IL BARBIERE  

Ero stata lasciata dal mio ragazzo e l'ultimo esame era andato male. Avevo detto alle amiche che se fossi stata promossa avrei fatto una pazzia, forse un piccolo tatuaggio o il tanto sospirato piercing al sopracciglio. Camminavo per la strada, e accanto a me vedevo tanti negozi di parrucchieri. Mentre camminavo i miei capelli si muovevano lunghi sui seni e fino al sedere, non li tagliavo da 15 anni. Avevo voglia di farmi un regalo, per non pensare più a quel giorno. Camminavo e pensavo. Ero talmente immersa in me stessa che arrivai in un luogo della periferia dove non ero mai stata.

Sarei voluta tornare indietro, in uno di quei coiffeur… tutte le volte che ero andata a spuntarli un po’ mi avevano deluse tutte. Camminando mi trovai, quasi fosse il destino a volerlo, davanti a un piccolo negozio, un parrucchiere maschile.

Entrai e cominciai a muovermi maldestramente all’interno del negozio. Si avvicinò un anziano signore dicendomi: "Signora, mi scusi, forse non si è accorta che questo è un parrucchiere per uomo”. Rimasi molto imbarazzata per quella frase e lui se ne rese conto,ma poi da dietro sentii una voce di un ragazzo più giovane che mi salutò gentilmente dicendo di sedermi ad aspettare, poiché avrebbe pensato lui a me, visto che il proprietario, il vecchietto, stava per andare via per l’ora tarda.
Dopo pochi minuti mi fece sedere sulla poltrona. Accarezzava i miei capelli chiedendomi quanto li avrei voluti tagliare, ma intuiva già che ero molto provata, e che nel mio cuore desideravo un grosso cambiamento.

Fu allora che, coinvolta da questo legame di complicità psicologica, gli dissi con voce decisa: "taglia, ti fermerò io..".

Mi fece lo shampoo, accarezzandomi la cute quasi denudandola col contatto dei suoi pollici. Poi mi riportò sulla poltrona e mi mise una stretta mantella al collo, tirando fuori tutta la chioma.
Prese una ciocca e la percorse fino all’attaccatura, avanti e indietro, come se le sue dita segnassero il confine tra la parte che sarebbe rimasta e quella di cui mi avrebbe privato.
Mentre scorreva in lungo e in largo, aspettò che un mio sorriso desse il via al primo colpo di forbice, che inesorabilmente mi privò di circa la metà della mia chioma.
Le sue dita e le sue forbici scorrevano veloci, pareggiando l’intera chioma appena sotto le spalle.
Sentivo un piacevole senso di leggerezza, liberata da quella chioma che ormai da 15 anni mi appesantiva e mi opprimeva.
Pensavo avesse finito, quando lo vidi divertirsi ripercorrendo di nuovo le ormai non lunghissime ciocche. Stavolta però non aspettò un mio sorriso, e io lo lasciai continuare: quel taglio ancora non soddisfaceva la mia fugace voglia di cambio radicale.
Mi fece mettere la testa giù, e le sue forbici torturarono il mio collo, lo liberarono da ogni piccolo capello residuo. Sentivo il freddo nel collo, per la prima volta dopo tanti anni.
Alzai gli occhi timidamente e vidi un dolcissimo caschetto che mi accarezzava il mento, alzandosi un po’ dietro, liberandomi collo e parte di nuca.
Allungai timidamente la mano e toccai per la prima volta il mio collo privo di capelli.
Fu un momento intensamente eccitante.
Non ebbi neanche il tempo di abituarmi a questo nuovo taglio, che già il barbiere mi provava dei capelli sulla nuca.
Anche i movimenti delle sue forbici, adesso, sembravano più consoni ai uno di quei tagli maschili che era abituato a fare.
Era più rapito, più deciso, completamente in sintonia con i miei desideri più segreti, quelli che non volevo ammettere di avere.
Vedermi diversa, privata della mia chioma, mi eccitava molto. Era come se mi stesse privando di un passato, quello col mio ex, che ormai non sentivo più mio.

Le sue forbici si muovevano adesso a pochi centimetri dalla mia fronte, regalandomi una frangia corta e sbarazzina. Con un rasoio elettrico, pregandomi di stare ferma, rasò nuca e lati, e impostandolo a zero mm, sistemò le ormai maschilissime basette.
Asciugò con una velocità che mi sorprese i capelli rimasti.
Aveva appena finito. Con lo specchio mi fece vedere il taglio.

Frangetta a parte, i capelli erano molto corti, con un taglio simile a un bob, ma più scalato, che lasciava la mia nuca completamente nuda.

Tornai a toccare collo e nuca con la mano, completamente persa nel piacere di toccare le mie rasature.

Timidamente parlai, per la prima volta. Temeva in una mia scontentezza, e invece gli chiesi si passare la macchinetta anche sui capelli che erano rimasti relativamente lunghi, sul capo, passati a forbice.
Lui mise il pettinino alla macchinetta, e me la mise appena sulla fronte, solcando delle strisce e facendo i modo che il risultato fosse un taglio a spazzola.
Mi alzai, liberandomi dell’odiosa peluria appena tagliata accumulata sul mio collo.

Mise un pò di gel e mentre entrambi guardavamo lo specchio e disse: "non voglio che tu paghi, quello che stai passando lo leggo nei tuoi occhi, e non voglio che il mio aiuto si limiti a un solo taglio".
Lo invitai ad uscire. Non smettevo di toccarmi i capelli e lui ne era divertito.
Da qualche mese stiamo insieme, e i miei capelli stanno ricrescendo.
Adesso ho un ragazzo che mi ama senza badare all’aspetto fisico

.

IL SOGNO CON NATALIA

Si era svegliata di nuovo dopo quello strano sogno
Aveva sognato di ricevere una telefonata dalla sua ex amica del liceo, che aveva una sorpresa per lei, e stava venendo a casa sua.
Nel sogno la sua amica arrivata e, prima che lei avesse potuto fare qualcosa, la faceva sedere sulla sedia del bagno, e le rasava a zero i capelli.
Si svegliava di colpo, nel cuore della notte, toccandosi il capo e rasserenandosi dopo aver appurato che si trattava solo di un sogno.
Quel sogno le metteva ansia, si chiedeva il perché…
Le tornò in mente un ricordo quasi rimosso. Quando una volta, da piccola, un compagno di scuola le aveva tagliato la treccia e sua madre l’aveva dovuta portare dal barbiere a fargli fare un taglio maschile.
Ne aveva sofferto molto. Si vedeva così diversa dalle amiche. Ma poi si era abituata e un po’ quella sensazione di portare i capelli corti forse le mancava. Non aveva mai avuto il coraggio di rifarli corti, forse per la paura di stare male.
Al liceo aveva incontrato Natalia, ragazza svogliata e punk. Tra le evoluzioni dei capelli di Natalia, vi era stata anche una rasatura totale: stava bene coi suoi grandi occhi azzurri, forse l'aveva sempre invidiata per il suo coraggio. Dopo l'ennesimo sogno era andata su internet,ce li aveva cercato siti sulle donne calve. Era cosi attratta da quello che leggeva, dai racconti e dai siti che spiegavano le fasi del taglio.
All'improvviso, spaventata e un po’ eccitata, entrò nella chat di uno di questi siti.
C'era una persona a cui confessò il sogno. Lui, un po’ approfittandone, disse che l'unica cosa da fare era cercare Natalia e parlarle,così lei cercò il numero di Natalia in vecchie rubriche finchè lo trovò. Al telefono gli rispose la madre, <<natalia adesso vive da sola>> le disse. Decise così di andarla a trovare. Arrivata li, vide la sua amica molto diversa. I capelli erano di media lunghezza, chiari come erano sempre stati ,con delle meches bionde.
Si misero a parlare del più e del meno, e solo poco prima di andare ebbe il coraggio di raccontarle il sogno. Natalia era perplessa, ma contenta. Le disse che il sogno manifestava un suo desiderio represso. Accetto così di seguire Natalia in bagno, dove si sarebbe compiuta la realizzazione di quello che, con l’aiuto di Natalia, aveva finalmente riconosciuto come desiderio e non come paura.
Natalia, rapida ma non frettolosa, le fece una treccia e gliela tagliò di netto, e dopo disse, preoccupata di aver esagerato <<possiamo fermarci se vuoi>>.
Ma lei voleva andare fino in fondo.
Natalia, come nel sogno (se lo faceva raccontare in modo dettagliato e lo eseguiva come un rito), le tagliava i vari ciuffi e lei si sentiva leggera, quasi una donna nuova.
Ritrovò nel suo sguardo incorniciato da quei capelli corti, lo sguardo che le mancava, di quando era bambina.
Finalmente era arrivato il momento della rasatura. Natalia, che non si era mai liberata del suo vecchio clipper, lo accese e, senza neanche chiederlo a lei, cominciò a passarglielo dalla nuca fino a raggiungere la fronte.
Lei si guardava dritta negli occhi nello specchio, sorrideva, non avendo paura del forte cambiamento a cui andava incontro. In un attimo poteva vedere la sua testa completamente rasata, delle strisce di totale assenza di capelli.
Dopo che ebbe finito, Natalia la guardò e le chiese un commento.
Lei si toccò la testa e perplessa disse
<<belli, però sono diversi da come li avevi tu…>>
<<certo-disse sorridendo Natalia- io passavo schiuma e rasoio…. tu te la senti?"
<<beh forse è un po’ esagerato…dopo tutto mi devo abituare...>> disse la neo-rasata titubante.
<<sai che ti dico- disse Natalia- mi hai fatto tornare la voglia di rasarmi.>> proprio in quell' istante spinse il clipper sulla sua fonte, in modo deciso e rapido, senza alcuna ombra di esitazione, lasciando una scia bianchissima.
In pochi secondi, sorridendo maliziosamente, si era rasata completamente, rinunciando alla sua bella chioma bionda, e aveva messo la schiuma sulla sua testa.
Guardò la sua amica e, convinta che ormai neanche l’amica potesse più farne a meno, le disse
<<hai ancora paura?>>
La sua amica, in silenzio, si sottopose alla posa della schiuma, decisa e emozionata.
Si rasarono a lametta a vicenda, divertite e, ridendo, uscirono di casa per raggiungere degli amici di Natalia in un pub.
Il contatto con la società e con la comitiva di Natalia, aperta di mente, fu positivo.
Dopo aver salutato gli amici, Natalia e l’amica rimasero tutta la notte a ricordare i tempi del liceo.
Quella notte non servì solo a dare un taglio ai capelli, ma anche a ricongiungere due vecchie amiche, che non sapevano di condividere una passione, e ora erano più amiche di prima.

IN MONTAGNA

Gli ultimi mesi di lavoro erano stati veramente duri per Sonia.

Per dare un taglio alla monotonia del lavoro, aveva deciso di trascorrere un weekend in montagna con la sua migliore amica Alessia e due amici.

Sonia era una ragazza di 24 anni, lavorava da un anno per una società, in cui era entrata subito dopo la laurea.

Era alta, aveva capelli scuri lisci abbastanza lunghi : le rasentavano i seni.

Aveva un abbigliamento molto sobrio, anche perchè lo pretendevano nella società dove lavorava.

Alessia era una sua coetanea, ma frequentava ancora l'univiserità, la facoltà di filosofia.

Era una ragazza molto spregiudicata, e ciò si evinceva anche dal suo look.

Portava capelli di media lunghezza, rossi, ma in passato aveva provato diverse acconciature, anche dei tagli corti e soprattutto frange estreme, colori pazzi….

Aveva il piercing al sopracciglio e vestiva in modo molto succinto.

In montagna portarono su anche due amici. Piero, il buffone della comitiva, alto e magro.

Per molti anni aveva tenuto i capelli rasati a zero, ultimamente li aveva fatti crescere un po’ ,e portava una lunghezza si circa dieci centimetri biondi, lisci, quasi non si riconosceva più.

Poi c'era orlando, alto, spalle larghe, occhi chiari, capelli lunghi, raccolti con un elastico che sembrava quasi scivolare via…il ragazzo ideale di Sonia, se solo avesse avuto il coraggio di dirglielo.

Il weekend in montagna cominciò abbastanza bene

<<Sonia, dove tieni lo zucchero'?>> aveva detto Alessia.

Le due ragazze erano sole, in cucina, e cominciarono a parlare d'amore

<<guarda che si vede che muori dietro ad Orlando, dovresti lanciarti>>

<<Ale, io mica sono come te! non potrei accettare un rifiuto, e poi credo proprio di non piacergli>>

<<beh se cominci così...comunque sei una ragazza carina, secondo me è un problema di look, cavolo sei troppo tradizionale! dovresti prendere spunto da me>>

<< e cosa dovre fare? farmi i capelli blu?>>

<<beh dai, non sarebbe una cattiva idea, magari li farebbe anche lui>>

<<ma no, dai, ha dei cosi bei capelli….sembra un angelo, vorrei tanto pettinarglieli dolcemente, accarezzarglieli, ma è così restio al contatto...>>

Arrivo' l'ultimo giorno di vacanza

<<domani si riprende, vorrei tanto fare una pazzia finchè sono in tempo>> disse Piero sorseggiando una birra.

I ragazzi avevano tutti un po’ bevuto, fuori c'era un freddo cane,ormai mancava solo una notte al rientro.

<<Perchè non ci sediamo tutti intorno a una bottiglia e giochiamo come ai tempi del liceo?>> disse Alessia entusiasta.

Tutti accettarono con entusiasmo, si lasciò convincere pernsino Sonia.

Il primo a far girare la bottiglia fu Piero, che colpì in pieno Alessia.

Dopo aver fatto finta di pensare a una cosa che invece gia tramava da tempo, corse in bagno e tornò con forbici e una borsetta con le sue cose da bagno.

Mise una mantellina intorno al collo di Alessia, dopo averla fatta accomodare al centro della stanza. Cominciò lo spettacolo.

Piero ascoltò le voci del popolo per decidere il nuovo taglio di Alessia, lei rideva, probabilmente troppo ubriaca per capire o abbastanza spregiudicata da non ribellarsi.

Piero alzò i capelli di Alessia e li tagliò in modo da creare un caschetto più corto dietro.
Si vedeva che si era sempre tagliato i capelli da solo: aveva una certa manualità.

I ciuffi davanti, prima lunghi, lasciarono il posto a una cortissima frangia, rasente quasi al cuoio capelluto.

I ciuffi accanto invece rendevano nude le orecchie, diventavano sempre più corti sulla nuca.

Quando ebbe finito, tirò fuori dalla sua borsetta un rasoio elettrico, e spostandole la testa indietro, cominciò a rasarle la nuca per creare un forte contrasto coi capelli più lunghi in alto.

Dopo avere decisamente accorciato i capelli della nuca, passò il rasoio senza protezione, gia cominciava ad apparire la nuca bianchissima, mentre Alessia, ormai cosciente, cominciava a cambiare espressione del viso.

Dopo avete preso la schiuma da barba e un rasoio a mano, le rasò la nuca completamente a zero,e chiese i commenti della giuria.

Orlando, hairlover per natura, disse che avrebbe preferito una nuca sfilata, o una rasatura che partisse a zero dalla nuca e lasciasse 5 mm di capelli più in alto

Ma ormai era fatta, e comunque il risultato era bello.

Infondo Alessia era una ragazza che stava bene con dei tagli cosi' estremi.

Probabilmente avrebbe ripetuto il taglio, magari facendo crescere i capelli di sopra, tenendoli raccolti in due codini.
Adesso la forbice in mano era stata consegnata ad Alessia, che doveva ricambiare Piero del suo "favore"

Senza pietà , e ridendo a crepapelle,Alessia fece una strage del caschetto di Piero, li tagliava quasi con rabbia, quasi per fargliela pagare .Continuando a ridere passò il rasoio elettrico regolato a 5 mm.

E dopo avere ottenuto una lunghezza omogenea, tolse la protezione e cominciò a fare degli strani disegni sulla testa di Piero

Piero non era arrabbiato, ma quasi divertito .

Adesso la bottiglia aveva toccato Sonia, che avrebbe dovuto tagliare i capelli a Orlando.

Era molto tesa, ma felice di quel momento che aspettava da tempo.

Dopo avergli fatto lo shampoo e pettinato i capelli, decise, con delusione del pubblico, di optare per un taglio medio.

In effetti aveva sempre amato i capelli lunghi.

Dopo averlo pettinato, con una maestria degna di una vera parrucchiera,gli tagliò i capelli, tutti alla stessa lunghezza , sotto le spalle, e cominciò a scalarglieli , lasciando dei ciuffi più corti davanti, come le era sempre piaciuto

Orlando era un pò triste di mandare al vento anni di pazienza per farli crescere, ma il risultato era favoloso, soprattutto dopo che Sonia aveva deciso di asciugarglieli. Orlando era rimasto carino, forse ancora più carino.

Adesso era il momento dell'ultimo taglio.

A sedersi fu Sonia, un pò spaventata ma sicura di Orlando, visto che infondo lei lo aveva rispettato.

Orlando chiese al pubblico quale taglio avrebbe dovuto fare,e loro cominciarono a pretendere lo zero assoluto.

Erano effettivamente ubriachi.

Orlando senza farselo ripetere due volte cominciò a tagliare,sempre di più.

Sonia poteva vedere sul grembo i capelli che aveva fatto crescere in tanti anni.

Voleva piangere, era spaventata, ma nello stesso momento si godeva il momento.

La sua frangia divenne in pochi secondi un ciuffetto mozzo lungo solo pochi millimetri,come il resto.

Piero era andato a prendere uno specchio in bagno, anche se Sonia non aveva il coraggio di guardare,

Era arrivato il momento della macchinetta.

Sonia aveva alzato lo sguardo curiosissima…poteva vedere la sua pelle farsi bianca dopo il passaggio della macchinetta.

Si sentiva così strana. Avrebbe voluto provare un taglio corto, ma non aveva mai avuto il coraggio.

Pensava a cosa avrebbero detto al lavoro ,era preoccupata ma allo stesso tempo molto eccitata.

Dopo la rasatura non ebbe il tempo di osservarsi che le fu messa la schiuma in testa, ma questa volta l'onore di rasarla passò a Piero.

In cinque minuti la mano esperta di Piero fece pelo e contropelo.Sonia si ritrovò calva senza quasi accorgersene.

.

Dopo un anno la solita comitiva tornò  in quella casa.

Alessia aveva mantenuto il caschetto, ma aveva sistemato la nuca.
Era riuscita a laurearsi.

Piero non aveva più tagliato i capelli, gli arrivavano gia alle spalle e stava molto meglio.

Orlando non era riuscito più a farli crescere, si era affezionato al taglio si Sonia.

Sonia aveva deciso di non farli più crescere, al lavoro le avevano fatto i complimenti.
Li teneva a spazzola, e se li faceva tagliare da orlando.
Un anno prima, dopo la rasatura, i due, ormai disinibiti, avevano fatto l’amore.
Il loro rapporto durava ormai da un anno, e oltre all’amore reciproco, condividevano la passione per l’hair loving


L'agente segreta

Kimberly è una ragazza asiatica che lavora nell'Cia.

Ha i capelli lunghi, neri, sempre raccolti, pelle molto chiara, sguardo seducente….è una bellissima donna.

Spesso viene mandata in missione per conquistare (e indagare su) loschi uomini di potere.

Stavolta ha una missione difficile: deve varcare il confine di uno stato (con cui l’america è in guerra), e lì fare arrivare un codice segreto ai suoi alleati.

Per la sua stessa sicurezza neanche lei sa questo segreto, non sa dove verrà messo. Le sarà solo fornito un abbigliamento particolare che lei ha l'ordine di non visionare.Gli alleati sanno dove trovare il codice.

Viene anestetizzata alla base, e si risveglia gia pronta per il viaggio.

Kimberly è nervosa, stavolta non sa bene il piano, e questa è una carta a suo sfavore: come può proteggere qualcosa che non sa dove si trova.

Arrivata a destinazione, viene incaricata di partecipare a un gran galà dato dal capo di stato. Le è stato descritto l’uomo su cui deve indagare.

E' bellissima, indossa un abito azzurro scollato. I suoi capelli sono acconciati con degli strass.

Un uomo all’apparenza facoltoso, di mezza età, il suo uomo, la affianca, le parla in inglese.

Ballano, poi vanno in camera.

Forse dovrà mostrare le sue grazie per avere delle informazioni.

Arrivata lì, l'uomo prende la bottiglia di champagne e la colpisce brutalmente. Lei perde i sensi.

Si risveglia in una cella, completamente nuda, ignorandone il motivo.

Dopo qualche ora viene un uomo. La perquisisce completamente. Kimberly è confusa e imbarazzata.

A quel punto la chiamano, la portano in una piccola stanza bianca con una piccola poltrona nera.

L'uomo d 'affari compare quasi dal nulla e le dice

<<sono stati proprio bravi questa volta i tuoi capi, non hai parlato neanche con la macchina della verità, ci stiamo convincendo che tu non sappia>>

<<è esattamente così>> disse lei, ma ricevette subito uno schiaffo.

<<le belle donne come te non dovrebbero parlare>> disse con tono arrogante e maschilista

L'uomo fece un cenno e si avvicinò un altro uomo che, dopo averle messo attorno una mantellina, violentemente cominciò a tagliarle i capelli. In pochi secondi inconsapevolmente stava perdendo la sua bella chioma, passata sotto le lame prima del clipper, poi del rasoio a mano.

Ma la sua testa risultava ancora completamente nuda.

<<adesso ti faremo una elettrocoagulazione in testa. Probabilmente farà comparire uno strano disegno, quello che i tuoi capi volevano far passare ai loro alleati>>

Kimberly ebbe appena il tempo di accarezzarsi la testa che si avvicinò uno strano tipo in camice bianco che, dopo averla fatta distendere e stretto i suoi polsi, le passò uno strano aggeggio sulla testa.

Sentì un forte dolore, ma di breve durata.

Sulla sua testa i presenti potevano vedere uno strano disegno, che la occupava interamente. Decifrandolo,avrebbe dato una formula chimica molto importante.

Dopo qualche ora la formula scomparve, rimase solo la sua testa completamente calva. Era stata riportata in cella.

Più tardi venne il boss, la accarezzò per non spaventarla più di quanto già lo fosse.
<<dovrei ucciderti mia cara Kimerly…ma sei cosi una bella donna...-disse- così ho pensato di aprire questa cella. Tupotrai andare dove vuoi, tanto dubito che tornerai in America>>

Andò via e tornò in Giappone, in cerca delle sue origini. La CIA la diede per morta
In Giappone Kimberly cambiò nome, identità e trovò un lavoro. I capelli non le ricrebbero più. Dovette usare delle parrucche.
L'elettro coagulazione l'aveva resa calva per sempre.

Ogni tanto si toccava la testa e pensava al suo passato, un passato che aveva voluto dimenticare

 

LA DISAVVENTURA DI MARZIA

Marzia era una ragazza molto bella.

 

Aveva 24 anni, e portava i capelli lunghi, neri.

Era un’ appassionata di capelli, e si era lanciata spesso in tagli coraggiosi, sempre mantenendo il taglio lungo.

Aveva una treccina, dei contrasti blu notte, e una frangetta cortissima che le metteva in risalto gli occhi.

Purtroppo la sua passione per i capelli era spesso fraintesa, e non condivisa.

Un giorno Marzia entrò su un sito per hairlover, e si iscrisse al forum.

Li ognuno era un po’ pazzo. C'era il feticista delle mantelle, la fanatica per i capelloni, il maniaco per le rosse, quello fissato con i capelli ricci...

Anche lei si sentiva una di loro.

La aveva particolarmente incuriosito uno di loro, di nome Bob.

Cominciarono a scambiarsi emails, poi a sentirsi, e in seguito si diedero un appuntamento.

Si sarebbero visti di fronte al salone più conosciuto della città.

 

Marzia era li, i capelli erano raccolti in due trecce.

Si guardava intorno impaurita fino all'arrivo di un ragazzo alto e affascinante, coi capelli rasati.

Passarono una bella serata insieme, parlando di capelli, forse bevendo un po’ troppo.

Dopo, bob le chiese di andare a casa sua. Lei era spaventata ma viste le sue insistenze alla fine si risolse per il si.

Li guardarono dei filmati di tagli estremi che bob custodiva gelosamente.

Poi, dopo avere bevuto ulteriormente, Marzia si addormentò sul divano.

Era notte fonda.

Marzia aveva aperto gli occhi e si era ritrovata con delle catenine ai polsi.

Bob era lì, sorridente. Si sentiva uno strano picchiettio metallico.

Era Bob che le aveva sciolto una treccia e le stava tagliando i capelli, pazientemente, centimetro dopo centimetro.

Marzia spaventata, si sentiva cosi stupida per essersi fidata di un estraneo.

<<ma che stai facendo?>>

<<calma, fidati, ti piacerà>>

<<se uscirà viva fuori di qui ti aspetta una denuncia>>

<<non mi denuncerai, fidati>>

Bob non si scomponeva, ontinuava a tagliare. Adesso l'orecchio destro diventava scoperto, si vedevano i due piercing di Marzia.

Bob quasi sadicamente, prese uno specchio e le mostrò la differenza tra le due parti.

Ad essersi salvata c'era solo la treccina blu e la frangia cortissima.

Adesso toccava all'altro lato.Bob procedeva in modo diverso. Taglio' la treccina di netto.

Poi di sentì un ronzio di un clipper. La passò direttamente sui capelli ancora un po’ lunghi di Marzia: andando poi dall'altro lato, dove erano gia molto corti. Bob le permetteva di godersi il momento,radeva le strisce lentamente, faceva emergere la pelle bianca e delicata, e poi puntualmente le mostrava il risultato con un gioco di specchi.

Adesso la testolina di Marzia era un prato.

Le scendevano due lacrime, ma non parlava per non dargli soddisfazione.

Si dimenava, ma era ben fissata in modo da non potersi muovere. E poi era bravo, e non si spaventava di movimenti bruschi: non la avrebbe mai tagliata.

Marzia credeva che a quel punto tutto fosse finito, ma sentì un calore in testa, un panno di acqua bollente.

Poi subito un profumo di schiuma da barba, e il contatto con la lama che la rendeva calva.

La paura di Marzia, e la rabbia, erano diventate prima rassegnazione, poi eccitazione.

Ma proprio in quel momento si svegliò.

Era a casa di Bob, senza catene, e con ancora i suoi capelli lunghi.

Bob la stava guardando dormire, l'aveva vista sorridere, e le chiese il perchè.

Lei senza pronunciare una parola sul sogno disse

<<voglio che mi rapi, rapami, fammi calva! >>

Bob era spaventato ma eccitato all'idea. In fondo era quello che aveva sempre desiderato...rasare una bella ragazza.

Marzia corse in bagno su uno sgabello. Bob le mise attorno al collo una mantella molto stretta.

In pochi minuti Marzia vide azzerare le proprie chiome sul suo capo.

Dopo la fine della rasatura, Marzia si accarezzò la testa.Bob la guardava estasiato, ignaro del sogno. Era ancora bella,forse più bella.

Era domenica mattina. Bob e Marzia uscivano mano nella mano.

Fu in quel momento che bob le sussurrò <<te lo avevo detto che alla fine non mi avresti denunciato....>>

 

 IL REGALO DI GRETA

Greta lo guardava sempre in facoltà.

 

Giacomo era così bello, coi suoi capelli lunghi. Era uno dei più bravi, aveva gli occhi chiari e gli occhiali.

I capelli di media lunghezza, lisci,chiari.

Passò del tempo prima che Greta si dichiarasse a Giacomo, ma il risultato non fu quello sperato. Le disse
<<senti, tu forse mi vedi come un bravo ragazzo, ma in realtà io sono un tipo strano, e non so se tu sarai sempre disposta ad assecondare i miei desideri >>

Greta aveva accettato perchè lo amava veramente tantissimo.

Passavano i mesi, Greta e Giacomo erano abbastanza felici, ma lui era sempre nervoso, era come se dovesse dirle qualcosa ma non trovasse il coraggio.

Così un giorno Greta , mentre erano soli in macchina, gli chiese qual'era il problema

<<vedi, adesso io ti confido una cosa ma...ma ho paura che tu penserai che sono un pervertito ,un malato...>>

<<parla, ti amo e capirò>>

<<vedi io sono un hairlover>>

<<cioè?>>

<<un amante dei capelli...>>

<<beh allora ti piacciono i miei?>> disse Greta ,che aveva dei capelli liscissimi, castano chiaro rossiccio ,lunghi e scalati.

<<beh, sai io amo i capelli corti...anzi a dire il vero le ragazze rasate>>

<<e quindi...>> disse Greta abbastanza imbarazzata,visto che era molto legata ai suoi capelli.

<<niente, scusa non avrei dovuto parlarne...>>

Passarono i mesi, Greta si sentiva in colpa di come aveva trattato Giacomo.

Amava Giacomo, ma anche i suoi capelli.

Spesso si guardava allo specchio e li tirava indietro, con una coda strettissima.

Vedersi calva le piaceva e contemporaneamente la spaventava.

Il giorno del loro anniversario andarono a cena fuori.Giacomo era sereno, aveva superato il problema, anche se se ne vergognava ancora un po’.

Dopo la cena andarono a casa di Giacomo, dove si scambiarono i regali.

Erano seduti a un piccolo tavolo rotondo, quando Greta gli mise davanti un regalo incartato di rosso.

Quando l'aprì, Giacomo vide estasiato che si trattava di un clipper .E sotto c'era un biglietto.

<<fai di me ciò che vuoi>>

Giacomo era eccitatissimo, anche perchè Greta, spogliatasi completamente, si era seduta in una poltrona di pelle nera, pronta al taglio, anche se spaventata.

Giacomo si avvicinò con le forbici. Greta sentiva la punta delle forbici sulla sua nuca tagliare via tutto, senza risparmiare niente, agire decise perché per la prima volta lei era decisa.
Per Greta era una sensazione nuova , e piacevole. Si sentiva eccitata e sottomessa.

Poteva vedersi con ciuffi spettinati di diversa lunghezza, ma non tagliati a caso.

Diventavano sempre più corti, sotto le lame delle forbici di Giacomo.
Ne fece un maschietto, un dolce spettinato maschietto. Poi, accorciando con maestria sempre di più i lati e dietro, ne fece quasi un marine, con una corta spazzolina in testa.

Ora prendeva la clipper, la posizionava lentamente sulla fronte di greta sorridendo.
Andava lentamente, era molto pignolo, solcò una striscia ben definita e prese la mano di Greta per farla percepire anche a lei.
TRRRRRR compariva la pelle bianca sulla testa rotondissima di Greta.
Il taglio fu lungo, e i due se lo godettero per bene.

Si sentiva leggera, eccitata, e soprattutto felice di avere fatto contento il suo uomo.

La lunghezza dei suoi capelli era 5 mm, omogenea, e Giacomo decise di non andare oltre.

Lei li toccava sorpresa e stranamente eccitata.Giacomo,estasiato da questa visione,le disse <<sei bellissima>>

Senza pulire a terra, correndo in camera da letto, fecero per la prima volta l'amore.

 

 

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