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IL BARBIERE Ero stata
lasciata dal mio ragazzo e l'ultimo esame era andato male. Avevo detto alle amiche che se
fossi stata promossa avrei fatto una pazzia, forse un piccolo tatuaggio o il tanto
sospirato piercing al sopracciglio. Camminavo per la strada, e accanto a me vedevo tanti
negozi di parrucchieri. Mentre camminavo i miei capelli si muovevano lunghi sui seni e
fino al sedere, non li tagliavo da 15 anni. Avevo voglia di farmi un regalo, per non
pensare più a quel giorno. Camminavo e pensavo. Ero talmente immersa in me stessa che
arrivai in un luogo della periferia dove non ero mai stata. Sarei
voluta tornare indietro, in uno di quei coiffeur
tutte le volte che ero andata a
spuntarli un po mi avevano deluse tutte. Camminando mi trovai, quasi fosse il
destino a volerlo, davanti a un piccolo negozio, un parrucchiere maschile. Entrai e
cominciai a muovermi maldestramente allinterno del negozio. Si avvicinò un anziano
signore dicendomi: "Signora, mi scusi, forse non si è accorta che questo è un
parrucchiere per uomo. Rimasi molto imbarazzata per quella frase e lui se ne rese
conto,ma poi da dietro sentii una voce di un ragazzo più giovane che mi salutò
gentilmente dicendo di sedermi ad aspettare, poiché avrebbe pensato lui a me, visto che
il proprietario, il vecchietto, stava per andare via per lora tarda. Fu allora
che, coinvolta da questo legame di complicità psicologica, gli dissi con voce decisa:
"taglia, ti fermerò io..". Mi fece lo
shampoo, accarezzandomi la cute quasi denudandola col contatto dei suoi pollici. Poi mi
riportò sulla poltrona e mi mise una stretta mantella al collo, tirando fuori tutta la
chioma. Le sue
forbici si muovevano adesso a pochi centimetri dalla mia fronte, regalandomi una frangia
corta e sbarazzina. Con un rasoio elettrico, pregandomi di stare ferma, rasò nuca e lati,
e impostandolo a zero mm, sistemò le ormai maschilissime basette. Frangetta a parte, i capelli erano molto corti, con un taglio simile a un bob, ma più scalato, che lasciava la mia nuca completamente nuda. Tornai a toccare collo e nuca con la mano, completamente persa nel piacere di toccare le mie rasature. Timidamente
parlai, per la prima volta. Temeva in una mia scontentezza, e invece gli chiesi si passare
la macchinetta anche sui capelli che erano rimasti relativamente lunghi, sul capo, passati
a forbice. Mise un pò
di gel e mentre entrambi guardavamo lo specchio e disse: "non voglio che tu paghi,
quello che stai passando lo leggo nei tuoi occhi, e non voglio che il mio aiuto si limiti
a un solo taglio". . IL SOGNO CON NATALIA Si era svegliata di nuovo dopo quello strano sogno IN MONTAGNA Gli ultimi
mesi di lavoro erano stati veramente duri per Sonia. Per dare un
taglio alla monotonia del lavoro, aveva deciso di trascorrere un weekend in montagna con
la sua migliore amica Alessia e due amici. Sonia era
una ragazza di 24 anni, lavorava da un anno per una società, in cui era entrata subito
dopo la laurea. Era alta,
aveva capelli scuri lisci abbastanza lunghi : le rasentavano i seni. Aveva un
abbigliamento molto sobrio, anche perchè lo pretendevano nella società dove lavorava. Alessia era
una sua coetanea, ma frequentava ancora l'univiserità, la facoltà di filosofia. Era una
ragazza molto spregiudicata, e ciò si evinceva anche dal suo look. Portava
capelli di media lunghezza, rossi, ma in passato aveva provato diverse acconciature, anche
dei tagli corti e soprattutto frange estreme, colori pazzi
. Aveva il
piercing al sopracciglio e vestiva in modo molto succinto. In montagna
portarono su anche due amici. Piero, il buffone della comitiva, alto e magro. Per molti
anni aveva tenuto i capelli rasati a zero, ultimamente li aveva fatti crescere un po
,e portava una lunghezza si circa dieci centimetri biondi, lisci, quasi non si riconosceva
più. Poi c'era
orlando, alto, spalle larghe, occhi chiari, capelli lunghi, raccolti con un elastico che
sembrava quasi scivolare via
il ragazzo ideale di Sonia, se solo avesse avuto il
coraggio di dirglielo. Il weekend
in montagna cominciò abbastanza bene <<Sonia,
dove tieni lo zucchero'?>> aveva detto Alessia. Le due
ragazze erano sole, in cucina, e cominciarono a parlare d'amore <<guarda
che si vede che muori dietro ad Orlando, dovresti lanciarti>> <<Ale,
io mica sono come te! non potrei accettare un rifiuto, e poi credo proprio di non
piacergli>> <<beh
se cominci così...comunque sei una ragazza carina, secondo me è un problema di look,
cavolo sei troppo tradizionale! dovresti prendere spunto da me>> << e
cosa dovre fare? farmi i capelli blu?>> <<beh
dai, non sarebbe una cattiva idea, magari li farebbe anche lui>> <<ma
no, dai, ha dei cosi bei capelli
.sembra un angelo, vorrei tanto pettinarglieli
dolcemente, accarezzarglieli, ma è così restio al contatto...>> Arrivo'
l'ultimo giorno di vacanza <<domani
si riprende, vorrei tanto fare una pazzia finchè sono in tempo>> disse Piero
sorseggiando una birra. I ragazzi
avevano tutti un po bevuto, fuori c'era un freddo cane,ormai mancava solo una notte
al rientro. <<Perchè
non ci sediamo tutti intorno a una bottiglia e giochiamo come ai tempi del liceo?>>
disse Alessia entusiasta. Tutti
accettarono con entusiasmo, si lasciò convincere pernsino Sonia. Il primo a
far girare la bottiglia fu Piero, che colpì in pieno Alessia. Dopo aver
fatto finta di pensare a una cosa che invece gia tramava da tempo, corse in bagno e tornò
con forbici e una borsetta con le sue cose da bagno. Mise una
mantellina intorno al collo di Alessia, dopo averla fatta accomodare al centro della
stanza. Cominciò lo spettacolo. Piero
ascoltò le voci del popolo per decidere il nuovo taglio di Alessia, lei rideva,
probabilmente troppo ubriaca per capire o abbastanza spregiudicata da non ribellarsi. Piero alzò
i capelli di Alessia e li tagliò in modo da creare un caschetto più corto dietro. I ciuffi
davanti, prima lunghi, lasciarono il posto a una cortissima frangia, rasente quasi al
cuoio capelluto. I ciuffi
accanto invece rendevano nude le orecchie, diventavano sempre più corti sulla nuca. Quando ebbe
finito, tirò fuori dalla sua borsetta un rasoio elettrico, e spostandole la testa
indietro, cominciò a rasarle la nuca per creare un forte contrasto coi capelli più
lunghi in alto. Dopo avere
decisamente accorciato i capelli della nuca, passò il rasoio senza protezione, gia
cominciava ad apparire la nuca bianchissima, mentre Alessia, ormai cosciente, cominciava a
cambiare espressione del viso. Dopo avete
preso la schiuma da barba e un rasoio a mano, le rasò la nuca completamente a zero,e
chiese i commenti della giuria. Orlando,
hairlover per natura, disse che avrebbe preferito una nuca sfilata, o una rasatura che
partisse a zero dalla nuca e lasciasse Ma ormai
era fatta, e comunque il risultato era bello. Infondo
Alessia era una ragazza che stava bene con dei tagli cosi' estremi. Probabilmente
avrebbe ripetuto il taglio, magari facendo crescere i capelli di sopra, tenendoli raccolti
in due codini. Senza
pietà , e ridendo a crepapelle,Alessia fece una strage del caschetto di Piero, li
tagliava quasi con rabbia, quasi per fargliela pagare .Continuando a ridere passò il
rasoio elettrico regolato a E dopo
avere ottenuto una lunghezza omogenea, tolse la protezione e cominciò a fare degli strani
disegni sulla testa di Piero Piero non
era arrabbiato, ma quasi divertito . Adesso la
bottiglia aveva toccato Sonia, che avrebbe dovuto tagliare i capelli a Orlando. Era molto
tesa, ma felice di quel momento che aspettava da tempo. Dopo
avergli fatto lo shampoo e pettinato i capelli, decise, con delusione del pubblico, di
optare per un taglio medio. In effetti
aveva sempre amato i capelli lunghi. Dopo averlo
pettinato, con una maestria degna di una vera parrucchiera,gli tagliò i capelli, tutti
alla stessa lunghezza , sotto le spalle, e cominciò a scalarglieli , lasciando dei ciuffi
più corti davanti, come le era sempre piaciuto Orlando era
un pò triste di mandare al vento anni di pazienza per farli crescere, ma il risultato era
favoloso, soprattutto dopo che Sonia aveva deciso di asciugarglieli. Orlando era rimasto
carino, forse ancora più carino. Adesso era
il momento dell'ultimo taglio. A sedersi
fu Sonia, un pò spaventata ma sicura di Orlando, visto che infondo lei lo aveva
rispettato. Orlando
chiese al pubblico quale taglio avrebbe dovuto fare,e loro cominciarono a pretendere lo
zero assoluto. Erano
effettivamente ubriachi. Orlando
senza farselo ripetere due volte cominciò a tagliare,sempre di più. Sonia
poteva vedere sul grembo i capelli che aveva fatto crescere in tanti anni. Voleva
piangere, era spaventata, ma nello stesso momento si godeva il momento. La sua
frangia divenne in pochi secondi un ciuffetto mozzo lungo solo pochi millimetri,come il
resto. Piero era
andato a prendere uno specchio in bagno, anche se Sonia non aveva il coraggio di guardare, Era
arrivato il momento della macchinetta. Sonia aveva
alzato lo sguardo curiosissima
poteva vedere la sua pelle farsi bianca dopo il
passaggio della macchinetta. Si sentiva
così strana. Avrebbe voluto provare un taglio corto, ma non aveva mai avuto il coraggio. Pensava a
cosa avrebbero detto al lavoro ,era preoccupata ma allo stesso tempo molto eccitata. Dopo la
rasatura non ebbe il tempo di osservarsi che le fu messa la schiuma in testa, ma questa
volta l'onore di rasarla passò a Piero. In cinque minuti la mano esperta di Piero fece pelo e contropelo.Sonia si ritrovò calva senza quasi accorgersene. . Dopo un
anno la solita comitiva tornò in quella
casa. Alessia
aveva mantenuto il caschetto, ma aveva sistemato la nuca. Piero non
aveva più tagliato i capelli, gli arrivavano gia alle spalle e stava molto meglio. Orlando non
era riuscito più a farli crescere, si era affezionato al taglio si Sonia. Sonia aveva
deciso di non farli più crescere, al lavoro le avevano fatto i complimenti.
Ha i capelli lunghi,
neri, sempre raccolti, pelle molto chiara, sguardo seducente
.è una bellissima
donna. Spesso viene mandata
in missione per conquistare (e indagare su) loschi uomini di potere. Stavolta ha una
missione difficile: deve varcare il confine di uno stato (con cui lamerica è in
guerra), e lì fare arrivare un codice segreto ai suoi alleati. Per la sua stessa
sicurezza neanche lei sa questo segreto, non sa dove verrà messo. Le sarà solo fornito
un abbigliamento particolare che lei ha l'ordine di non visionare.Gli alleati sanno dove
trovare il codice. Viene anestetizzata
alla base, e si risveglia gia pronta per il viaggio. Kimberly è nervosa,
stavolta non sa bene il piano, e questa è una carta a suo sfavore: come può proteggere
qualcosa che non sa dove si trova. Arrivata a
destinazione, viene incaricata di partecipare a un gran galà dato dal capo di stato. Le
è stato descritto luomo su cui deve indagare. E' bellissima,
indossa un abito azzurro scollato. I suoi capelli sono acconciati con degli strass. Un uomo
allapparenza facoltoso, di mezza età, il suo uomo, la affianca, le parla in
inglese. Ballano, poi vanno
in camera. Forse dovrà
mostrare le sue grazie per avere delle informazioni. Arrivata lì, l'uomo
prende la bottiglia di champagne e la colpisce brutalmente. Lei perde i sensi. Si risveglia in una
cella, completamente nuda, ignorandone il motivo. Dopo qualche ora
viene un uomo. La perquisisce completamente. Kimberly è confusa e imbarazzata. A quel punto la
chiamano, la portano in una piccola stanza bianca con una piccola poltrona nera. L'uomo d 'affari
compare quasi dal nulla e le dice <<sono stati
proprio bravi questa volta i tuoi capi, non hai parlato neanche con la macchina della
verità, ci stiamo convincendo che tu non sappia>> <<è
esattamente così>> disse lei, ma ricevette subito uno schiaffo. <<le belle
donne come te non dovrebbero parlare>> disse con tono arrogante e maschilista L'uomo fece un cenno
e si avvicinò un altro uomo che, dopo averle messo attorno una mantellina, violentemente
cominciò a tagliarle i capelli. In pochi secondi inconsapevolmente stava perdendo la sua
bella chioma, passata sotto le lame prima del clipper, poi del rasoio a mano. Ma la sua testa
risultava ancora completamente nuda. <<adesso ti
faremo una elettrocoagulazione in testa. Probabilmente farà comparire uno strano disegno,
quello che i tuoi capi volevano far passare ai loro alleati>> Kimberly ebbe appena
il tempo di accarezzarsi la testa che si avvicinò uno strano tipo in camice bianco che,
dopo averla fatta distendere e stretto i suoi polsi, le passò uno strano aggeggio sulla
testa. Sentì un forte
dolore, ma di breve durata. Sulla sua testa i
presenti potevano vedere uno strano disegno, che la occupava interamente.
Decifrandolo,avrebbe dato una formula chimica molto importante. Dopo qualche ora la
formula scomparve, rimase solo la sua testa completamente calva. Era stata riportata in
cella. Più tardi venne il
boss, la accarezzò per non spaventarla più di quanto già lo fosse. Andò via e tornò
in Giappone, in cerca delle sue origini. Ogni tanto si toccava la testa e pensava al suo passato, un passato che aveva voluto dimenticare LA DISAVVENTURA DI MARZIA Marzia era una ragazza molto bella.Aveva 24 anni, e
portava i capelli lunghi, neri. Era un
appassionata di capelli, e si era lanciata spesso in tagli coraggiosi, sempre mantenendo
il taglio lungo. Aveva una treccina,
dei contrasti blu notte, e una frangetta cortissima che le metteva in risalto gli occhi. Purtroppo la sua
passione per i capelli era spesso fraintesa, e non condivisa. Un giorno Marzia
entrò su un sito per hairlover, e si iscrisse al forum. Li ognuno era un
po pazzo. C'era il feticista delle mantelle, la fanatica per i capelloni, il maniaco
per le rosse, quello fissato con i capelli ricci... Anche lei si sentiva
una di loro. La aveva
particolarmente incuriosito uno di loro, di nome Bob. Cominciarono a
scambiarsi emails, poi a sentirsi, e in seguito si diedero un appuntamento. Si sarebbero visti
di fronte al salone più conosciuto della città. Marzia era li, i
capelli erano raccolti in due trecce. Si guardava intorno
impaurita fino all'arrivo di un ragazzo alto e affascinante, coi capelli rasati. Passarono una bella
serata insieme, parlando di capelli, forse bevendo un po troppo. Dopo, bob le chiese
di andare a casa sua. Lei era spaventata ma viste le sue insistenze alla fine si risolse
per il si. Li guardarono dei
filmati di tagli estremi che bob custodiva gelosamente. Poi, dopo avere
bevuto ulteriormente, Marzia si addormentò sul divano. Era notte fonda. Marzia aveva aperto
gli occhi e si era ritrovata con delle catenine ai polsi. Bob era lì,
sorridente. Si sentiva uno strano picchiettio metallico. Era Bob che le aveva
sciolto una treccia e le stava tagliando i capelli, pazientemente, centimetro dopo
centimetro. Marzia spaventata,
si sentiva cosi stupida per essersi fidata di un estraneo. <<ma che stai
facendo?>> <<calma,
fidati, ti piacerà>> <<se uscirà
viva fuori di qui ti aspetta una denuncia>> <<non mi
denuncerai, fidati>> Bob non si
scomponeva, ontinuava a tagliare. Adesso l'orecchio destro diventava scoperto, si vedevano
i due piercing di Marzia. Bob quasi
sadicamente, prese uno specchio e le mostrò la differenza tra le due parti. Ad essersi salvata
c'era solo la treccina blu e la frangia cortissima. Adesso toccava
all'altro lato.Bob procedeva in modo diverso. Taglio' la treccina di netto. Poi di sentì un
ronzio di un clipper. La passò direttamente sui capelli ancora un po lunghi di
Marzia: andando poi dall'altro lato, dove erano gia molto corti. Bob le permetteva di
godersi il momento,radeva le strisce lentamente, faceva emergere la pelle bianca e
delicata, e poi puntualmente le mostrava il risultato con un gioco di specchi. Adesso la testolina
di Marzia era un prato. Le scendevano due
lacrime, ma non parlava per non dargli soddisfazione. Si dimenava, ma era
ben fissata in modo da non potersi muovere. E poi era bravo, e non si spaventava di
movimenti bruschi: non la avrebbe mai tagliata. Marzia credeva che a
quel punto tutto fosse finito, ma sentì un calore in testa, un panno di acqua bollente. Poi subito un
profumo di schiuma da barba, e il contatto con la lama che la rendeva calva. La paura di Marzia,
e la rabbia, erano diventate prima rassegnazione, poi eccitazione. Ma proprio in quel
momento si svegliò. Era a casa di Bob,
senza catene, e con ancora i suoi capelli lunghi. Bob la stava
guardando dormire, l'aveva vista sorridere, e le chiese il perchè. Lei senza
pronunciare una parola sul sogno disse <<voglio che
mi rapi, rapami, fammi calva! >> Bob era spaventato
ma eccitato all'idea. In fondo era quello che aveva sempre desiderato...rasare una bella
ragazza. Marzia corse in
bagno su uno sgabello. Bob le mise attorno al collo una mantella molto stretta. In pochi minuti
Marzia vide azzerare le proprie chiome sul suo capo. Dopo la fine della
rasatura, Marzia si accarezzò la testa.Bob la guardava estasiato, ignaro del sogno. Era
ancora bella,forse più bella. Era domenica
mattina. Bob e Marzia uscivano mano nella mano. Fu in quel momento che bob le sussurrò <<te lo avevo detto che alla fine non mi avresti denunciato....>>
IL REGALO DI GRETA Greta lo guardava sempre in facoltà.<<senti, tu forse mi vedi come un bravo ragazzo, ma in realtà io sono un tipo strano, e non so se tu sarai sempre disposta ad assecondare i miei desideri >> Per Greta era una sensazione nuova , e piacevole. Si sentiva eccitata e sottomessa. Ne fece un maschietto, un dolce spettinato maschietto. Poi, accorciando con maestria sempre di più i lati e dietro, ne fece quasi un marine, con una corta spazzolina in testa. Andava lentamente, era molto pignolo, solcò una striscia ben definita e prese la mano di Greta per farla percepire anche a lei. TRRRRRR compariva la pelle bianca sulla testa rotondissima di Greta. Il taglio fu lungo, e i due se lo godettero per bene.
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