo dove anch'io mi sono sposata". "Ma le novità non sono finite" continuò Marta. "Che c'è ancora? Dai , non tenermi sulle spine!" "Laura ha trovato un fidanzato. Sai, li ho visti insieme e sono davvero innamoratissimi". "Davvero? Prima i ragazzi non osavano dichiararsi perchè temevano di non essere all'altezza, la sua innata timidezza faceva il resto. Sono davvero felice anche per lei!". La premiata ditta Simona e Francesca aveva colpito ancora! FRANCESCO DELLA CARDARELLI UNA LUNGA ESTATE CALDA Marta era uscita di buon'ora. Era una mattina di piena estate e doveva andare alla stazione a prendere due amiche che sarebbero venute a farle visita, Antonella e Valeria che avevano appena finito la loro tornata di esami all'Università. Un luglio caldo come era giusto che fosse. l'estate calda e senza piogge che da due anni i meteorologi prevedevano pareva finalmente essere arrivata. L'anticiclone delle Azorre si era posizionato dopo la prima decade di giugno ed una primavera capricciosa e non voleva saperne di cedere il passo alle perturbazioni atlantiche. E le previsioni a medio termine erano confortanti: ancora sole, caldo e belle giornate senza nemmeno un temporale passeggero. Il tipo d'estate ideale per Marta che odiava i temporali e le piogge estive che portavano un anticipo d'autunno. Quella era l'estate che avrebbe sempre voluto: novanta giorni di caldo secco e di sole, sole, sole. Era la sua prima estate da sposata e la considerava di ottimo auspicio. L'avrebbe trascorsa tutta intera in città, ma la cosa non le pesava affatto, poichè aveva Francesco accanto a sè e questo le bastava eccome. Al pomeriggio si metteva in bikini e prendeva il sole nel terrazzo dell'appartamento all'ultimo piano dove abitava, in santa pace, senza telefonini che squillano, bambini dispettosi che ti tirano la sabbia o venditori ambulanti che non ti lasciano prendere sonno. la tintarella di città non aveva nulla da invidiare a quella della spiaggia. Francesco era un marito premuroso e innamorato: arrivava tutto d'un tratto mentre lei ancora prendeva il sole, le slacciava dolcemente il reggiseno e glielo toglieva, le carezzava i capelli cortissimi che adorava e che le aveva "proibito" di far ricrescere, le faceva il solletico sulle piante dei piedi.Lei allora lo rimproverava scherzosamente e lui per farsi perdonare le metteva dinanzi un vassoio fornito di spruzzatore d'acqua fresca, bibita con ghiaccio e cannuccia, sigarette ed accendino. Gli piaceva coccolarla e lei ne era lusingata. Se poi avevano voglia di un bagno, c'era la piscina all'aperto dove si poteva fare vita da spiaggia.E la sera passeggiate romantiche, sosta in gelateria, cinema all'aperto; la città era affascinante e più vivibile, se ne potevano cogliere degli aspetti che durante il resto dell'anno sfuggivano. E poi coloro che vi rimanevano ne sembravano quasi i custodi nell'attesa del grande rientro dei vacanzieri. E la notte uno dei due quasi a turno si alzava e spegneva il condizionatore: era il segnale che era ora di fare l'amore, il momento in assoluto più bello della vita di coppia. Marta camminava verso la stazione: le piaceva farlo in quell'ora ancora fresca che precedeva un'altra splendida giornata. Aveva un abbigliamento decisamente comodo e consono: maglietta, bermude e ciabatte infradito nere e, vista la scarsità del traffico, raggiunse ben presto la meta e acquistò il giornale all'edicola. Poi si diresse al binario e aspettò il treno proveniente da Milano che giunse puntuale. Poche persone ed ecco le due amiche. M: "Ehi ragazze, sono qui!" A: "Marta, Marta, dove sei?" M: "Sono qui, non mi riconoscete?" A: "Ma sei proprio tu? E i capelli?" M: "I capelli li porto così, ora. Con questo caldo sono davvero a mio agio!". Valeria era bionda, una bella ragazza con capelli mossi che aveva raccolto a coda di cavallo. Venticinque anni, iscritta a Giurisprudenza con discreti risultati. Oltre allo studio aveva numerosi interessi: la discoteca, dove faceva la cubista, e tanto sport: palestra, tennis, sci che le avevano scolpito a meraviglia il fisico. Amava godersi la vita e collezionare avventure con i ragazzi. Antonella frequentava la stessa facoltà, ma, pur essendo di quattro anni più giovane, aveva quasi raggiunto Valeria, che se la prendeva decisamente comoda, negli esami; d'altra parte dedicava allo studio molto più tempo dell'amica, negandosi alcuni piaceri della vita: usciva una, massimo due sere a settimana, gite al mare d'estate e qualche week end in montagna d'inverno per sciare erano tutto ciò che si concedeva: anche lei comunque era davvero bella e con un bel fisico, sebbene non fosse propriamente una sportiva. Un compagno di facoltà, Roberto , le faceva una corte serrata e lei era quasi tentata di cedere, visto che lo considerava un tipo interessante. I suoi capelli erano lunghi fino quasi al fondoschiena, lisci e setosi. Loook giovane con camicetta bianca, pantaloni fuseaux e sandali aperti, mentre Valeria sfoggiava canottiera, shorts e sandali infradito. "E allora sposina, dove hai la macchina?" disse Valeria M: "La macchina? ma sono venuta a piedi, io. Mi piace camminare per la città!" V: "Sì, ma noi abbiamo viaggiato ed ora tu ci fai camminare, cazzo!" M: "Dai su, che così vedete un po' la città!" Arrivarono a casa di Marta. "Che caldo, certo che quest'anno l'estate fa davvero il suo dovere!" constatò Valeria. M: "Sì, era ora, speriamo davvero che continui. Io odio pioggia e temporali" V: "Anch'io se è per quello, l'estate è bella così" A: "Concordo pienamente" M: "Sedetevi che vi mostro le foto del matrimonio". V: "Oh, che belle! Ma avevi già tagliato i capelli prima" M: Sì, tre amiche premurose mi hanno conciato per le feste, vi racconterò in che modo!" Antonella si soffermò sulle foto: "Che bel marito! Dov'è ora?" M: "E' fuori casa, ma quando rientra ve lo presento" A: "E che bella sala consiliare! Avevi fatto mettere anche i fiori. E poi dicono che il matrimonio civile è squallido. Sai, anch'io vorrei sposarmi in municipio, ma mi sa tanto che ci metterò più di un anno a convincere i miei, quando sarà l'ora". Marta offrì loro del te freddo, Valeria aprì la borsetta e ne estrasse le sigarette: "Ehi Marta, posso fumare una sigaretta?" M: "Certo cara" V: "Mi faresti compagnia? Tu fumi?" M: "Sicuro, volentieri!" V: "Meno male! Pensa che per tutto il viaggio ho invano cercato di corrompere la ragazza dai sommi principi che è qui con noi: non c'è stato verso e io detesto fumare da sola quando sono con altri" A: "Ma lascia perdere..." M: "Ok, ora ti faccio compagnia io, così siamo due contro una". Valeria le porse la sigaretta e gliel'accese. Antonella cominciò a toccarsi i capelli e a guardarsi in giro imbarazzata. Marta disse:"Veramente queste sono un po' forti. Io ho anche quelle più leggere". Prese il pacchetto e lo porse ad Antonella: "Prova a fumare una di queste" la ragazza tentennò, ma Marta insisteva garbatamente A: "E va bene, altrimenti sono in minoranza" e accettò l'offerta di Marta che accese. V: "Guarda un po' questa" M: "Ci vuole garbo, Valeria! Non puoi minacciare le persone, cazzo" Antonella si mise in bocca la sigaretta per tirarsi su i capelli " Marta, avresti mica un fermaglio? Fa caldo e vorrei tirarli su" M: "Spiacente, ma non ne ho più; d'altronde non mi servono" disse accarezzandosi i capelli. A: "Ma c'è un caldo infernale, cazzo!" A Marta venne un'idea: "Scusatemi, devo fare una telefonata" e chiamò Simona e Francesca che non erano ancora andate in ferie:" Per questa sera? Ottimo!" Il pomeriggio trascorse velocemente: le tre giovani dopo aver pranzato presero il sole sul terrazzo tutte insieme. Le due ospiti fecero la conoscenza di Francesco, marito di Marta. A differenza di Valeria e Antonella che avevano proseguito gli studi, Marta, dopo la maturità classica aveva preferito lavorare come commessa in una bottega di prodotti cosmetici. Ora che si era sposata il suo sogno era quello di far carriera nel campo della cosmesi, diventando magari responsabile marketing di qualche nota Azienda del settore. Suo marito approvava, gli piaceva che Marta fosse ambiziosa e non lo spaventava il fatto che volesse diventare una donna in carriera; era anzi convinto che se Marta avesse centrato i suoi obiettivi professionali, la loro vita di coppia ne avrebbe tratto giovamento, senza pericolosi sensi di frustrazione. Figli? Nessuno dei due ne sentiva l'esigenza, stavano benissimo così, loro due soli: una bella coppia moderna. Marta diede un bacio al marito: "Amore, io esco un attimo con le mie amiche, le accompagno a fare un giro. Tu vedi di preparare la cena" "Ricevuto!" rispose Francesco sorridendo. L'incombenza per quella sera sarebbe toccata a lui. Salirono sulla Golf di Marta che le portò direttamente al Salone di Simona e Francesca con la scusa di fare la reciproca conoscenza. Memore dello scherzo che avevano giocato a lei e Laura quell'inverno, voleva provare a farlo a sua volta alle amiche. M: "Scusatemi, ma non ho resistito alla tentazione di portarvele: trattatemele bene, mi raccomando!" Le rispose Francesca: "Figurati, in questo periodo non c'è proprio un cazzo da fare. Te ne sono grata". "Anch'io" le fece eco Simona. Con una scusa banale, Marta se ne andò, promettendo che sarebbe ripassata più tardi a riprenderle. Valeria e Antonella si indignarono un poco, ma Simona e Francesca le misero subito a proprio agio mostrando loro il salone. Antonella cadde nella "trappola": "Ragazze, avreste mica un fermaglio? Sto morendo dal caldo". Simona strizzò l'occhio a Francesca: "Noi avremmo un'idea migliore, vero amore?". Francesca annuì sorridendo. Valeria e Antonella ci capivano sempre meno e la loro indignazione verso Marta si trasformò in rabbia: "Che divertimento ci trova a farci questi scherzi del cazzo?" sbottò Valeria ad alta voce. Francesca e Simona compresero la situazione e spiegarono alle altre due la loro storia: come si erano conosciute, come erano diventate amiche, come si erano innamorate. E soprattutto come fossero felici e non avessero alcun rimpianto. Valeria parve sollevata e si scusò per l'uscita di poco prima: "Scusatemi, è stata una reazione istintiva. Siete davvero una bella coppia!". Simona e Francesca ringraziarono e si sfiorarono le labbra con un bacio. Simona ruppe gli indugi: "Cazzo, ragazze si sta facendo tardi!" e avvicinatasi a Valeria aggiunse:"Complimenti per il tuo look audace, sai che potresti migliorarlo?" V: "Trovi? e come?". Le indicò la sedia e Valeria sedette. Simona le sciolse la coda: "Hai dei bellissimi capelli, sai?" V: "Grazie!" S: "Però non sono propriamente alla moda, potresti osare di più!" V: "Davvero?" S: "Sì, lascia fare a me" V: "Ok". Simona rimase sorpresa da tanta disponibilità e ne approfittò subito. Prese a pettinare i capelli di Valeria che sembrò divertita dalla cosa. S: "Tutto ok?" V. "Sì, tutto ok!". E in quel momento chiuse la forbice sulla frangia di Valeria. E riprese a pettinare e poi a tagliare, sollevava e tagliava davanti, ai lati e dietro. "Tutto bene?" "Sì". Era giunto il momento della prova del nove. Simona afferrò il rasoio. Se Valeria non si fosse opposta il taglio sarebbe venuto a meraviglia. BZZZZ... la dolce musica si diffuse nell'aria e Valeria non parve affatto spaventata. Simona le spinse in avanti la testa ed effettuò tre passaggi sulla nuca, più due ai lati per rifinire il taglio. Alla fine aggiunse un tocco di classe: prese un ferro arricciacapelli e le fece una leggera permanente sul davanti dove li aveva lasciati leggermente più lunghi. "Finito. Sei stata bravissima!!". Valeria si ammirò allo specchio: quella pettinatura cortissima era decisamente più adatta alla sua personalità e al suo abbigliamento audace. Ringraziò Simona vivamente. Antonella strabuzzò gli occhi: l'amica, quasi irriconoscibile, venne verso di lei sorridendo, ma la ragazza continuava a fissare il pavimento pieno zeppo di capelli biondi. "Che ne dici Antonella, non sono uno schianto?". Non fece in tempo a replicare che Simona si intromise: "Non eri tu quella che aveva caldo?" A: "Sì. L'avete o no un fermaglio?" S: "Un fermaglio? Ma va. Abbiamo un'idea anche per te". Antonella capì perfettamente, Valeria la incoraggiò. Ebbe di nuovo la sensazione di sentirsi in minoranza. A: "Vi fanno gola i miei capelli, eh?" V: "Dai Antonella, è bellissimo. Con questo caldo poi... Facciamo una sorpresa a Marta, su!" A: "Non ho scampo, eh? E va bene-non voleva dimostrarsi paurosa-accetto la sfida!" "Bravissima!" Simona non poteva credere a tanta grazia e si rimise subito al lavoro, Francesca preferì lasciarle campo libero. S: "Che belli questi capelli, com'è bello pettinarli" A: "Sì, ma tu li vuoi tagliare" S: "Sì" A: "E allora vai!". Simona ebbe un'idea: provò a farle un carrè non esasperato, perchè voleva studiare la reazione di Antonella. Così le tagliò i capelli in modo regolare, di media lunghezza. "Finito!" Antonella si osservò, pensò un attimo, infine disse: "E no, cazzo! Voglio provare anch'io l'ebbrezza del rasoio". Simona l'accontentò prontamente e glieli tagliò tanto, veramente tanto, passando più volte sulla sua testa con la clipper e provocando un autentico effluvio sul pavimento. "Abile e arruolata" disse infine. Antonella si guardò allo specchio: ora assomigliava davvero alla ragazza della viennetta Algida. "Così va bene" disse felice di aver vinto la sfida e rivolta a Valeria. "Cosa credevi, che mi mettessi a piangere? ora sto veramente fresca. Grazie Simona". Simona si tirò in disparte e raggiunse Francesca che era uscita un attimo. Valeria guardò l'amica e le disse: "Che matte siamo state... Anto, ti devo confessare una cosa". A: "Dimmi pure" "Tu mi piaci, mi piaci veramente" "In che senso?" Antonella era un po' allarmata. "In quel senso" e le si avvicinò. A: "Non esagerare adesso, sarai solo un po' su di giri" V: "No, sono certissima di quello che voglio, voglio te!". Antonella cercò di allontanarsi: "Tu sei impazzita!" V: "No, sono innamorata!". La sicurezza di Valeria era disarmante ed Antonella rimase come paralizzata dall'incredulità. Valeria le prese dolcemente una mano: "Su, sta tranquilla, io ti amo!" A: "Ma..." Valeria le chiuse la bocca con un bacio, cui ne fece seguire altri sempre più appassionati. Antonella cedette, si lasciò andare e iniziò a ricambiare l'amore di Valeria. Era una sensazione nuova, ma bellissima. Nel frattempo Simona era rientrata, seguita da Francesca. Si fermò sulla soglia: "Che c'è?" le disse Francesca. Simona si voltò e le fece cenno di stare zitta. "Amore, non siamo più sole, io e te. Su, chiama Marta e dille di ritardare che mi è venuta voglia di far l'amore". Francesca capì: "Anche a me. La chiamo subito" e baciò Simona sulla bocca. Una bella notte estiva andava ad iniziare. Marta avrebbe ritrovato le sue due amiche molto più differenti di quanto si sarebbe aspettata. Un'estate lunga, calda, piena d'amore... VACANZE DI NATALE 2001 Alessandra e Nadia sono due grandi amiche, sono state sempre insieme fin dall'infanzia e le loro famiglie hanno sempre passato le vacanze insieme.La prima alta 1.72, magra, bel fondoschiena, occhi castani labbra fini e capelli lisci, rossi, lunghi fino a metà schiena, pari, ogni settimana va dal parrucchiere, lei ci tiene molto. La seconda alta 1.65, formosa, sedere a mandolino e terza piena di reggiseno, capelli riccissimi, di color castano chiaro con colpi di sole biondi, lunghi fin sotto le spalle. Le due amiche decidono di passare le vacanze di natale in montagna, caricano la vecchia panda di Alessandra e partono alla volta di ST Moritz, viaggiando viaggiando il tempo passa e si fa buio, il clima è molto rigido, le temperature di notte raggiungono i -4, uno degli inverni più rigidi degli ultimi tempi. Le due si ritrovano in un tratto di strada in montagna dove non si vede anima viva ed è molto buio quando la vecchia panda comincia a dare segni di cedimento, rallenta, si ferma e il motore si spegne. Ale e Nadia si guardano in faccia e pensano a cosa fare. Scendono dalla macchina e cominciano a dare un'occhiata in giro, vedono un cartello stradale che indica 80 km a ST Moritz, cosa fare?? Non potevano certo farli a piedi e cominciano a preoccuparsi seriamente, la prospettiva non era delle migliori; ma mentre erano in preda alla disperazione Ale nota una luce tra gli alberi ed un sentiero che conduce ad essa. Decidono di percorrerlo, alla fine trovano una piccola baita. "Che fortuna, siamo salve!" - esclamano le due. Bussano alla porta per chiedere riparo per la notte ed ad aprire è un bel ragazzo, i tre si presentano: "Io mi chiamo Nadia, piacere, io Alessandra, e tu?" "Io Marco." Dopo essersi presentate le ragazze spiegano a Marco il loro inconveniente e gli chiedono se potrebbe ospitarle per la notte. Marco fiuta la grande occasione e gli risponde: "Nessun problema, ma sappiate che c'è solo un letto matrimoniale e che io dormo completamente nudo, prendere o lasciare." Nadia e Ale si guardano in faccia, sono indecise, ma non avevano molta scelta, fuori non sarebbero sopravvissute e quindi accettano le condizioni ed entrano nella baita. Marco abita li da solo, la baita era di suo nonno e lui di tanto in tanto sale su a passarci qualche week end o appunto le vacanze di natale. I tre si siedono a tavola, una buona cenetta calda, qualche litro di vino(forse troppo.....) ed è gia l'una di notte. Marco si spoglia, per andare a letto e come aveva detto in precedenza si ritrova completamente nudo e si butta sul letto; le ragazze sono un po imbarazzate, ma forse per colpa del vino e del camino acceso cominciano a sentire caldo anche loro. Marco gli da ancora da bere qualche bicchiere di wisky e il gioco è fatto, cominciano anche loro a spogliarsi e in men che non si dica si ritrovano anche loro nude. Si buttano anche loro a letto e cominciano a toccare Marco, il quale ricambia, poi susseguono i primi baci appassionati qualche altro bicchiere di wisky e addirittura Ale e Nadia cominciano a baciarsi tra di loro. A questo punto le ragazze immaginano che Marco voglia concludere ma lui gli propone di fare un gioco che lo eccita più del sesso stesso. Prima fa sedere le due ragazze su due sedie, poi con del nastro adesivo blocca loro le gambe e le braccia e il collo alla spalliere della sedia, poi pone il nastro anche sugli occhi e sulla bocca delle due ragazze; quest'ultime ancora intontite dall'alcool acconsentono a tutto senza opporre resistenza.Una volta preparate le ragazze come lui voleva prepara in bagno alcuni oggetti che serviranno al gioco: un rasosio elettrico, un rasoio a lama da barbiere e una bacinella che riempie colma di schiuma da barba. La prima a partecipare al gioco è Nadia, Marco la trscina in bagno tirando la sedia e nel frattempo che l'effetto dell'alcool comincia a svanire il padrone di casa da via al gioco e accende il clipper, con una mano tiene ferma la testa della ragazza e con l'altra comincia a rasare da un lato partendo dalla tempia e salendo verso l'alto fino alla riga in mezzo che divideva i capelli di Nadia, in un attimo i suoi bei riccioli cominciano a cadere giu. Nadia aveva bevuto di più di Ale e non si accorge di nulla, il rasoio continua a rasare sempre di lato e in pochi minuti la ragazza di ritrova con mezza testa rasata e mezza con i capelli ancora lunghi. Nell'altra stanza Ale che si era quasi ripresa al rumore del clipper intuisce quello che sta succedendo ma si sente impotente e comincia a piangere, le lacrime scendono da sotto il nastro adesivo e le rigano il viso. Marco intanto abbandona Nadia, prende la baccinella colma di schiuma da barba e la porta nella stanza da letto, la poggia su di una sedia vicino al letto, poi si dirige verso Ale, la solleva di peso con tutta la sedia e la posiziona sul letto con lo schienale poggiato su quest'ultimo facendo ritrovare la ragazza sdraiata ma sempre bloccata alla sedia. Marco sente Alessandra piangere gli prende i capelli dalla base del collo e dal davanti, glieli accarezza e poi gli posiziona la testa sopra la baccinella, gli riprende i capelli e li lascia cadere dolcemente in quella montagna di schiuma da barba che poi gli spalma su tutta la chioma e poi si allontana. Ale pensa che si tratti di uno shampoo e che forse i suoi capelli si sarebbero salvati, ma Marco era andato in bagno solo per prendere il rasoio a lama, ritorna da lei e si poziona difronte alla sua chioma, con una mano gli tiene ferma la testa e con l'altra posiziona il rasoio sulla fronte e parte con la rasata fino alla base dela fino alla nuca, un'altra passata dalla tempia fino alla base del collo e la ragazza ricomincia a piangere, il ragazzo non si intenerisce e finisce l'opera con il risultato di una testa completamente calva. Finito con Ale ritorna da Nadia e finisce l'opera riprendendo a rasare tutta la testa con il rasoio elettrico e stavolta anche il viso di Nadia è rigato dalle lacrime e quindi l'effetto dell'alcool era sparito e con esso anche i suoi splendidi riccioli. Marco era in estasi un orgasmo dietro l'altro, si masturba alla vista della sua opera che lo eccita da impazzire poi per concludere prende due sonniferi li scioglie in acqua che da da bere alle due vittime della sua passione per l'hair fetish per farle dormire. Le slega e le riveste, le ricarica sulla loro macchina, che aggancia con una corda alla sua e le rimorchia fino in città e poi si dilegua nel nulla. Sono le 8 del mattino quando Ale e Nadia si risvegliano, pensano di aver fatto un incubo ma le loro chiome rasate e pelate gli ricordano quello che era successo la notte prima, vanno dai carabinieri per denunciare l'accaduto ma quando ritornano alla baita non c'era più nessuno, il loro carnefice era sparito senza lasciare tracce. Sicuramente Nadia e Alessandra ricorderanno per sempre queste vacanze visto che per riavere le loro chiome dovranno aspettare molti anni, ma tra se e se pensano che nonostante tutto è stato eccitante specialmente per Alessandra quando la gelida lama del rasoio le portava via le sue stupende ciocche imbiancate dalla schiuma da barba lasciado il vuoto sulla sua testa.........chissà forse non aspetterà poi così tanto per rifarlo, magari le prossime vacanze di natale. VACANZA IN FRANCIA
Quest'anno sono andata in vacanza in Francia con due mie amiche. Mentre giravamo per Parigi abbiamo visto un megasalone in uno dei boulevard, su due piani, tutti con vetrate e niente tende, tant'è che si vedeva cosa succedeva dentro. Ho notato che c'erano i parrucchieri che tagliavano i capelli delle clienti asciutti e non bagnati come fanno giù da noi. La cosa mi ha incuriosito e vedevo che c'era un certo movimento, moltissime ragazze, un va e vieni impressionante, una vera fabbrica. La cosa alle mie amiche non fregava un granché senonché io che avevo già in mente di tagliarmi i capelli corti dopo sei, dico sei anni di crescita e ormai un testone incolto che mi arrivava ai fianchi, cominciavo a farmi venire idee strane. Guardo i prezzi e sono alla portata delle mie tasche. Ne parlo con le due compagne di viaggio e decido di provare questa avventura, a costo di rischiare di litigare con il mio ragazzo che adora il mio cespuglio ramato. In realtà ero un po' titubante quando mi sono trovata a varcare la soglia del salone ed infine sono state proprio le mie amiche a spingermi ad osare. Rimaniamo d'accordo che mi aspettano in un caffè lì vicino ed io entro. Un emozione (e una paura). Il ragazzo che mi accoglie parla prima velocemente e quando io gli faccio capire che sono italiana con un francese molto essenziale si adegua. L'unica cosa chiara che riesco a sussurrare è "coupé les cheveux". Lui ovviamente capisce e mi invita a seguirlo. Vedo meglio, ora i suoi colleghi al lavoro. Tagliano come forsennati. Per terra montagne di capelli di tutti i colori. Un'altro ragazzo fatica con un aspiratore a raccoglierli. Mi fanno accomodare al lavaggio e la cosa un po' mi stupisce, del resto mi sono fatta la doccia appena un ora fa. Poi capisco: una volta lavata mi vengono asciugati col phon e messi in piega approssimativa. Mi guardo allo specchio e mi vergogno: ho una testa di capelli impressionante, foltissimi e lunghissimi. Sono belli forse ma non ne posso più. Mi fanno vedere una specie di catalogo con foto di ragazze con mille acconciature. Dovrei scegliere. Scelgo. E' un corto pazzesco, senza linea. Una specie di cosa spettinatissima. La modella è bionda ma mi pare che sia una cosa fichissima. Indico al ragazzo la mia foto preferita e gli rivolgo uno sguardo interrogativo. Lui mi pare che approvi. Sono pronta, aspetto il momento. Cofabulano tra di loro, i ragazzi, e vedo attraverso lo specchio che tutti lavorano, tagliano, rapano! E' il mio momento, una paura pazzesca. Penso al mio ragazzo ed alle mie amiche, chissà cosa penseranno. Sono quasi soprappensiero quando mi accorgo che un ragazzo diverso da quello con cui ho avuto a che fare finora mi solleva i capelli con le mani, quasi a valutarne la consistenza. No, non è per questo. Ha le forbici. Taglia. Solleva con le mani e taglia. Mai vista una cosa simile. I miei (ex) capelli cascano morti sulla mantella. Sto tremando. Lui continua. Ora ha le forbici. Li solleva e taglia, taglia a ciuffoni, è un esaltato. Sento che i capelli mi scivolano sulle spalle, mi pare di ascoltare il tonfo quando cascano in terra, pura follia. Sento per la prima volta le sue mani sulla mia testa, Solleva a ciocchette e taglia ancora, insiste. Mi sto calmando, è un esperienza mai fatta, io abituata ai carré storti senza fantasia tagliati da parrucchiere grasse e pallide. Mi abbassa la testa e scolpisce la nuca. Chissà cosa sta facendo. Vorrei vedere meglio. Mi risolleva mi inclina da un lato, poi l'altro. Rivedo le mie orecchie! Ci lavora sopra con le forbici. Ora vedo qualcosa. E' una meraviglia. Mi piace, sono un'altra. Ero una strega, ora sono una donna. Incredibile, mai mi sarei considerata sexy, figuriamoci, ora ci penso. Secondo me piacerà anche al mio ragazzo. Mio padre! penso a lui: mi fulminerà, è un bacchettone. Mi spazzola, taglia ora con forbici più piccole, rifinisce e finisce. Mi passa un grosso pennello sul viso e sul collo. Sento l'aria pesarmi sulla nuca, una sensazione dimenticata. Mi toglie la mantellina e mi sorride. Mi vedo bene. Sto troppo bene! Sono felicissima. Guardo in terra, attorno alla seggiola: a momenti svengo.
Le mie amiche hanno spalancato la bocca. Una mi dice che sono pazza, l'altra che sto benissimo. Loro hanno pure i capelli troppo lunghi, per me. Ora i miei parametri sono cambiati. Le invito a provare l'esperienza. Ci pensano. Non ci stanno. Antiche! La mia vacanza dal giorno è cambiata, così come la mia vita al rientro: il mio ragazzo mi ha mollato. Sentite questa, sta succedendo qualcosa di veramente strano dalle mie parti. Naturalmente il tema è capelli... Allora, il fatto è che mi sono accorto che un sacco di ragazze che frequento si tagliano da sole i capelli! Vi racconto le loro storie: - Malice: la conosco da circa 6 anni e una volta eravamo molto amici; per il suo 18 anno, la convinsi a tagliare i capelli che portava lunghi fin sotto le spalle,lisci e castani. Andai con lei al salone e feci anche alcune foto..che giornata indimenticabile! uscì da lì con un caschetto a nuca corta e rialzata, i lati erano appena sotto le orecchie e si fece nera corvina. Poi pian piano accorciò sempre di più, prima sopra le orecchie poi un bowlcut come dicono gli americani e infine un cortissimo sparato e rosso fuoco, stava da dio! Poi contro il mio volere si rapò perfino a zero un inverno, stava male ricordo. Da lì in poi li fece allungare fino alle spalle, e in questo tempo la perdo un pò di vista, passano un pò di anni. La rivedo al pub l'anno scorso e inizio le presse che stava da dio con quel corto, e incomincio a fare la cantilena. Una sera mi sbuca con i capelli a sfiorare le spalle, dopo un mese li accorcia al mento e lì vengo a sapere che ha sempre fatto da sola da quando li ha rapati a zero, incredibile. Questa estate addirittura mi sbuca con un cortissimo tutto uguale e mi dice che una domenica mattina ha schizzato e ha preso il rasoio e con le protezioni ha iniziato a raparsi. Ieri sera sicuramente ci ha dato un altra passata anche se non hanno un verso, sopratutto dietro che sono rimasti più lunghi rispetto sopra. Aggiungo che se qualcuno le tocca i capelli, entra in uno stato di relax incredibile..sembra che faccia le fusa. - Nora: Nora anche lei una volta era la mia migliore amica, li portava lunghi e mossi fino al seno a 16 anni poi dopo 10mila prediche sul suo fantastico viso cedette. Quel giorno ricordò che mi chiamò al telefono di andare subito a casa sua, e quando la vidi sfoggiava un caschetto senza frangia al mento mora, per me lei era un sogno...poi anche lei piano piano accorciò, prima un pari alle orecchie, poi un carrè con nuca rasata rosso, e poi corti fino a rasarsi completamente a zero l'anno che lo fece anche Demi Moore. Intanto ci perdiamo un pò di vista, li fece ricrescere piano piano e questa primavera li aveva lunghissimi, poi li tagliò alle spalle, e un mese fa corti da un lato e l'altro lato più lungo con un ciuffone che sfiorava le spalle. Non stava un gran chè ma cominciavo a pensare che l'avesse fatto da solo visto il risultato, e visto con chi girava(vi spiegherò dopo). Premetto che ora fa fatica a salutarmi...l'altra sera ero al pub e lei era seduta e parlava con le sue amiche: aveva appena fatto i capelli corti e stava veramente bene, e fatto bene. Diceva che il pomeriggio si era messa giù col suo nuovo kit e aveva perfino imparato a sfilarseli. Io dentro di me impazzivo. - Vale: che gira con Nora e con Malice a volte secondo me fa parte dei nostri. La conosco di vista ma l'ho vista in tutti i tagli possibili, una volta li aveva lunghi biondi e lisci ma ora li ha rasati a zero, come fece anche l'anno della Moore. E sono convinto che l'ha fatto da sola. - Mary: che è un cesso che gira con loro ha fatto come Vale tutti i tagli e anche lei da poco li ha a zero. - Cri- che la conosco da poco ieri sera mi sembrava diversa, portava un taglio casuale corto con ciuffi che coprivano le orecchie e le spalle. Le chiedo che avesse fatto e mi dice che si è tagliata un grosso ciuffo sulla nuca che rivelava il collo. ha 19 anni ma promette bene questa... - Erika: che è un artista di 21anni, una sera dell'anno scorso piomba rapata a zero dentro il pub e io mi avvicino e chiedo che ha combinato. Mi dice che al suo compleanno ubriaca, la sua amica ha preso le forbicine delle unghie e ha iniziato a tagliare(li portava lunghi sulle spalle e lisci), e alla fine il giorno dopo per riparare ha dovuto rasarsi a zero ma non sembrava infelice..aggiungo che ha sempre portato delle forbicine stranissime come ciondolo al collo che sabato sera ha perso poverina, era molto attaccata ad esse e ubriaca ripeteva:"Non tagli più Erika, Non tagli più erika!" Secondo me fa parte di noi.. _ Stefy: li ha lunghi, selvaggi oltre le spalle ma mi ha sempre detto che li taglia da sola, il suo sogno poi è fare la parrucchiera...un anno ricordo che venne a un concerto e i suoi capelli non toccavano le spalle, disse che aveva sbagliato a prendere le misure... -Barby: che ha 16 anni, ricordo che dovevo essere io a fare il taglio perchè lei li faceva sempre da sola o da suo babbo che è dentista...perchè voleva tagli originali ma poi non si fece niente. Ci sono poi altre ragazze che non conosco ma non scommetterei una lira che quei tagli sono stati fatti in un salone. Quello che mi chiedo è questo: E' possibile attaccare l'hairfetish? Il bello è che con tutte queste ragazze, non ho mai rimediato un pò di divertimento fetish...peccato
Vittoria va in vacanza. Finalmente si parte,Vittoria non vede l'ora di uscire dall'ufficio,manca ancora 1 ora ma ormai la testa non è piu' concentrata sul lavoro, mentalmente fa un riassunto dei preparativi:::La borsa dei vestiti è pronta,le chiavi alla portinai x i fiori consegnata,devo ancora preparare la borsa della bimba,ritirare il vestito in lavanderia del marito,passare dal parrucchiere per un'aggiustatina al mio caschetto(Vittoria da anni ha adottato come look un bel caschetto geometrico,i suoi capelli lisci e neri si prestano a questa linea e piu corto o piu lungo ma sempre a caschetto,ogni 3 settimane va ad aggiustarlo ..mai una punta fuori posto..ci tiene!!) DDDDDDRRRRIIINNNNNN....il telefono squilla riportando Vittoria con la testa sul lavoro. Pronto....si ..subito...arrivo... Deve andare nell'ufficio del direttore..... Dopo 10 minuti esce inbufalita e rossa dalla rabbia.... Facendo le smorfia fa la caricatura del direttore. GNè GNè..signora Vittoria prima di partire dovrebbe esaminare e stilare questi preventivi..mi fido solo di lei, lo faccia come un favore personale,lo sa che ci mancherà questa settimana..Gnè gnè gnè...GRRRRRRRRRRRRRRRR.... Mi toccherà uscire 1 ora dopo accidenti!!!! Devo disdire il parrucchiere ,non riesco a passare in lavanderia e dal parrucchiere...troverò un parrucchiere e li taglierò al mare...peccato! Partenza all'alba e finalmente Vittoria e famiglia arrivano al mare,la mattinata per sistemare le cose in albergo e mollata la figlia in spiaggia al marito si mette alla ricerca di un parrucchiere. Si ferma davanti ad un parrucchiere,osserva all'interno...arredamento moderno e nuovo,prodotti di marca,un gran vai e vieni di lavoranti e clienti. BHO?? proviamo...tutto sommato devono solo seguire il taglio già esistente spuntando solo quello che esce dal geometrico... Buongiorno, deve fare la piega o anche il taglio?? Buongiorno dovrei anche aggiustare il taglio. Bene, si accomodi 10 minuti e la faccio accomodare Vittoria si guarda attorno..le clienti sono in prevalenza tedesche,attratte dallo stile italiano per i tagli di capelli. Si sente stranamente turbata,non a propio agio,prende una rivista dando la colpa del malessere alla stanchezza del viaggio e dei preparativi. Prima dei 10 minuti passa già alla zona lavaggio dove una ragazzina le fa uno shampoo un po' frettoloso,ben diverso da quello a cui è abituata dal suo parrucchiere di fiducia! Viene accompagnata nella zona taglio, durante la sistemazione della mantella per il taglio Vittoria chiede sottovoce alla ragazzina: Scusa se lo chiedo ma è la prima volta che vengo qui...sono bravi nel taglio?? La ragazzina fa una faccia quasi offesa.. Signora tutte le ragazze del taglio vanno 3 mesi in inverno a Londra per corsi di taglio in accademie famose,TONY and GUY,VIDALSASOON,SANTRIZZ. Ops..mi scusi ma sa... era cosi per sapere..Vittoria si è quasi pentita della domanda fatta alla ragazza. Una ragazza con i capelli tutti sparati e corti di color..bho?'..di tutti i colori ciocche rosse ,gialle,blu,rosa,..con una maglietta dove si legge chiaramente STYLIST si posiziona alle sue spalle. Bene bene!!..Sarebbe ora di cambiare questo taglio antico ora si portano diversi piu' allegri sparati colorati... Vittoria la blocca. No guardi io non seguo le mode mi piace il caschetto ,anzi devo solo spuntarlo,mi accorci solo il contorno di mezzo centimetro cosi com'è,nientepiù! La ragazza la guarda nello specchio con sguardo snob. Allora le chiamo la ragazza per le spuntate un'attimo,io ho del lavoro importante da fare!! Ma guarda sta cafona!!!!!!!! Vittoria ha una gran voglia di alzarsi e con i capelli bagnati uscire dal negozio,ma facendo opera di autocontrollo si calma ripetendosi; Sono in vacanza..stai calma..devi solo spuntare i capelli e poi vai in spiaggia a rilassarti! Dopo 5 minuti si vede arrivare la ragazzina dello shampoo... Mi hanno detto di venire a farle la spuntata,non si preoccupi..taglio capelli già da un po,questo inverno vado anchio a Londra per i corsi di perfezionamento. Vittoria sgrana gli occhi...Non posso crederci!..ma dove sono capitata?? La ragazzina prende pettine e tondeaus. Cosa fa con la macchinetta??? Le pareggio le lunghezze ..si fa con la macchinetta si fa prima Mi raccomando solo pareggiate. Si sente la testa schiacciata allo sterno ed il rumore della macchinetta sul collo. Il pettine solleva i capelli lunghi sino alla base del collo..TTTTTTTTTRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR....ma non li sente ricadere sul collo. Vittoria ha un tuffo al cuore....OMMIODIO!!! Non ha il tempo di reagire TRRRRRRRRRRRRRRRRR..TRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR...altre due passate di macchinetta....e nulla..non sente i capelli sul collo!!! Mentre solleva la testa per guardare lo specchio TTTTTTTTTTTTTTRRRRRRRRRRRRRR....MERDA...escama la ragazzina..non si muova ..o cavolo che disastro!!!! DISASTRO??..Vittoria urla!..Tutti nel salone si voltano a guardare verso Vittoria.... Di riflesso si porta la mano alla nuca...dove cerano capelli ora c'è il nulla...si tocca il cranio...pungendosi con una barba irsuta.. NOOOOO...non riesce a staccare la mano dalla nuca...continua a sfregare quella cosa strana...a bocca aperta La ragazzina è rimasta ferma come inebetita ancora con la macchinetta accesa....attimi di imbarazzo scendono su tutto il salone Vedendo alcune clienti portarsi la mano alla bocca con sguardo fisso alla sua nuca...Vittoria si sente mancare. La ragazzina inizia a balbettare guardando le altre ragazze...è stata lei..si è mossa...ha tirato su la testa..non ho avuto il tempo di reagire...non è colpa mia!!..Inizia a singhiozzare. Le clienti abbassano lo sguardo sulle riviste imbarazzate..le ragazze del salone si guardano con un'interrogativo stampato in volto..E ADESSO??? Sembra che nessuna voglia prendersi la briga di risolvere il problema. La signora alla cassa si avvicina a Vittoria e piu scocciata che dispiaciuta la prende per un braccio... Venga mi segua ci accomodiamo di la nel reparto uomo e vediamo di risolvere il problema. Vittoria la segue visibilmente sotto shock! Viene fatta accomodare sulla poltrona del barbiere Desidera qualcosa da bere?? Si grazie..un pò d'acqua e 50 gocce di LEXOTAN...sento che sto per urlare!! Si calmi..è stato un'incidente. Un'incidente un cavolo...mi avete rasato i capelli...sono rovinata. Ma no..non dica questo..sistemiamo tutto vedrà!! Adesso arriva il parrucchiere e sistema tutto. SEEE..cosa fà...mi riattacca i capelli??' No questo no..ma troverà la soluzione. Buongiorno sono Marco il titolare del salone. Non è un buongiorno!!...risponde seccata Vittoria MMMM..vediamo che cosa è successo?? ORPO...che casino!! Marco visiona la nuca ..una striscia bianca larga 5cm dalla base del collo sino a metà testa divide la massa nera di capelli Non è che ci siano tante alternative.....mormora con la faccia preoccupata. Devo rasare tutto..mica puo' andare ingiro cosi' RASARE TUTTO??...Vittoria sta per scoppiare in un pianto disperato! Singhiozzando e tra le lacrime Vittoria trova la forza di parlare Io vi denuncio..i miei capelli...mi avete rovinata... Su ..su..signora non faccia cosi...Marco cerca di rincuorarla. Crescono i capelli crescono..in pochi mesi saranno dinuovo lunghi come prima. Mi ci vorrà almeno 1 anno prima che siano come prima...e giu' lacrime.... Cosa dirò a mio marito...mi avete rovinato le vacanze! Signora per questo non si preoccupi...il padrone del Grand.Hotel è mio amico e cliente..le trovo una suite..tutto a spese mie per tutto il tempo delle sue vacanze in piu' sono assicurato per questo tipo di incidenti,la mia assicurazione le rifonderà il danno..in giornata avrà già i soldi. Vittoria sembra consolarsi a tutte queste offerte di risarcimento... OK..ma adesso che facciamo ai miei capelli?? Devo tagliare..potessi riattaccare tutto lo farei..ma è impossibile..Marco le stringe le spalle amichevolmente mentre pronuncia la sentenza. Vittoria si asciuga le lacrime e si posiziona davanti allo specchio... Allora facciamolo..non posso vedermi cosi conciata! Marco risistema la mantella stringendo bene il collo,prende la macchinetta e inizia a rasare dalla fronte..TRRRRRRRR TRRRRRRRR...ciocche nere cadono sulla mantella bianca..a Vittoria rispuntano le lacrime ma in silenzio senza singhiozzi. TRRRRRRRRRRRR..la macchinetta rasa i lati e la nuca...sul pavimento si crea un mucchio di capelli neri. Con cura Marco passa e ripassa sulla cute lasciando un velo uniforme su tutta la testa...mezzo millimetro non di più,il nero dei capelli lascia posto ad un grigio kiarissimo,un'ombra. Vittoria si guarda allo specchio,non si riconosce piu' erano almeno 10 anni che portava il caschetto...era praoccupata ...cosa poteva dire al marito?? si sentiva scema a raccontare la verità..il marito avrebbe senz'altro detto.." Ma sei scema?? Dovevi farti fare solo una piega se non eri convinta della bravura della parrucchiera"..E avrebbe avuto ragione,era la cosa piu' furba da fare! Vittoria guardandosi allo specchio ha un guizzo nello sguardo...IDEAA!! Scusi quando mi danno i soldi quelli dall'assicurazione?? E quanto mi daranno lo sa?? Marco la guarda incuriosito..ma anche subito è qui vicino l'agenzia e per queste cose sono immediati mi conoscono bene e sono un buon cliente , l'anno scorso ci fu un'incidente con una cliente tedesca ..una permanente troppo forte ho dovuto rasare tutto..le hanno dato 5 milioni di vecchie lire e subito..li hanno portati qui in negozio i soldi,anche per fare firmare la quietanza alla cliente. Perfetto !!! Esclama Vittoria..si può fare la stessa cosa?? Certo! Bene allora forse riusciamo ad uscire da quest'avventura senza troppi casini...Perchè se mio marito viene a sapere la verità sicuramente vi trascina in tribunale e vi rovina,visto che è avvocato! Marco prende il telefono e chiama subito l'agenzia.... Tutto ok..tra 10 minuti sono qui con i soldi e la quietanza..ho telefonato anche al Grand Hotel suite prenotata a nome mio..ma scusi..sono curioso cosa racconterà al marito?? Non si preoccupi...si fidi..le conviene...c'è ancora una cosa da fare... Mi dica ....cosa manca?? Un piccolo particolare....mi deve fare la barba in testa!! ??????...Marco non capisce ma si adegua...prepara con il pennello la schiuma da barba...mette una mantellina piccola sulle spalle ed inizia ad insaponare. Pelo e contropelo...il cranio di Vittoria è lucido come una palla da bigliardo... Però...a priori..era meglio se non succedeva...ma sa ke non sta male cosi'??? Vittoria si guarda allo specchio...il parrucchiere non ha torto...è veramente carina ..si notano di piu' gli occhi verdi,le labbra carnose ed i lineamenti regolari..sembra piu' giovane. Lasciamo perdere và.... Sicuramente non lo ammetterebbe mai davanti al parrucchiere!! Di corsa arriva una ragazza dall'agenzia di assicurazione Eccomi ..sono stata veloce?? Perfetto ..Marco da un bacio alla ragazza Qui ci sono i soldi.3.000 euro...sono passata a prenderli in banca in contanti come mi hai chiesto..qui c'è la quietanza,mi basta una firma.... La ragazza si accorge solo ora di Vittoria mentre si avvicina x firmare. Ma lo sa che sta veramente bene cosi'... Forse se lo avessi deciso io...ma non è andata cosi'...io volevo solo una spuntatina.. OK.OK..non mettiamo il dito nella piaga...Marco blocca il discorso....abbiamo risolto tutto..e spero nel modo migliore.. La ragazza dell'assicurazione non riesce a togliere lo sguardo da Vittoria... Maa??? Marco sei impegnato adesso??.. No...è stata una mattinata movimentata..ma adesso sono tranquillo di lavoro Allora devi lavorare,ti devi sdebitare dal piacere che ti hi fatto oggi....sono mesi che ci penso..adesso sono decisa...RASAMI i capelli..!!! Adesso?? subito?? Si adesso subito..ho visto la signora..è stata la scintilla che mi ha dato il coraggio di farlo! Propio come la signora?? Pelo e contropelo??..Hai i capelli lunghi sino ai fianchi,sono bellissimi...sicura??? SI!!!! Madonna...mi ricorderò di questo giorno per tutta la vita...roba da matti...ahh..signora mi dice poi cosa racconterà al marito?? sono curioso! Il Grand Hotel è qui dietro...questa sera passi a dirmi com'è andata con il marito. Certo passerò. Vittoria firma e prende i soldi...quando è sulla porta sente il rumore della macchinetta...la ragazza è già con la testa piegata in avanti e le prime lunghe ciocche bionde cadono sul pavimento mischiandosi ai sui neri..rimasti li sul pavimento. Si ferma in un negozio a comprare un cappelo a closh..sono di moda e deve riparare la pelata dal sole. Arrivata in spiaggia bacia il marito sdraiato sotto l'ombrellone e toglie il cappelo.... OMMADONNA....che ti è successo..e i capelli??..Ma sei matta'?? Forse...ma ho preso al volo un'occasione irrepetibile! Fammi capire...sei andata dal parrucchiere e mi ritorni calva..di che occasione parli?? Ti ricordi il Grand Hotel bellissimo che abbiamo visto vicino al nostro alberghetto?? Si certo ,ho anche detto che ci vorrebbero almeno 10.000 euro per fare 15 giorni li e un giorno...finito di pagare il mutuo della casa le rate della macchina e l'università della bimba ti avrei portata..praticamente da pensionati! BENE..TI CI PORTO IO!!! Hai bevuto?? Ti sei drogata?? Il sole ti ha cotto il cervello senza capelli?? NO NO....ora ti spiego...sono andata dal parrucchiere e una famosa casa di cosmetici per capelli ha indetto un concorso strano e pazzo per farsi publicità.. sul cartello cera scritto..DONACI I TUOI CAPELLI NOI TI REGALIAMO UNA VACANZA DA SOGNO. Mi sono fatta spiegare cosa si doveva fare...e l'ho fatto..WOOWWW...15 giorni in una suit tutto compreso ..FANTASTICOOOO!!!..E MI HANNO ANCHE DATO 3.000 EURO...guarda!! Sei tutta matta!!!.....Fatti un po vedere????...Ma lo sai ???...Sei bellissima calva!!!!! LO SO!!....GIA' AVUTO PARECCHI APPREZZAMENTI!!!!
ADA E FULVIA, AMICHE PER LA PELLE
"Ciao Fulvia", "ciao Ada", rispose Fulvia stupita di rivedersi davanti l'amica di almeno 10 anni fa, "come stai?" Mentre la salutava subito il suo sguardo corse ai capelli di Ada, che erano sempre stati il suo tormento: erano sempre biondi e lunghi anche se non fino alla vita come allora, scendendo all'incirca fino alle spalle. "Ada, vedo che continui a piacerti con i capelli lunghi", disse Fulvia, passando una mano tra i suoi capelli castani corti ma non cortissimi (arrivavano a coprire le orecchie), "dobbiamo nuovamente organizzare una serata con sorpresa come 10 anni fa!" "D'accordo", disse ridendo Ada, "però questa volta organizzo tutto io, non mi fido più di te. Facciamo sabato prossimo alle 2, così siamo in tempo a fare tutto". Le due amiche si lasciarono subito dopo avere combinato per rivedersi. Fulvia era raggiante: non le pareva vero di avere una nuova opportunità, Ada ridacchiava, perché Fulvia non aveva notato una cosa e non ne sapeva almeno altre 2. Così, avviandosi verso casa, entrambe tornarono con la mente a 10 anni prima. Fulvia era una ragazza graziosa, anche se si riteneva bella grazie al nasino francese e gli occhiazzurri. In realtà la ridotta statura e la timidezza non la facevano risaltare in mezzo agli altri. Si vestiva prevalentemente con pantaloni e inorridiva all'idea di indossare minigonne il cui orlo non fosse vicino al ginocchio. Aveva sempre portato i capelli corti o al massimo di media lunghezza solo perché nessuna compagna di classe li portavano lunghi, e non osava certamente essere lei la prima a farlo . La scorsa estate li aveva tagliati cortissimi e si piaceva molto, ma per omologazione nel corso dell'anno li aveva lasciati ricrescere, come tutte le sue amiche che sfoggiavano un carré. Poi, in primavera, tutte le ragazze fecero crescere i capelli e li raccolsero a coda di cavallo sopra alla nuca (cosa che piaceva molto a Fulvia illudendola di essere più alta); nell'autunno le sue amiche fermavano i capelli con un cerchietto nero, lasciandoli allungare sempre di più e accorciando in proporzione le minigonne. Fulvia aveva lasciati crescere i capelli fino alle spalle, tenendoli rigorosamente legati, e non osava portarli sciolti. Aveva conosciuto Dario, e conosceva la preferenza per i capelli lunghi del parte del nuovo fidanzato; questo, nonché la paura di essere diversa dalle altre, facevano si che respingesse la saggia proposta del parrucchiere di tagliarli. Quell'autunno arrivò da un'altra città una nuova compagna: Ada, piccola come lei ma con mini molto corte, con capelli biondi lunghi fino quasi alla vita. Ada, quella che tutti notavano. Divennero amiche, o perlomeno si frequentavano assiduamente. Fulvia la canzonava, ogni volta che l'amica otteneva un buon risultato, attribuendolo al suo fascino biondo. Ada rispondeva che aveva ben altre carte, e la sfidava a farsi bionda per vedere se otteneva gli stessi risultati, Fulvia rilanciava dicendole di fare la controprova dopo essersi tagliata i capelli corti, Ada replicava dicendo che non c'erano problemi, ma Fulvia non si illudeva. Oltre a questo si innervosiva ogni volta che Dario guardava estasiato i capelli di Ada. Quanto le sarebbe piaciuto tagliarglieli!!! Finalmente ebbe una idea, proprio mentre era dal parrucchiere, un ragazzo giovane che si vantava di convincere chiunque a tagliarli. "Basta avere pazienza", diceva, "non insistere troppo, lasciare che la cliente si abitui a venire a farsi pettinare, prima o poi capita quel giorno in cui ha avuto un litigio, ha voglia di un cambiamento oppure è improvvisamente scoppiato il caldo. A quel punto basta poco, zac, non si torna più indietro". "Senti" disse Fulvia, per adesso non accorciarli per niente, e fammi i colpi di sole, ti voglio mettere alla prova". Per Dario i capelli biondi di Fulvia furono una gradita sorpresa, "sono belli quasi come quelli di Ada", disse. Fulvia mascherò il fastidio e rispose: "non temere, li faccio crescere". Quando la rivide Ada le disse soltanto : "e brava, vuoi proprio imitarmi, vero?" Il tempo passava e i capelli crescevano, erano almeno a metà schiena, anche se non sembravano così lunghi in quanto Fulvia li teneva legati facendo partire la coda dalla cima della testa per scendere ad arco sopra le spalle. Con i capelli lunghi e sciolti si sentiva ridicola, anche da bionda. Era ormai estate e il piano di Fulvia proseguiva. Sabato sera avevano combitato una serata in discoteca e Fulvia disse ad Ada: "visto che dici che ti imito, andiamo vestite e pettinate in modo identico!" " D'accordo", disse Ada, "però il vestito da comprare lo scelgo io, e voglio vedere se tu hai il coraggio di metterlo!" "L'avrò", disse Fulvia, "però a farci sistemare i capelli andiamo dal mio parrucchiere". "Ho capito", disse Ada, "devi rinnovare il biondo!, ti si vede la ricrescita". Fulvia rispose con un sorriso. Alle 3 il caldo era fortissimo e sul viale l'afa insopportabile. "Perché non ci siamo fatte portare in centro con l'auto?" "Non sei di questa città, non hai idea del traffico in questo periodo dell'anno", rispose Fulvia,mentre osservava l'amica cercare di allontanare i capelli dalla schiena per il fastidio." Fulvia, per favore, hai per caso un nastro? "Mi spiace Ada, sono uscita così di fretta che non li ho nemmeno legati io e non ho nastri con me". Arrivarono al negozio e comprarono due mini abiti identici;Ada era stupita che Fulvia avesse accettato l'abito scelto da lei, conoscendone la timidezza: Fulvia, in condizioni normali si sarebbe nascosta piuttosto che mettere quel vestito, ma il piano procedeva e per non pensare a come era vestita si concentrava per scegliere accuratamente il percorso pedonale più lungo e più al sole. Giunsero, accaldate e assetate al salone, dove guardacaso era in corso l' annuale dimostrazione di tagli organizzata dal parrucchiere di Fulvia. Le ragazze vennero fatte entrare, venne servito loro da bere, e il cocktail ghiacciato ma alcolico dopo pochi minuti aveva reso Ada euforica, con un leggero giramento di testa. Il parrucchiere di Fulvia, sfidato dalla medesima a riuscire a tagliare i capelli di una tenace lunghista come Ada, la prese sottobraccio, la fece accomodare sulla sedia, le presentò gli ospiti, le mostrò le foto dei suoi lavori e le parlò a lungo. Il fastidio dovuto al caldo, la bevanda alcolica, la ressa di persone intorno a lei, la parlantina del parrucchiere le carpirono il sì, anche se non aveva idea di quello a cui sarebbe andata incontro. Fulvia invece sul lato opposto della sala, fuori dalla vista di Ada, aveva già iniziato il taglio: Lunghe ciocche bionde cadevano sul pavimento, in testa rimaneva solo lo scuro del castano mentre il biondo spariva rapidamente. Il taglio era già cortissimo, ma con un brivido sentì il ronzio del rasoio seguito dal solletico sulla nuca. Quando si alzò era irriconoscibile: Dario appena giunto per prenderle la guardò sconvolto, ma lo fu ancora di più quando vide le forbici avvicinarsi ai lunghi capelli di Ada: dapprima il parrucchiere afferrò le ciocche posteriori più superficiali sulla nuca tagliandole a livello delle orecchie, poi quelle sottostanti vennero recise al livello delle spalle, lasciando lunghe solo pochi ciuffi. "Le fa un taglio scalato", pensò Dario, "come usava qualche anno fa:, il trucco dei parrucchieri per riuscire a tagliare i capelli facendoli sembrare ancora lunghi, fermati!!!!". "Taglia tutto!" urlava Fulvia nella mente! Il taglio proseguiva di lato lasciando praticamente solo capelli mediamente corti. Ada si sentiva morire, ma aveva accettato la sfida. Finito il taglio scattarono i fotografi gratificando Ada. Bene, andiamo avanti, disse il parrucchiere, gelando Ada. Questa volta furono tagliate le ciocche lasciate prima più lunghe, ed il taglio risultò a carré corto, a livello degli zigomi. Ada credeva finita la tortura, ma il parrucchiere riprese a tagliare i capelli sulla nuca , e poi a rasarla nuca con il rasoio. "Ecco un carré di nuova concezione". Vennero eseguite altre foto. Dario era sconvolto, Fulvia gongolava , i biondi capelli di Ada giacevano sul pavimento, Ada e Dario avevano ricevuto la loro lezione. Il parrucchiere era scatenato: anche il carré cadeva sotto le forbici ed in breve Ada aveva la stessa pettinatura di Fulvia.. Ada aveva impiegato 3 anni e mezzo a riavere i capelli come prima ma pur piacendosi con i capelli lunghi aveva superato il tabù del taglio. Ora erano nuovamente da un parrucchiere, ma Fulvia non sapeva che l' incontro non era stato casuale. Fulvia non sapeva che il parrucchiere, era l'attuale fidanzato di Ada. Fulvia, seduta sulla poltrona con indosso la mantellina, non si era accorta di una cosa, quella cosa che improvvisamente Ada rese manifesta. Ada aveva conosciuto Sergio, il parrucchiere, ad una festa, avevano fatto l'amore nel suo salone, sul divano, la notte stessa. Al termine Sergio le aveva detto: "ti accorcio i capelli, come ricordo della nostra avventura"; Ada, temprata dall'esperienza fatta 10 anni addietro, aveva acconsentito, e i suoi capelli furono lunghi solo più fino alle scapole. Dopo il taglio gli disse: Vediamo se sai meritarti un altro taglio! Lo meritò e i capelli vennero tagliati alle spalle, poi fu la volta di un carré corto, poi fu il turno del rasoio elettrico che li lasciò lunghi solo pochi millimetri. Dopo l' ultimo piacere, una morbida schiuma ricopriva la testa di Ada, e Sergio, armato di amore e rasoio, la rapò a zero Ada si tolse quello che Fulvia non aveva riconosciuto come parrucca e apparve bellissima e calva. "Vedi che non ho bisogno dei capelli per essere bella?" Disse a Fulvia, "appena sono stata rapata mi è venuta l'idea di trovarti e riproporti la sfida, ora vediamo come stai tu". Fulvia voleva ritrarsi ma Ada con la destra accese il rasoio elettrico : Fulvia riprovò il brivido, ma questa volta il rasoio azzerava la chioma centralmente, senza scampo, dalla fronte all'indietro, poi sul lato destro, poi sul sinistro, poi la sua testa venne insaponata e Ada iniziò a passare il rasoio. La testa di Fulvia era completamente lucida. Ada si accarezzò la testa e passò la mano sulla pelle rasata, morbida e liscia di Fulvia: " siamo nuovamente identiche, adesso possiamo proprio definirci amiche per la pelle!"
Andrea e il Maggiore Non sono mai stato affascinato dalle donne con i capelli lunghi. Indifferenza completa è la definizione esatta del sentimento che nutrivo e nutro tuttora per loro. Non mi sono mai girato per strada ad ammirare una lunga chioma corvina, ne tantomeno un baluginio di lunghi capelli biondi ha mai suscitato il mio interesse. In ogni caso, Andrea, con i suoi capelli lunghi mi ha rapito, che donna! Alta, flessuosa, con un alea di mistero che la circonda, il mio sangue ribolle ogni volta che penso a lei.Il mio incontro con Andrea avvenne per caso. Solamente il caso determinò gli eventi, un insieme di situazioni che modificò almeno per un periodo la mia vita. Tom, un capitano dell'aviazione Americana, mi aveva invitato ad una cena informale a cui avrebbero partecipato alcuni militari statunitensi stanziati nella base a pochi chilometri dalla mia città, e dei civili Italiani. Si trattava di una di quelle cene che servono a rinsaldare i vincoli di amicizia tra le due comunità. Non volevo accettare, e già stavo per inventare qualche scusa che mi consentisse di declinare l'invito. Avevo in programma di trascorrere la serata a casa, davanti al computer in qualche insulso, ma tutto sommato innocuo e non impegnativo contatto in chat, quando Tom pronunciò la frase magica. <<Verrà anche il Maggiore >> Il Maggiore, è un delizioso esemplare Texano di 310 mesi in tuta mimetica, ufficiale addetto alle comunicazioni dell'USAF, che misura unmetroesettantasei, indossa la terza di reggiseno e al suo passaggio diffonde un piacevole sentore di Van Cliff e Harpels. I suoi capelli, tagliati secondo la versione femminile dei GRUNT, (i marines di bassa forza), sono di un biondo da sballo, quasi bianchi. Rasati su tempie e nuca, e mai più lunghi di cinque centimetri sulla sommità della testa Il taglio appare sempre fresco e ordinato, tanto da far supporre che la mano del parrucchiere intervenga a sistemarlo un giorno si e uno no. La vicinanza di quella donna, che avevo conosciuto a una festa della Base, sottoponeva i miei ormoni a una sorta di tempesta, e da buon masochista quale sono, ben sapendo che in ogni caso più di un sorriso e una stretta di mano da lei non avrei ottenuto, decisi di sottopormi alla crudele tortura del GUARDARE MA NON TOCCARE accettando l'invito di Tom. Puntuale, alle venti e trenta, davanti alla trattoria aspettavo con ansia di veder comparire l'oggetto delle mie brame. Quante volte nell'ultimo anno avevo sognato di carezzare quella nuca bionda? Era quasi una ossessione. Se mi abbandonavo alla fantasia, riuscivo a sentire sul palmo della mano il sottile vellicare dei suoi capelli corti, brividi intensi di un piacere segreto mi percorrevano la schiena. Qualche mese prima ero riuscito a portarla alla piscina termale, e vi assicuro che: se in tuta mimetica il Maggiore è bella...molto bella, in bikini è proprio uno sballo. Speravo che il calore delle terme, e la complicità della nebbiolina mi aiutassero nella difficile opera di seduzione. Di solito quell'ambiente illanguidisce irrimediabilmente le donne abbassando le loro naturali difese. La sua femminilità quasi da pantera straripava dal bikini, accentuata dall'aspetto del tutto inusuale che le conferiva il corto taglio di capelli, ricordo come gli sguardi degli uomini e delle donne la seguissero, indugiando specialmente sul viso. Vidi in quell'occasione una ragazza che si leccava le labbra dandosi una aggiustatina alla parte superiore del costume, chissà cosa le passava per la testa in quel momento, però la capivo ahh come la capivo. Il Maggiore è un personaggio molto a modo. Contrariamente a tutte le altre Statunitensi che ho conosciuto, è sensibile, e di mentalità quasi Europea, probabilmente dipende dal fatto che la madre è di origini Austriache. In ogni caso, è talmente sensibile che quando ha capito che ci stavo provando, nonostante tutte le strategie che avevo messo in atto, con una grazia insospettabile ha tirato fuori, dalla borsa da spiaggia che teneva con se al bordo della vasca, alcune foto, indicandomi quello che a prima vista mi sembrava il fratello più grande di Hulk in versione bianca. <<Questo è mio marito! Adesso è in Alasca, ma tra qualche tempo mi raggiungerà alla base>> Hai capito l'antifona? Babbeo di un Italiano. E chi non avrebbe capito, ma non potevo farci niente quella nuca rasata era come una calamita, le mie mani spesso si protendevano per accarezzarla, per ritrarsi insoddisfatte per il mancato contatto, infondendomi frustrazione in quantità industriali. Un allegro chiacchierio mi distolse dai ricordi, dal fondo della piazza vedevo venire verso di me Tom con altre persone, mi raggiunsero con pochi passi, scambiati i convenevoli di rito convenimmo di entrare nella trattoria per aspettare gli altri convitati. Tovaglie a scacchi rossi e bianchi, fiaschi impagliati, soffitto di legno, avventori avvinazzati al banco, sembrava proprio una trattoria di-quelle-di-una-volta. Ci eravamo già disposti attorno al tavolo, quando comparve il Maggiore, senza tanti complimenti, con una cameratesca stretta di mano salutò tutti e andò a sedersi a fianco di una sua collega, proprio di fronte a me. Parecchie sedie al nostro tavolo erano ancora vuote. Attendendo gli altri commensali mi sembrava carino rompere il ghiaccio con chi non conoscevo, la mia limitata conoscenza dell'inglese mi costringeva spesso a chiedere aiuto per la traduzione, e a chi chiedevo questo aiuto? A Lei al Maggiore che ad ogni castronata che dicevo, con una risatina rivolta alla sua vicina di sedia, poneva efficace rimedio ai miei errori linguistici. Averla di fronte a me era una tortura, continuavo a fissare estasiato il suo viso il suo meraviglioso taglio di capelli, che tanto diversa la rendeva da tutte le altre donne sedute al nostro tavolo, quando girava la testa bagliori d'oro colpivano le mie pupille, come avrei voluto poter carezzare quella nuca, che lei ogni tanto si toccava con il palmo aperto della mano facendola risalire contropelo dal basso verso l'alto, sembrava che quel gesto le procurasse piacere, lo si vedeva dagli occhi, che socchiudeva impercettibilmente a ogni carezza. Parlava fitto fitto con la sua vicina di sedia, spesso i loro volti si sfioravano, il Maggiore avvicinava la sua bocca all'orecchio dell'amica e le sussurrava qualcosa, e qualche volta questa arrossiva, ma non si allontanava, quasi che la cosa le facesse piacere. Ero completamente assorbito dall'osservazione di quanto accadeva davanti a me, e quindi non prestavo attenzione a Tom, che per attirare la mia attenzione mi scosse una spalla. Alzandomi di scatto con un movimento particolarmente goffo, feci cadere alcune posate, che cercai di raccogliere subito, ma nel piegarmi urtai malamente un paio di belle gambe inguainate in un paio di calze di seta grigio antracite, mormorando generiche e confuse scuse feci risalire lo sguardo lungo le calze e quello che c'era dentro, fino ad intravedere nella penombra dell'interno della gonna, una fascia più scura. "Autoreggenti" la mia passione. Raccolte le posate e anche gli occhi, che nel frattempo assieme alla mia lingua erano caduti sul pavimento della trattoria, cercai di rialzarmi urtando ancora la padrona delle calze di seta, questa, con un sorriso divertito mi stava guardando, allungò una mano per sorreggermi, e quel gesto mi fece sentire un vecchio decrepito a cui si presta il braccio. Tom intanto stava dicendo qualcosa, che in tutta onestà proprio non ho sentito, so solo che a un certo momento capii che mi stava presentando Andrea la padrona delle calze, a cui nel frattempo già stavo stringendo la mano guardandola con insistenza negli occhi, verdi,? blu,? grigi,? neri. Oh cazzo ! Ma di che colore li ha gli occhi questa qui? Cambiavano di colore con una velocità impressionante. Naturalmente non potevo continuare a tenerle la mano, magari poteva servirle per qualcos' altro, tipo passarsi il rossetto sulle labbra, o la cipria sulle guance, cosa che peraltro le donne fanno abbastanza spesso, in ogni caso la mano non era mia, così la lasciai andare in fretta. Generando uno sguardo interrogativo nella nera Andrea, nera di capelli non di pelle. Neri, lucidi, tagliati pari e lunghi fin sotto le spalle, con una frangia piuttosto piena che si appoggiava a metà delle sopracciglia, questa bella cornice, racchiudeva oltre agli occhi in crisi colorimetrica, una bocca rossa e piena, molto sexy devo dire. Finalmente riuscii a spingere la sedia di Andrea sotto al tavolo mentre lei si sedeva. Il tavolo era ormai completo, potevamo quindi ordinare la cena. L'oste ci stava consigliando cibi universalmente conosciuti per il loro alto potere nutritivo e il chiaro richiamo erotico, ero indeciso e ascoltavo cosa ordinavano le mie due commensali, Andrea e il Maggiore, che intanto continuava a parlare fitto fitto con la sua vicina di posto. Vongole, cappesante, spiedini di pesce, granseole e gamberoni, risotto ai frutti di mare,e altre mille leccornie, avevo già l'acquolina in bocca, ero deciso come non mai a fare una scorpacciata, quindi ordinai un raffinatissimo e gustosissimo riso in bianco e un petto di pollo ai ferri senza olio. Cosa ci posso fare? La mia gastrite mi concede solo di fantasticare sul cibo. Andrea stava sgusciando un gamberone con una grazia infinita, suggendo la carne del crostaceo dal suo carapace che era avvolto dalle sue belle labbra rosse. Mi stavo chiedendo perché quella donna che non aveva niente dello stereotipo che normalmente accende le mie fantasie e che tanto mi attrae, monopolizzasse i miei pensieri e attirasse tanto la mia attenzione. La cena continuava tra una chiacchera e l'altra e tra una bottiglia di vino e l'altra, per conseguenza la temperatura sembrava salire man mano che calava il livello del vino nelle bottiglie, e di pari passo aumentava la confidenza tra i commensali. La mia attenzione era divisa tra Lisa e Andrea. - Chi è Lisa? Ah già non vi ho ancora detto che il Maggiore ha un nome, " Lisa", bello eh? Peccato che loro lo storpino pronunciando Laisa, che non so perché ma mi ricorda un cane. Insomma; mi guardavo l'americana, e la cosa doveva essere proprio evidente perché Andrea guardandomi di sottecchi, affermò candidamente <<Ti piace proprio eh?>> Cercando in profondità riuscii a trovare qualche rimasuglio di cavalleria per poter pronunciare senza soffocarmi con il petto di pollo che stavo masticando, << E' attraente, ma non ha neanche la metà del tuo fascino e della tua classe >> Il caldo aumentava; con un movimento improvviso che mi colpì alquanto, Andrea si scostò i lunghi capelli dalla nuca e mutuando il gesto di Lisa si carezzò la nuca dal basso verso l'alto emettendo un leggero soffio dalle labbra, a sottolineare la fastidiosità del caldo, aumentato anche dalla massa corvina che le copriva il collo, lungo e seducente. << Cosa ti attrae in lei?>> Questa domanda proprio non me la aspettavo, e di getto senza riflettere le dissi che erano i capelli, anzi il taglio e il colore dei capelli. Continuammo a chiaccherare del più e del meno fino a quando servirono il dessert e i liquori. Con mia grande sorpresa Andrea non mangiò il dolce ma si fece servire un cognac, che agitò lentamente nel ballon posato nel palmo della mano, con un gesto lento e metodico, quasi una carezza. Il fatto strano è che il Cognac è il mio liquore preferito e molto raramente avevo incontrato donne che ne apprezzassero il profumo e il gusto. <<Mi offri una sigaretta?>> <<Volentieri>> dissi io Gliela accesi. Dopo aver aspirato emise una nuvoletta di fumo azzurrognolo, ero in crisi, continuavo a guardare Lisa i cui movimenti però mi sfuggivano, dato che continuavo a voltarmi anche verso Andrea. Nel corso della cena Andrea e io avevamo scoperto di essere accomunati dalla medesima passione per i film di azione e animati da una forte curiosità per tutto ciò che è inusuale. <<Ti piacerebbe portarti a letto Lisa vero?>> mi chiese Andrea. Arrossendo violentemente ammisi di si, spiegando come mi sentissi attratto e eccitato dal look così diverso di Lisa <<Peccato per te che sia lesbica.>> replicò lei. <<Ma cosa dici?>> <<Guardala! Dov'è la sua mano?>> Notai così che la mano di Lisa era sotto il tavolo, e che la spalla di lei si muoveva in modo strano. La sua amica era girata verso di lei con una buona metà del corpo e aveva assunto un'espressione alquanto languida, tra l'altro ogni tanto si passava la lingua sulle labbra emettendo poi lievi sussurri. <<Ho visto la foto del marito!>> asserii con veemenza <<Certo, è in Alasca, ma sono separati.>> <<Tu li conoscevi già?>> <<Solo lei, ci siamo incontrate a casa di comuni amici.>><<Peccato.....Lisa mi piace proprio>> Ammisi sconsolato Andrea che non aveva fatto una sola parola con Lisa per tutta la sera, rivolse la sua attenzione a quest' ultima dicendole: <<I capelli così corti sono sicuramente una comodità>> <<Hai ragione, ma non è solo per comodità>> <<No? E per che cos'altro?>> <<Adoro farmi baciare sulla nuca rasata di fresco, è una sensazione indescrivibile, il capello appena tagliato è come vivo e trasmette al tuo cervello tutto quello che sente, come se fosse una terminazione nervosa.>> <<Davvero?>> <<Sicuro! Con i capelli lunghi come i tuoi non puoi capire.>> <<Bisogna che parliamo di questa cosa. Uno di questi giorni ti telefono>> Andrea troncò la conversazione con Lisa, per rivolgersi nuovamente a me.<<Li taglia così corti per fare colpo sulle donne!>> <<Non posso crederci assolutamente sia per questo motivo.>>affermai con sempre minore convinzione. La cena si avviava alla sua conclusione, così dopo il caffè ci salutammo, promettendo di incontrarci ancora, e di telefonarci presto. L'appuntamento Ero talmente preso dal mio lavoro in quel periodo, che la telefonata di Andrea mi colse impreparato. Era trascorsa una settimana da quella cena e ogni tanto avevo pensato a lei, ma senza particolare interesse. Come vi ho detto, le donne con i capelli lunghi non mi attraggono, quindi la consideravo una buona compagnia per una cena o al massimo per un film e niente altro. Balbettai delle scuse generiche per non averle telefonato come avevo promesso, e lei con voce semiseria mi canzonò per qualche minuto, sgridandomi come si fa con un bambino discolo. Dovevo farmi perdonare, e quindi la invitai a bere qualcosa. Ci accordammo per vederci quella sera stessa. Il bar dove dovevamo incontrarci era molto affollato e non la vidi subito, anzi è meglio dire che non la riconobbi subito. Era passata solo una settimana, ma il suo aspetto era cambiato radicalmente. Indossava un completo di morbida pelle nera, la cui gonna molto corta, terminava quattro dita sopra agli stivali, che salivano oltre il ginocchio, anche loro neri. Il vestito era piuttosto scollato e metteva in evidenza il bel seno di Andrea, ma la cosa che attirò di più la mia attenzione erano i capelli. Sempre neri, ma molto più corti della settimana precedente e screziati da delle meches blu elettrico. L'insieme era sbalorditivo. La quieta signora che avevo conosciuto si era trasformata in una donna dalla sensualità prorompente. Allungai il braccio per stringere la sua mano. <<Allora che ne dici? Come mi stanno>> chiese Andrea, prima ancora che potessi salutarla. <<Sono affascinato>> risposi io <<Solo?? Speravo in una reazione più calda>> <<Beh! dammi tempo per digerire la cosa, fatti guardare meglio>>I capelli, lisci,neri, lucenti cadevano dritti incorniciando il viso in un bob perfetto, leggermente più corto sulla nuca, più o meno un dito sopra l'attaccatura del collo, anche la frangia era stata accorciata.Le meches blu davano all'insieme un tocco di trasgressione del tutto particolare. I capelli cadevano pieni ai lati del viso formando due punte rivolte in avanti, lunghe circa trenta centimetri . Complessivamente doveva aver tagliato 40 centimetri di capelli. << Bella, molto bella. Sei completamente diversa, assolutamente affascinante.>> <<Così va meglio.>> disse lei <<In fondo li ho tagliati apposta per te.>> <<Cosa?>> <<Per me, ma che dici?>>Sorridendo maliziosa, mi spiegò che aveva pensato tutta la settimana a come guardavo Lisa, e rimuginando su quel fatto aveva intuito che ero attratto dalle donne con i capelli piuttosto corti.Bevemmo del thè chiacchierando amabilmente, la conversazione fu imperniata quasi esclusivamente sul suo taglio di capelli.Mi disse che aveva faticato a decidere, ma una volta seduta sulla poltrona del parrucchiere non aveva avuto esitazioni, mano a mano che i capelli cadevano sul suo grembo si era sentita presa come da una strana frenesia, aveva pensato di chiedere al parrucchiere di tagliarli cortissimi, come quelli di Lisa. Sembrava che mi stesse sondando per capire se il suo nuovo look avesse o meno ottenuto lo scopo che lei si era prefissa, e se la mia passione per i capelli corti fosse così forte come lei pensava. Se le cose stavano così dovevo battere il ferro finché era caldo.Per cui, con noncuranza allungai la mano a toccarle la testa, lei si irrigidì per un attimo, rilassandosi subito dopo e gratificandomi con un sorriso, segno che apprezzava la carezza.<<Forse io li avrei tagliati più corti sulla nuca, per lasciare nudo il collo>> Le sussurrai con un groppo alla gola.<<Si, ci avevo pensato ma il parrucchiere non ne ha voluto sapere di tagliare di più>><<Sono sempre così i parrucchieri vogliono fare di testa loro, non c'è da fidarsi.>> Azzardai io.Lei mi guardava fissandomi negli occhi, sembrava aver capito quali erano le mie intenzioni.<<Te la sentiresti di tagliarmeli tu?>> mi disse all'improvviso.Non mi aspettavo questa domanda, e nel contempo non volevo dire qualcosa che potesse negarmi l'occasione di passare la clipper sulla sua nuca, o di dare qualche vigorosa sforbiciata ai suoi capelli.<<Mah! Non saprei? temo di rovinarti il taglio.>><<Di che ti preoccupi? Male che vada torno dal parrucchiere>>Un breve e significativo silenzio calò tra noi.<<E poi sono io che te lo chiedo, so cosa rischio, e so quanto ti piacerebbe!>> continuò lei, lasciandomi veramente poco spazio per scantonare.In realtà non vedevo l'ora di dire di si, se avesse accettato glieli avrei tagliati anche li al bar, per fortuna lei si dimostrò più saggia di me, e tagliando corto, mi ordinò praticamente di portarla a casa mia. Il primoTaglio Il tragitto in auto fu breve. Mentre aprivo la porta di casa, mi sussurrò in un orecchio: <<Sono sicura che possiamo combinare grandi cose io e te.>> non ebbi il tempo di replicare, la sua lingua saettò all'interno del mio orecchio procurandomi violenti brividi di eccitazione. Se tanto mi da tanto, ho trovato la complice giusta, pensai. Andrea sembrava assolutamente a proprio agio, del tutto incurante del fatto che si trovava in un appartamento sconosciuto, si tolse il corto giubbino di pelle, e si accomodò velocemente su una sedia del soggiorno. <<Sono pronta e curiosa>> Si accese una sigaretta e accavallò le gambe fasciate dalla pelle dello stivale, il bianco delle cosce risaltava nel contrasto con la pelle nera del vestito e degli stivali, creando un'immagine molto erotica, ma io non ci badavo più di tanto, stavo già pensando al taglio dei capelli. Mi sembrava impossibile. Una tizia che avevo conosciuto si e no sette giorni prima, si era tagliata i lunghi capelli, simbolo irrinunciabile di femminilità per la maggioranza delle donne, solo per compiacermi? E poi si era seduta a casa mia, dopo avermi succhiato un orecchio, in attesa che io, quasi un perfetto sconosciuto, mi divertissi a sforbiciarle i capelli, col pericolo di rovinare la sua bellissima nuova acconciatura. Avevo già preso la clipper e le forbici, e stavo per drappeggiare sulle sue spalle un grande asciugamano, per proteggere il suo vestito dai capelli tagliati. <<No non mettere l'asciugamano, voglio sentire le ciocche che mi cadono sulla pelle delle spalle, e non temere taglia a fondo, voglio il collo nudo come quello di Lisa>> Era la seconda volta che quella sera veniva nominata la nostra comune conoscente, e non so perché, ma quell'accenno mi mise un po' a disagio, forse Andrea si ricordava come avevo guardato Lisa. Gettai l'asciugamano sul divano. Stavo pensando che in fondo anche per Andrea il taglio che stava per subire doveva avere una sorta di connotazione erotica, un feticcio insomma.Respirai a fondo e con le forbici cominciai a tagliare. L'intenzione era quella di tagliare i capelli che le coprivano il retro del collo molto alti, sopra la metà della testa per poi scendere diagonalmente da entrambi i lati fino all'attuale misura, che con le punte arrivava al mento di Andrea, e poi rasare con la clipper tutta la nuca sino a salire sotto la massa dei capelli che scendevano dalla sommità della testa. I capelli erano asciutti, non aveva voluto bagnarli, scivolavano setosi tra le lame affilate della forbice, zac, la prima ciocca cadde a terra. Non riuscivo a vedere il viso di Andrea, ma potevo notare il ritmico su e giù del petto ad ogni respiro. Zac, un'altra ciocca di circa 5 centimetri cadde a terra senza rumore. Zac altri cinque centimetri volarono giù, colpendo le spalle della donna. Avevo ormai preso coraggio e tagliavo di buona lena, il taglio cominciava a prendere forma. Il movimento del petto di Andrea subì una accelerazione e con la coda dell'occhio vidi che aveva stretto le gambe, e che la sigaretta che fino a poco prima stava fumando era schiacciata nel posacenere consumata poco meno della metà. Il suo respiro si era fatto più pesante, le chiesi se voleva vedere come procedeva il taglio, mi rispose con un secco: <<No...taglia, taglia ancora, questa cosa mi sta eccitando>>Il grosso dei capelli da tagliare era ormai sparso sul pavimento e sulle sue spalle. Accendendo la clipper già mi prefiguravo il risultato finale. Poggiai le lame a pettine della tosatrice alla base del collo, al centro della nuca, proprio dove inizia l'attaccatura dei capelli, e cominciai a risalire deciso spingendo la clipper sino a meta della testa dove avevo fissato i capelli più lunghi con una molletta da parrucchiere.I capelli tagliati si accumulavano sulla lama della clipper e con una punta di piacere perverso li lasciai cadere sulle sue spalle. Un piccolo grido uscì dalla bocca di Andrea, vidi che sulla sua pelle erano comparsi dei brividi, e che si stava stringendo le cosce con le mani. <<Sei un bastardo......ti sei accorto che mi eccita, vero?>> Io non profferii parola e ricominciai a passare la clipper su quel bianco collo così attraente. Il movimento della clipper continuò per diversi minuti, fino a quando per completare l'opera feci abbassare la testa ad Andrea posando con una certa rudezza la mia mano sulla sua testa spingendola in avanti. <<Si!.... dai taglia ancora>>Mi disse lei con voce roca. Vi giuro, non me lo feci ripetere, ero infoiato e a quanto pare anche lei. Solo il mio autocontrollo mi consentì di fermarmi per tempo, l'avrei rasata a zero quella sera, tanto la cosa mi aveva preso la mano. Posata la clipper cercai di ripulire Andrea dai capelli che aveva sulle spalle, lei bloccò le mie mani tra le sue. <<Lasciali lì, mi piace sentirli sulla pelle>> sussurrò. Con la mano destra si carezzò la nuca, una,due, tre volte, si vedeva chiaramente che la sensazione dei capelli appena rasati sotto il palmo della mano le piaceva. Dopo essersi alzata appoggiò il suo corpo al mio e si cinse la vita con le mie braccia tenendo stretti i miei polsi. Le mie mani si posarono così sul suo ventre. Il suo sedere strofinava il mio inguine, che già dava segni di impazienza, era un chiaro invito. Posai le mie labbra sulla sua nuca rasata di fresco, rabbrividì ancora, iniziai con la lingua un veloce slalom fra i suoi capelli cortissimi, lei spingeva la testa contro la mia bocca come se volesse farsi ingoiare dalla mia bocca. Senza parlare mi trascinò in camera da letto e con un unico movimento fece cadere sul tappeto il vestito di pelle. Era completamente nuda, a parte gli stivali. Armeggiò per qualche momento con i miei pantaloni e senza aspettare che me li togliessi si sdraiò a pancia sotto sul letto trascinandomi con lei. <<Baciami ancora la nuca ti prego, carezzala e poi baciala ancora >> Non aspettavo altro. Con le mani le scostai i capelli più lunghi denudando completamente il collo. Ora le mie mani tenevano ferma la sua testa, appena Andrea sentì il calore del mio alito sulla nuca si inarcò emettendo uno sbuffo d'aria e mugolando come non avevo mai sentito fare a nessuna. Più tardi, stesi fianco a fianco, ci scambiammo carezze reciproche, accaldati, ma appagati. Andrea intanto mi parlava sottovoce all'orecchio, raccontandomi quali fantasie le erano passate per la testa mentre prendevamo piacere l'uno dall'altra. Fantasie Avevo la netta percezione che Andrea, similmente a me, cercasse un complice, più che un compagno. Lo dimostrava il fatto che continuava a parlarmi, guardandomi fisso, per carpire gli eventuali mutamenti del mio umore. Mi chiese di fotografare il suo nuovo taglio, voleva bloccare il momento e potersi guardare da tutte le angolazioni, cosa che uno specchio non le permetteva, se non a prezzo di mille contorsioni. L'idea mi piaceva, anzi mi intrigava molto. Avrei così avuto anche io una prova tangibile del momento. Dopo che si fu rifatta il trucco, cominciai a fotografarla, erano soprattutto primi piani che mettevano in evidenza il taglio, più che il bel volto della mia amica, da tutti i lati e in tutte le angolazioni. Più la fotografavo, e più si affacciavano alla mia mente suggerimenti sulle pose e sull' abbigliamento con cui avrei voluto fotografarla, ricordavo certe foto viste su internet che mi avevano molto intrigato. Non osavo dirle cosa mi passava per la mente, in fondo, pur avendo fatto sesso con lei, non la conoscevo molto bene e temevo una sua reazione negativa. Scaricai immediatamente le foto sul computer, e le visionammo assieme. <<Bella comodità la macchina digitale, le foto si possono vedere subito, senza andare da un fotografo.>> Commentò Andrea. <<Soprattutto senza che un fotografo le veda >> risposi, sottintendendo che avremmo magari potuto farne di più spinte. <<Mi piacerebbe .......>> Disse lei lasciando la frase in sospeso, guardandomi con quei suoi incredibili occhi che cambiavano continuamente colore. <<Cosa ti piacerebbe?>> Chiesi a quel punto. <<Ti dirò....... ci devo pensare bene >> Verso le due di notte Andrea si rivestì, e con un languido bacio mi salutò. Ci lasciammo con la promessa di risentirci l'indomani. Confesso che ero molto confuso, non riuscivo a capacitarmi che una simile fortuna fosse capitata proprio a me. Finchè giacevamo abbracciati sotto le lenzuola Andrea parlando mi, aveva elencato praticamente tutte le fantasie erotiche che da anni tentavo di mettere in pratica con le ragazze che frequentavo, ma che invariabilmente restavano fantasie poichè coinvolgevano le chiome delle mie occasionali compagne, che a dir la verità, non erano poi molte. Quella notte dormii sognando Andrea. Per fortuna il lavoro mi impegna molto, perciò non pensai ad Andrea per tutto il giorno seguente. Verso sera mentre tornavo a casa, ricevetti una telefonata, era il Maggiore. Non mi aveva mai telefonato prima di allora e la cosa mi stupì. Lisa stava organizzando una cena fra amici a casa sua e voleva sapere se sarei stato libero venerdì sera, naturalmente risposi di si. Ci accordammo per l'ora, concordando che al vino avrei pensato io, e visto che c'ero potevo portare anche il dolce. L'invito mi faceva piacere, ma mi portò a pensare alle affermazioni di Andrea sulle preferenze sessuali di Lisa. Tutto sommato più ci pensavo e più mi convincevo che probabilmente era vero che Lisa preferiva le donne. Nel frattempo arrivai a casa, e aprendo la cassetta della posta trovai un biglietto di Andrea scritto a mano. Con una minuta e piacevole grafia mi informava che era impegnata, e che doveva spegnere il cellulare, ma che avrebbe sicuramente telefonato l'indomani, mi diceva anche che aveva ricevuto un invito a cena da Lisa, il biglietto terminava con un generico ciao. Che delusione: speravo di vederla quella sera stessa, ma non potevo recriminare. Non le avevo neanche telefonato, quindi non potevo pretendere nulla. Mi rifugiai nella solita navigazione della rete, scandagliando i siti che preferivo alla ricerca di novità. Il Venerdì arrivò presto, e carico di bottiglie mi avviai alla cena, Andrea era già lì e c'era un sacco di altra gente, soprattutto Americane, maschi pochetti. Andrea era splendida, indossava dei jeans aderentissimi e un maglioncino lupetto con le maniche lunghe, ma con due aperture all'altezza delle spalle. Notai subito che aveva fatto ritoccare il taglio, che era ancora un po' più corto, e molto meglio rasato sulla nuca. Cercavamo di aiutare Lisa in cucina per cui, spesso eravamo fianco a fianco, e io cercavo di strofinarmi addosso ad Andrea, ma sembrava che lei mi sfuggisse, finchè non ci incrociammo nel corridoio tra la cucina e il soggiorno, la guardavo negli occhi, quindi non mi accorsi che stava alzando la mano, sino a che non la sentii frugare con forza contro il mio inguine, <<Ho voglia di scoparti>> mi sussurrò allontanandosi e raggiungendo Lisa. La cena proseguiva allegramente e Andrea che era seduta a fianco a me ogni tanto controllava che il mio coso fosse sempre al suo posto. Tra un bicchiere di vino e l'altro, Lisa fece dei complimenti ad Andrea per il taglio di capelli, e con noncuranza le carezzo la nuca un paio di volte. Aspettando i liquori iniziammo un giochino di società, i liquori scaldarono l'ambiente, tutti ridevano a ogni battuta, si era anche formata qualche coppia, Lisa per esempio puntava una soldatessa con due trecce castane raccolte sulla nuca, e un paio di tette da competizione. Questa tipa sembrava un po' imbranata e infatti perse il gioco. Stabilire il pegno da fargli pagare fu impossibile, tutti suggerivano qualcosa, che lei rifiutava con forza, finchè Lisa non propose che la sua amica si tagliasse le trecce da sola. Questa impallidì visibilmente, dicendo che non ci pensava neanche Lisa decise salomonicamente che bisognava dargli la rivincita, ma che se avesse perso ancora....zac addio trecce. Dieci minuti dopo la tipa piangeva srotolando lentamente le trecce, che Lisa intanto accarezzava, porgendo alla sua amica la grossa forbice con cui doveva tagliarle. Tutti gli invitati si zittirono, per cui il rumore della forbice fu come amplificato, zac zac via la prima treccia, zac zac via la seconda treccia, intanto la tipa piangeva, e Lisa le carezzava la testa consolandola. Il taglio non era certamente opera di uno stilista i capelli cadevano scompostamente 10 centimetri sopra le spalle, in modo irregolare, e avevano bisogno di una regolata, la ragazza sembrava appena uscita dal barbiere di un campo di concentramento, Lisa presa da compassione per l'amica accompagnò la soldatina in bagno, e noi ricominciammo a giocare. Andrea si era eccitata a vedere il taglio e continuava a strofinarsi contro di me. <<Avresti voluto tagliarglieli tu vero?>> mi disse tenendomi una mano sull'inguine, <<uh uh >> dissi io che non riuscivo a deglutire. Il tempo passava, Lisa e l'amica non tornavano, decisi di vedere che succedeva e mi diressi verso il bagno, accostando l'orecchio alla porta sentii il caratteristico ronzio di una clipper elettrica, e pensai che probabilmente Lisa stava sistemando alla meglio il taglio dell'amica. Tornai così in soggiorno dove intanto si continuava a chiacchierare. Circa mezzora dopo le due amiche ricomparvero, il rossetto era scomparso dalle labbra di Lisa e la sua amica sfoggiava un taglio super corto con la nuca rasata, si tenevano per mano e questo mi fece pensare che l'idea di Andrea sulla sessualità di Lisa era proprio vera. La soldatessa ricevette i complimenti di tutti per il taglio. Con visibile compiacimento di Lisa che se la mangiava con gli occhi. Si faceva tardi e alla spicciolata gli ospiti si accomiatarono, rimanemmo Andrea ed io ad aiutare Lisa e la sua nuova conquista a risistemare la casa. Tra un viaggio e l'altro su e giù tra cucina e salotto, notammo che Lisa e l'amica erano scomparse, io e Andrea curiosi ed eccitati, movendoci in silenzio andammo a buttare un occhio in camera da letto. Sbirciando dalla porta socchiusa vedemmo che l'amica era appoggiata all'armadio con la gonna sollevata e Lisa le teneva la testa con una mano, carezzandole la nuca rasata di fresco, mentre con l'altra stava carezzando l'amica in mezzo alle gambe, e intanto le baciava il collo. Lasciammo le due amanti ai loro giochi saffici, piano piano , senza fare rumore uscimmo in giardino, per poi salire sulla mia automobile. Andrea, mentre avviavo il motore mi posò una mano sull'inguine, carezzando e palpando con forza, fissando i suoi meravigliosi occhi nei miei, in attesa della reazione che non tardò. <<Quelle due mi hanno eccitato da morire>> mi sussurrò in un orecchio. Intanto le dita della sua mano si davano da fare con la patta dei miei pantaloni, improvvisamente abbassò la testa, e io mi sentii immerso in un profondo e piacevole umidore. Guidare in quelle condizioni era piuttosto difficile, quindi imboccai la prima stradina sterrata, spensi il motore e mi dedicai a quei giochini che tanto piacevano ad Andrea. Andrea era eccitatissima, e la situazione evidentemente la eccitava ancora di più, l'automobile non era evidentemente il luogo più comodo per fare l'amore, ma tant'è, ogni tanto bisogna arrangiarsi . Dopo aver abbassato i sedili, Andrea si era messa carponi e io dietro di lei, questa posizione mi fa sentire un vero animale, ma mi piace da morire, soprattutto perché mi consente di guardare la sua nuca e soprattutto mi permette di baciargliela con facilità. <<Dai dammene ancora...... mordimi la nuca>> ansimava, << Pizzicami i capezzoli>> lei scopava e parlava nello stesso momento, io, povero ebete non riuscivo a spiccicare parola. <<Sto pensando al Maggiore che fa sesso con la sua amica, a come la baciava, e a come la toccava....>> Ero troppo eccitato per realizzare che Andrea stava scopando con me, ma che in fondo, avrebbe voluto essere tra le braccia del Maggiore. Appagati e sazi di sesso ci accendemmo una sigaretta, e solo allora chiesi ad Andrea se quello che avevo pensato corrispondeva a verità. <<Non lo so, certo che la cosa mi ha molto eccitata, del resto non ho mai fatto sesso con un'altra donna, certo è che la cosa mi incuriosisce.>> l'ammissione di Andrea non mi turbò più di tanto, del resto ero ormai consapevole che avevo incontrato una donna fuori della norma. Accompagnai Andrea al suo appartamento, e rimanemmo d'accordo che ci saremmo visti l'indomani, dovevamo andare nella città vicina per fare spese. Per darle il bacio della buona notte le misi una mano sulla nuca. <<Hmm ti sono già ricresciuti, è ora di ritagliarli>> le dissi maliziosamente. <<Vedremo!>> mi rispose lei, chiudendo la portiera e girandomi le spalle. Incontri Trascorsi una serena notte tra le braccia di Morfeo. (Non sono diventato Gay! Morfeo è il Dio del sonno....maliziosi) Il mattino seguente dopo la solita tazzona di caffè, telefonai ad Andrea per fissare l'orario a cui incontrarci, con mia sorpresa lei mi disse che era pronta, a parte qualche ritocco, e che potevo partire. Mezzora dopo eravamo in autostrada e filavamo verso la vicina città. I nostri discorsi alla fine caddero sulla serata precedente, Andrea non la finiva più di dirmi come si era eccitata nel vedere il Maggiore che toccava l'amica, e come le era piaciuto il taglio corto della soldatessa, e chissà cosa avrebbe detto il Maggiore se anche Andrea si fosse tagliata i capelli a spazzola..., parlava a mitraglia, e non mi lasciava il più piccolo spazio per inserirmi nel suo discorso. Comunque arrivammo in città, e iniziammo a vagabondare da un negozio all'altro, Andrea era elettrica, curiosissima era attirata da tutto, le vetrine di Versace la colpirono particolarmente, e colpirono anche la sua carta di credito, quel giorno comperò di tutto dai saponi ai profumi, dai vestiti alle borse e poi...quell'improbabile paio di stivali neri alti sino alle cosce, carini devo dire, specie per chi vuole stimolare la fantasia. Infatti me la immaginavo già con il giubbino di pelle, gli stivaloni e quel cappello di pelle, con catena come sottogola, da motociclista esaltato, che teneva appeso in ingresso a casa sua, l'unica nota stonata erano i capelli, una dura di quel tipo, stava bene, secondo me solo con un bel taglio a spazzola con la nuca sfumatissima, e magari biondo bianco come colore. Andrea non mi ascoltava, liquidò i miei discorsi con una alzata di spalle, e si infilò in un ristorantino, senza che ci fossimo accorti che i negozi stavano chiudendo e si era fatta l'ora di cena. Dovevamo decidere che fare dopo cena, l'elenco degli spettacoli cinematografici non era esaltante e nemmeno quello teatrale, così mi venne in mente che da qualche mese era stato aperto "Il Capannone" un nuovo locale dove facevano musica dal vivo e si beveva buona birra, decidemmo quindi di andare lì. Il tragitto fu breve, il posto era nella prima periferia dove fino a qualche anno prima sorgevano le fabbriche, si trattava proprio di un vecchio capannone industriale ristrutturato. L'ambiente era piuttosto buio, ma non rumoroso e gli avventori per fortuna non erano chiassosi, la musica si sentiva bene. Ci sedemmo su due sgabelloni al banco del bar, che era composto da bidoni di petrolio vuoti e cromati, l'arredamento del locale dava proprio l'idea della fabbrica. La ragazza dietro al banco ci chiese cosa volevamo bere, dopo averglielo detto la guardai meglio. Indossava una canottiera a costine molto aderente probabilmente di due taglie inferiore alla sua, con un paio di shorts sfilacciati e stracciati ad arte sui glutei, portava i capelli neri piuttosto corti tagliati come un maschio e completamente imbrillantinati. La spalla destra era tatuata e un altro tatuaggio circondava l'ombelico, nel porgerci le birre mi accorsi che sfiorava intenzionalmente la mano di Andrea scoccandole poi un sorrisone a trentasei denti. Sul palco dove prima suonava il complessino, era comparsa una biondazza vestita con strisce di cuoio e borchie, che iniziò a ballare al suono di una musica lasciva, gli avventori guardavano annoiati. Mi accorsi solo allora che parecchie delle coppiette che gironzolavano per il locale erano composte da persone dello stesso sesso, maschi con maschi e femmine con femmine, la maggioranza delle donne avevano atteggiamenti e aspetto molto mascolini, pur conservando una grande femminilità e carica erotica. Pochissime donne avevano i capelli lunghi e vestivano in modo convenzionale. Andrea mi toccò la mano e con un cenno della testa mi invitò a guardare appena dietro la colonna che delimitava il bar stringendo gli occhi per abituarmi al buio di quell'angolo vidi una bellissima ragazza con la testa rasata a zero che stava baciandone un'altra con un favoloso taglio a caschetto con la nuca rasata.Guardando meglio nel buio vidi che parecchie ragazze avevano la testa rasata, o con appena qualche millimetro di capelli, accidenti quello era il locale giusto per me, peccato che essendo attirate dal loro stesso sesso non mi cagassero di pezza, come dicono a Roma.Mi girai verso Andrea per regalarle uno dei miei arguti commenti....e rimasi di sasso, la cameriera coi capelli imbrillantinati era venuta di qua del banco e le stava palpando le tette come se niente fosse. Andrea si accorse che la stavo guardando e con una occhiataccia mi fece capire che era meglio che mi facessi i fatti miei, così decisi di fare un giretto nel locale.Il ragno tesse la sua tela e poi aspetta che ci cada dentro la mosca. Certo....se in giro ci sono mosche, insomma ero piuttosto giù di morale, Andrea se la stava facendo con la barista, e io tenevo il moccolo.Gironzolavo per il locale guardando qua e là, gli unici sorrisi che incrociai erano quelli di alcuni giovani gay seduti vicino al palco, dove la biondazza continuava a dimenarsi. Ero lì fermo come un baccalà, quando venni urtato in malo modo, ero pronto per una rissa, una di quelle cose epiche dove tutti si scazzottano a sangue, e quando si dirada il polverone l'eroe si allontana con noncuranza, solo che di solito io non sono mai l'eroe e quando si dirada il polverone mi ritrovo per terra con un paio di denti in meno. Mi giro piuttosto infuriato e la mia rabbia in un nanosecondo si trasforma in un sorriso, la tipa che mi ha urtato si sta scusando, sembra piuttosto timida, viso rotondo, bellissimi occhi, bel seno, bel culetto e dulcis in fundo bellissimi capelli biondi piuttosto corti, ma non l'ormai solito taglio da macho. Mi guardo attorno e vedo che Andrea e sempre al banco con la barista, quindi che male c'è se attacco bottone con la biondina? Si chiama Giulia, ha 28 anni fa la parrucchiera, è venuta al Capannone con una amica, che a quanto pare si è imboscata da qualche parte, (beata lei) mi dice di essere a disagio, lei è etero e non è abituata alle avances delle donne. Per metterla a suo agio, le confesso che anche io non sono proprio nel mio ambiente, ma che essendo un cultore del capello corto femminile, tutto sommato, il posto non mi dispiace. La conversazione avanza a singhiozzo, finalmente con la scusa di andare da lei a farmi tagliare i capelli mi faccio dare l'indirizzo del suo salone, chissà che non ne nasca qualcosa di utile. Andrea ci raggiunge e si presenta, noto che ha il rossetto leggermente sbavato, senza che Giulia si accorga, faccio un cenno ad Andrea, che fa spallucce e ammicca con aria sognante. Chiacchieriamo ancora un po' con la nostra nuova amica parrucchiera, che sembra essere una maniaca del lungo e boccoloso, ma presto ci congediamo, Andrea è euforica a dire poco, ogni volta che qualche ragazza con un taglio corto ci passa vicino, mi stringe due volte la mano in rapida successione perché la guardi, e mi chiede se mi piace quel taglio. Decidiamo di andarcene, durante il viaggio di ritorno continuo a stuzzicare Andrea, che non si lascia sfuggire neanche una parola, ma io sono tignoso, e so che sta rimuginando dentro di se. <<Ho deciso! Voglio accorciare ancora i capelli, le ragazze di questa sera mi hanno dato qualche idea>> Beh! Questa dichiarazione non può che trovarmi d'accordo, già pregusto il momento, ma Andrea si affretta a precisare che andrà nel salone che le ha indicato la barista, un salone piuttosto particolare molto trendy, dove si incontra un sacco di bella gente. Arriviamo finalmente a casa mia, è notte fonda e ci cacciamo a letto più veloci della luce, mi sento come un polipo dalle mille braccia, Andrea sembra contenta e ricambia, dopo un ora siamo ancora lì a toccarci come forsennati, coperti di saliva sino alla punta dei capelli, quando Andrea sta per raggiungere l'orgasmo mi afferra la testa e se la spinge con forza in mezzo alle gambe, sbottando con una frase alla quale non diedi peso immediatamente <<leccami bambina leccami>> Bambina??? A me??? mentre Andrea si calmava, tra un ansito e l'altro sentenziò: <<voglio scopare con una donna, e al più presto>> Epilogo Vabbeh.....i desideri sono desideri e bisogna soddisfarli, però ammettiamolo.....il tuo ego a sentire una cosa del genere, minimo va in cantina a cercare una corda per impiccarsi.Non vedo Andrea da due giorni, quando con voce dolce e mielosa mi telefona e mi chiede se alla pausa pranzo mangiamo qualcosa assieme.Il mio ego, che intanto è risalito dalla cantina perché non ha trovato la corda, mi spinge a fare il prezioso e quindi le dico: << Mah...non so...ho tanto da fare.....>> lei taglia corto e di rimando mi dice: << Pensavo ti interessasse sapere che Lisa ci ha invitato a cena.....solo noi due, anzi in verità aveva invitato solo me, ma io ho insistito perché invitasse anche te.>> Ma come? Il maggiore invita Andrea e non invita me?...aridagli con l'ego che scende le scale della cantina. <<Si...>> dice Andrea << mi piacerebbe che ci fossi anche tu, e poi so che Lisa ti piace>> Già! Penso io, peccato che a Lisa piacciono le donne. Comunque..decidiamo di mangiare qualcosa al bar della piazzetta e lì ci incontriamo dopo mezz'ora. Andrea è splendida, vestita con un abito nero e lungo che le fascia il corpo e mette in vista, attraverso un vertiginoso spacco laterale le gambe fasciate da calze di rete a maglia larga e dagli stivali alti che ha comperato qualche giorno prima. Con mia grande rabbia, mi accorgo che ha accorciato ancora i capelli, sfoggia un meraviglioso taglio alla garconne non più lungo di 5 centimetri con la nuca sfumatissima e tracciata a rasoio. Perchè rabbia ??? Perché speravo di tagliarglieli io. Dovevo saperlo che avrebbe rispettato ciò che aveva detto uscendo dal " Capannone". Tra un panino e un tramezzino ci accordiamo per la cena, domani sera andrò a prenderla sotto casa alle 20 e poi via di corsa a casa del maggiore. Siamo a tavola già da mezzora e Lisa non fa che complimentarsi con Andrea per il taglio, e continua a guardarla con occhi languidi, sfiorandole la mano ad ogni occasione, da quello che vedo anche Andrea sta andando su di giri.Lisa continua a tessere la lodi per la nuova acconciatura della mia amica e Andrea, raccogliendo le avances ormai spudorate di Lisa si passa la mano sulla nuca, e dice:<< Ho chiesto al parrucchiere di farmeli molto più corti, più o meno un centimetro, ma non c'è stato niente da fare, non sono riuscita a convincerlo.>> Lisa trasale...sembra abbia recepito un segnale preciso, si alza e con due movimenti apre un cassetto del mobile dietro al tavolo di cucina e ne estrae la clipper che aveva usato per far pagare pegno alla sua collega soldatessa, << Te li taglio io a un centimetro, non dirmi di no.>> Andrea la guarda........io per loro non esisto, sono come un soprammobile. << Ma si...tagliameli, è da un po' che ci penso, ho voglia di fare qualcosa di diverso, qualcosa che mi contraddistingua.>> Evidentemente la cena era finita, perché Andrea spostò la sedia su cui sedeva verso il centro della stanza dove la raggiunse Lisa con la clipper che già ronzava. << Cosa ne dici di un bel flatt-top, piatti piatti sopra e rasatissimi ai lati>> disse Lisa. << Perché no? È molto inusuale come taglio, sicuramente non se ne vede molti in giro, dai comincia.>> Devo dire che Lisa era proprio brava con la clipper in men che non si dica il taglio era abbozzato. La parrucchiera improvvisata bagnò i capelli di Andrea che aveva le spalle nude coperte di ciocche, risultato del "misfatto" e poi spazzolandoli indietro li asciugò con il phon dopo averli ben frizionati con del gel. Ancora qualche colpo di clipper per rifinire il lavoro, Andrea era trasformata, il taglio era perfetto e le dava un aria da dura, molto particolare, quasi di torbida bellezza. Lisa spazzolava con le mani le spalle di Andrea per liberarla dai capelli tagliati, tuttavia il suo lavoro non era efficace perché i minuscoli frammenti di capello si attaccavano alla pelle della sua amica. Vedevo chiaramente che Andrea respirava in modo pesante, preludio certo della sua incombente eccitazione.Prese una mano di Lisa e se la porto al petto, <<Spazzola anche qui>> disse con voce roca. L'altra non se lo fece ripetere due volte, sembrava che stessero pomiciando propriò lì davanti a me. Io non fiatavo, speravo si fossero dimenticate della mia presenza, e che così continuassero a strofinarsi. Devo confessare che la cosa mi intrigava da morire, anzi mi stavo eccitando anche io. Le due si guardavano negli occhi come non ho mai visto fare, Lisa presa per mano Andrea si diresse verso il bagno, portandosi dietro la clipper, << Vieni ti pulisco con un po' d'acqua>> disse allontanandosi dalla stanza A essere onesto, non c'è niente di peggio che una porta chiusa per scatenare la mia curiosità.....ero certo che quelle due con la scusa di togliere i capelli dalle spalle di Andrea avrebbero combinato qualcos'altro. Quatto quatto, senza fare rumore mi avvicinai alla porta del bagno, che con mia grande fortuna era dotata di serratura normale. Senza rimorso alcuno, avvicinai l'occhio destro al pertugio e senza quasi respirare guardai dentro. Andrea mi rivolgeva la schiena e il maggiore davanti a lei con movimenti lenti le carezzava le spalle per liberarle dalle ciocche tagliate, accompagnava il movimento soffiando delicatamente, i capelli finivano a terra e Andrea impercettibilmente si avvicinava sempre più al maggiore. Lentamente, dopo aver tolto i capelli dalle spalle di Andrea, Lisa la abbracciò carezzandole la nuca appena rasata con un lento movimento dal basso verso l'alto. Andrea in punta di piedi avvicinò il viso a quello della soldatessa baciandola appassionatamente. La cosa andò avanti per un po', poi staccandosi ma continuando ad accarezzare Andrea il maggiore si piegò a sussurrarle qualcosa nell'orecchio. Andrea, di cui non potevo vedere il viso, visibilmente impacciata stava slacciando i pantaloni del maggiore che dopo un attimo caddero sugli anfibi, Andrea carezzava il sesso di Lisa da sopra le mutandine che ben presto raggiunsero i pantaloni ai piedi di Lisa, le due, ripresero a baciarsi e carezzarsi impacciate nei movimenti data la ristrettezza del bagno e dalla mia posizione non potevo vedere bene, le ginocchia cominciavano a dolermi, distolsi lo sguardo per un attimo e quando avvicinai nuovamente l'occhio alla serratura Andrea era inginocchiata ai piedi di Lisa che aveva appoggiato il piede destro sul bordo della vasca da bagno cercando di allargare le gambe il più possibile, la mano di Lisa era sulla nuca di Andrea ed era chiaro che spingeva la testa di quest'ultima contro il suo sesso, quasi completamente rasato ad eccezione di una strisciolina di pelo posta esattamente al centro del pube. Il viso di Lisa era paonazzo e respirava affannosamente mi sembrava di sentire il sibilo dell'aria che usciva dalle sue labbra, la testa di Andrea continuava a muoversi sollecitata dalla mano dell'altra donna, che intanto aveva impugnato nuovamente la clipper e l' aveva accesa. Non capivo cosa voleva fare. Sollevò il mento di Andrea che era ancora tuffata tra le sue gambe e le rivolse un muto cenno di assenso, che non potei vedere se ricambiato dalla sua compagna, Andrea abbassò ancora la testa aggrappandosi con le mani ai fianchi del maggiore che intanto dimenava lentamente i fianchi. Lisa tolta la mano da sotto il mento di Andrea le posò la clipper sulla nuca e con un movimento dal basso verso l'alto spinse la clipper sulla sommità del capo, man mano che la clipper avanzava una striscia di pelle compariva, Andrea immobile continuava a baciare Lisa tra le gambe, sembravano invasate, le ultime ciocche di capelli intanto cadevano a terra e sulle spalle di Andrea, Lisa passava e ripassava la clipper, sulla nuca, sui lati della testa e sulla sommità....Andrea era rasata a zero, tuttavia continuava a baciare l'atra e a frugarla nel sesso con le dita. Lisa depose la clipper e si inginocchiò davanti ad Andrea, si frugavano con le mani con un movimento parossistico, si baciavano, si strizzavano i capezzoli, e Lisa carezzava voluttuosamente la testa appena rasata della sua nuova amante. Mi gira la testa e a causa del sudore che è colato dalla fronte mi bruciano gli occhi, ma non mollo, piegato in due con l'occhio alla serratura continua a spiare quelle due invasate e le invidio, oh come vorrei essere al posto di una delle due. Andrea. Si alza e spinge il pube in avanti, contemporaneamente la mano scivola sulla nuca di Lisa e se la tira addosso, le parti si sono invertite, afferra la clipper e comincia a rasare Lisa che non si oppone e che le sta succhiando avidamente il sesso, in pochi minuti anche Lisa è rasata a zero, Andrea afferra una bomboletta spray la agita e poi spruzza della schiuma, da barba, sulla testa di Lisa. Lisa la blocca e pulendo la testa con un asciugamano, bacia ancora languidamente l'amica, << Aspetta, abbiamo tutta la notte....>> capisco che stanno per uscire e mi catapulto sul divano in soggiorno dove accendo il televisore, che fingo di guardare molto interessato. Non faccio a tempo a mostrare la mia meraviglia per il drastico e repentino cambio di look delle due, che mi accompagnano alla porta e mi ringraziano per la compagnia..<< Riaccompagno io Andrea...non ti preoccupare...a presto e grazie ancora>> mi dice Lisa movendo la sua graziosa manina in un saluto che somiglia molto a un addio... E io rimango lì..come un ebete, nel freddo della notte sugli scalini di casa di una che mi piace che adesso andrà a letto con un'altra che mi piace...mi consolo, anch'io andrò a letto con una che mi piace, una disponibile, calda, affettuosa amica,........................ la mia mano destra...
Anna & Giulia Io e la mia amica Giulia lo avevamo progettato da mesi: - "Giulia, finiamo di lavorare il 27 Luglio, facciamo i bagagli, prendiamo la macchina e c'è nè andiamo in giro" - "Certo ma... sei sicura che vuoi fare quella cosa che sai?" - "Io non ho cambiato idea, ma non ne parliamo qui che ci sono troppe orecchie e se non capisco ci prendono per matte e per...si anche per quello.." - "Va bene ne parliamo dopo..." - "non vedo l'ora" Anna e Giulia lavoravano presso un'assicurazione, e quello che avevano in mente di fare, era di prendere la macchina e girare senza metà durante tutto il mese di agosto, erano molto amiche e tutte e due single, in ufficio giravano voci sulla loro bisessualità, ma le voci sono sempre voci. Giulia era alta 1.76, magra, e portava i capelli lunghi, castano chiari e molto lisci, Anna invece era di corporatura più robusta, alta come Giulia e aveva i capelli corti sopra le orecchie, il tipico taglio alla maschietto, pettinati in avanti. Partirono di sabato pomeriggio: - "Giulia, visto che abbiamo un mese di tempo a disposizione la faresti quella cosa che ti ho proposto?" - "Ancora la storia dei capelli dici?" - "Si..." - "La cosa è intrigante ma.. non so .... ma proprio rasati?" - "Se non vuoi no, al limite corti, 1 o 2 centrimetri se proprio non li vuoi rasare a tutti a zero" - "non lo so, ci devo pensare.." - "... .. . non mi dire che sei andata a comprare davvero la macchinetta?" - "no, non l'ho presa, ma più avanti c'è un centro commerciale... se vuoi.. possiamo comprarla" Dicendo questo, Anna si era avvicinata a Giulia e le accarezzava la nuca: - "Non fare così che sai che poi.. e poi sto guidando!...., comunque.., va bene compriamola" Le due amiche entrarono nel centro commerciale ed emozionatissime comprarono la macchinetta con vari accessori. - "Giulia, la posso provare appena usciamo?" - "Ci sarà la batteria scarica" - "Magari un po carica lo è" - "E la vuoi provare su di me?" - "Non vuoi?" - "uhmm.. si va bene, ma... molto poco e dietro, ma pochissimo!" Andarono vicino alla loro macchina e Anna alzo i capelli di Giulia e le fece la coda, lasciando sciolte le ciocche sulla nuca. - "Mi sento un po scema" disse Giulia - "Io invece mi sento un' altra cosa.. " - " Dai allora, prima che arrivi gente e ci prendano per matte" Anna accese la macchinetta e senza protezioni comincio a radere la nuca di Giulia tenendo le lunghe ciocche con una mano, solo che non si fermo a tagliare solo l'inizio della nuca ma andò più su fino a quasi l'altezza delle orecchie, Giulia la fermò: - "Basta! sei matta!?" Anna smise di tagliare, poi chinò il capo e riaccese la macchinetta, cominciò a radersi da sola tutta intorno senza passarla sopra alla testa, poi spense di nuovo e si mise a ridere mentre si passava la mano sui lati e sulla nuca rasata a zero: - "ahaha Anna sei proprio una pazza!, mamma mia, guarda i miei poveri capelli lunghi, dietro non c'è più niente!" Così dicendo Giulia si sciolse la coda e i suoi capelli lunghi andarono a coprire la sua nuca rasata" Le due amiche salirono in macchina e ripartirono per le vacanze." In auto Giulia guardava la testa di Anna, tutta rasata intorno, Anna la guardò e disse: - "Tanto li avevo già corti, quando arriviamo in un albergo finisco di radermi anche sopra" Giulia Sorrise: - "Quando siamo in albergo voglio finire io di raderti, tanto lo so che hai portato la schiuma e il rasoio, ormai ti conosco..." - "Non vedo l'ora!" - "Sai cosa facciamo Giulia?, andiamo in riviera, troviamo due ragazzi e li radiamo! ahaha" - "io non sò ancora come finirà con i miei poveri capelli lunghi" - "ah, io lo so, te li voglio tagliare a caschetto tutti intorno a metà orecchie, obliqui fino alla bocca" - "Vedremo" Dopo 3 ore di viaggio arrivammo finalmente al mare, prendemmo posto in albergo e poi uscimmo, c'erano tanti ragazzi e ragazze sul lungomare, io e Anna facevamo a gara a chi vedeva le pettinature più strane, c'era una ragazza con i capelli blu lunghi sotto le orecchie e rasati dietro, stava benissimo, c'erano anche tanti bei ragazzi, Anna si divertiva a far vedere il suo nuovo e momentaneo taglio rasato con i capelli sopra alla testa sparati in alto e bagnati con il gel, mentre io cercavo di nascondere la mia nuca rasata con i capelli lunghi che avevo, ma c'era vento ed era facile vedere che sotto ero pelata. Dopo pranzo andammo in albergo: - "la batteria è carica" disse Anna, "Vuoi finire di radermi?" - "Si, va bene, ma i capelli poi dove li mettiamo? non tengono una scopa in stanza" - "Li raccogliamo e li mettiamo in un sacchetto" - "Sei preparata in tutto eh Anna?" - "Dai comincia!" Anna si tolse i vestiti, per non fare andare i capelli tagliati in mezzo, diceva lei, presi la macchinetta e cominciai a passargliela sulla testa, di nuovo nei lati e dietro, non ci misi molto, Anna teneva gli occhi chiusi e vedevo che aveva la mano sulle sue gambe. Presi la schiuma e cominciai a spalmargliela bene, poi gli chiesi: - "Sei sicura che vuoi uscire di qui completamente calva?" - "Sono sicurissima" procedi" Presi il rasoio e cominciai a raderla a zero piano piano per paura di tagliarla, in fondo era la prima volta che lo facevo, la passai due volte su tutta la testa. - "Finito!" - "Bene, voglio vedermi, Wow! che bella!, tanto a fine agosto li riavrò come prima!" Così dicendo Anna andò a farsi una doccia, io mi guardavo allo specchio pensando a come sarei stata se fossi stata calva, la tentazione era molto forte. Quando Anna finì di farsi la doccia disse: - "Ora tocca a te cara mia" - "Non rasarmi subito però!" - "Va bene.." - "giura!!" - "Stai tranquilla Giulia!" Mi misi a sedere ma Anna mi fece alzare, mi spogliò e mi fece sedere di nuovo, eravamo tutte e due nude, io non avevo vergogna perchè ci conoscevamo dai tempi della scuola, eravamo più che amiche. Anna mi pettinò i capelli dietro la schiena, poi mi fece la riga in mezzo e prese il pettine e la macchinetta, cominciò a pettinare i capelli dietro all'altezza della rasatura precedente, più o meno quasi sopra alle orecchie, tenendo i capelli nel pettine accese la macchinetta e li tagliò via. Dietro adesso avevo i capelli corti a scalino con la nuca rasata. Anna mi diede i capelli tagliati, erano proprio lunghi, poi si sedette vicino a me e mi fece una treccia in un lato, a cosa fatta me la taglio, poi fece la stessa cosa come dietro, con una sola differenza, mi taglio i capelli diagonalmente, ora nel lato partivano da sopra l'orecchio e venivano giù obliqui appena sopra la bocca, poi chiese: - "Ti posso radere l'altro lato?" - "no aspetta, fammeli uguali" E così fece, ora dopo tanti anni avevo i capelli corti, mi sentivò più fresca, però ero anche dispiaciuta, sapevo comunque che non sarei tornata a casa nemmeno con i capelli così corti. Il taglio non finì così, perchè Anna prese la schiuma e il rasoio per radermi liscia la nuca. L'idea iniziale di girare il paese in macchina era stata scartata, stavamo bene in quella cittadina di mare, la sera uscivamo, il pomeriggio stavamo in spiaggia. - "Giulia smettila di toccarti sempre i capelli dai" - "Non sono abituata ad averli così" - "Guarda quel ragazzo come ti guarda" Ero imbarazzatissima! Era ormai il 20 di Agosto, tra una settimana saremmo tornate a casa, ad Anna i capelli stavano ricrescendo, non era più calva per quanto fossero corti i suoi capelli. Anche a me stavano ricrescendo, non avevo più la nuca rasata a zero. Tre giorni prima di partire per tornare a casa Anna mi disse: - "Guarda come sono ricresciuti i miei capelli" - "si è vero, anche i miei sono ricomparsi sulla nuca." - "Giulia, mi vuoi radere di nuovo?" - "Ma tra 3 giorni siamo di nuovo in ufficio, vuoi arrivarci calva?" - "Si, non mi importa, se non lo fai tu me lo faccio io" - "Va bene, lo faccio" E cosi per la seconda volta mi ritrovai con la macchinetta in mano, rasai completamente la testa di Anna e poi di nuovo con la lametta. - "ora immagino che tocchi a me" Anna si alzò e mi fece sedere - "Io comincio a tagliare, se non vuoi che ti rapi tutta fermami" Mi taglio i capelli a metà orecchie, ora ai lati non era più obliqui, poi prese la macchinetta e cominciò a radermi la nuca, poi gli chiesi io la macchinetta, e.. diedi un colpo secco dalla fronte alla nuca, sopra alla mia testa c'era una striscia vuota" - "Ecco Anna, ora mi devi radere per forza" - "Evviva!" E così fece, una volta rasata mi schiumò la testa, mi masaggiò un po e poi passò la lametta, mi alzai, eravamo tutte e due calve, lucidissime. Due mattine dopo ripetemmo ancora la rapatura, volevamo tornare a casa belle liscie. Partimmo verso casa, avevamo fatto l'amore tutta la notte... Sono passati due anni da quella vacanza, io porto i capelli sempre corti, Anna li ha lunghi sopra le spalle, ci siamo fidanzate con due splendidi ragazzi.
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